Un Miccio contro tutti: l’intervista del neo Sovrintendente al Corriere

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Tratto dal Corriere del Mezzogiorno

“Un vero miracolo”. Così, senza inutili giri di parole, il neo soprintendente Bap Gennaro Miccio ha definito la resistenza all’incuria e all’abbandono di antichi conventi e chiese del centro storico cittadino. Tesori d’arte sul punto di venir giù, come testimoniano i crolli avvenuti nell’ex convento di Sant’Antonio a causa delle forti piogge di questi giorni. E’ una vera e propria ricognizione sullo stato di salute del patrimonio storico-artistico salernitano il primo incontro del soprintendente Miccio con la stampa.

I monumenti a rischio

E’ la cronica carenza di fondi ad impedire l’avvio di un’azione di risanamento del patrimonio storico-artistico che, tanto nel capoluogo quanto in provincia, rischia di scomparire a causa dell’incuria. Al momento, sottolinea Miccio, non è possibile immaginare alcun intervento per tentare di ridurre quella lunga lista di edifici di pregio ad alto rischio. “Oggi –dice il soprintendente Bap- non abbiamo capacità economica, come neanche i comuni e gli altri enti proprietari, in particolare gli enti religiosi”. Nessuna speranza, dunque, per Palazzo San Massimo o Santa Maria de Alimundo, salvo che gli enti proprietari (il Comune di Salerno in quest’ultimo caso) decidano di metter mano alla tasca e privilegiare interventi conservativi e di restauro rispetto ad altri capitoli di spesa.

Crescent

Attento a non sindacare le scelte del suo predecessore, Miccio non esita ad esprimere alcune perplessità: “in una zona molto visibile come quella –dice- forse un segno architettonico meno ingombrante sarebbe stato più gradito”.

Buchi d’artista

Nessuno ha mai autorizzato il Comune ha bucare la porta San Matteo per utilizzarla quale supporto per le installazioni di “Luci d’artista”. Di più, l’amministrazione comunale non ha richiesto l’autorizzazione preventiva prevista dalla legge. E’ una ricostruzione minuziosa quella che Miccio fa della vicenda che tante polemiche ha sollevato in città. “Contrariamente a quanto si è letto –precisa Miccio- le Soprintendenze sono state sollecite e tempestive, tanto che De Chirico ha subito disposto la sospensione lavori. Il sindaco ci ha poi invitato ad un incontro, ma in effetti era un guaio già  fatto. La legge non prevede nient’altro, in caso di danneggiamento, se non una sanzione pecuniaria o il ripristino, intervento che ci è stato assicurato dal sindaco. Purtroppo c’è stata una abitudine a non sottoporre a preventiva autorizzazione  questi interventi, mentre la legge lo prevede”. “Dimenticanza” cui Miccio ha posto rimedio con una nota inviata a tutti gli uffici competenti.

San Pietro a corte

Novità in arrivo per il complesso longobardo: è allo studio un intervento per rendere finalmente pienamente fruibile il sito. La Soprintendenza si sta attivando per affidare a società specializzate la gestione del sito. “Ben venga il volontariato –sottolinea Miccio-, però tenere aperto il sito non basta, bisogna anche attivare iniziative promozionali ed organizzare attività culturali. Occorre non un servizio passivo, ma più che attivo, rivolto alla fruizione piena dei monumenti”. A compensare questa buona notizia c’è, però, il pessimismo sulla possibilità di far rientrare il sito nel progetto Unesco “Italia Langobardorum”: “La commissione Unesco –spiega Miccio- in occasione della sua visita è rimasta strabiliata dal complesso archeologico, ma negativamente impressionata dal contesto in cui si trova. Così l’iter di ammissione non inizia proprio”.

Clemente Ultimo

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