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“Trapanate d’artista”: caro Miccio dura lex, sed lex! Anche per il Re sole

Pubblicato in 30 novembre 2010 da Redazione
tratta da Facebook

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“Nessuno ha mai autorizzato il Comune a bucare la porta San Matteo per supporto alle  “Luci d’artista. Il Comune non ha richiesto l’autorizzazione preventiva prevista dalla legge. Abbiamo subito disposto la sospensione lavori. Il sindaco ci ha poi invitato ad un incontro, ma in effetti era un guaio già  fatto. La legge non prevede nient’altro, in caso di danneggiamento, se non una sanzione pecuniaria o il ripristino”! Miccio dixit!!

Non ce ne voglia l’ingegner Miccio, non ce ne voglia davvero, ma dopo la crescent/e epopea Zampino, ci aspettavamo uno scatto di reni dalla nuova guida della Sovrintendenza di Salerno. Liquidare le “trapanate d’artista” ad un errore altrui a cui poi si porrà rimedio, quando le luci saranno spente, non è certo uno scatto di reni, bensì ci sembra più vicino ad un piegamento verso il Re Sole.  Se un comune cittadino qualsiasi fosse stato sorpreso a trapanare la storica settecentesca Porta Nova, con tanto di statua del Santo Patrono alla sua sommità, quanto meno si sarebbe beccato una bella denuncia penale.

Non lo diciamo noi, lo dice una legge dello stato! Ovvero il Decreto  Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137): legge che Lei, stando alle sue dichiarazioni a mezzo stampa, non conosce del tutto, visto che sembra ignorare, nella parte IV, Titolo II, relativa alle sanzioni penali, ciò che dice l’articolo 169:E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell’articolo 10”.

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