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Il valzer del Jolly Hotel: Chechile si riprende una parte dell’ex albergo

Pubblicato in 20 giugno 2011 da Redazione
Abbatimento Jolly Hotel

Abbatimento Jolly Hotel

I resti del Jolly

I resti del Jolly

FOTOGALLERY ABBATTIMENTO EX JOLLY HOTEL (guarda)

Lassie Come Home torna a casa Lassie, pardòn, il Jolly Hotel. Dopo aver percorso centinaia di chilometri su e giù nell’italica penisola (da Salerno a Milano, via Battipaglia) nei vari cambi di proprietà che si sono susseguiti dal 2007 a oggi, l’ex albergone del Lungomare torna alla casa madre, ovvero torna in parte di proprietà dell’imprenditore costruttore Rocco Chechile, che aveva avviato il valzer quattro anni fa.

Da Immobiliare Panoramica srl (passando per Salid spa e Sist srl) a Nuova Immobiliare Panoramica srl che ha acquisito l’11% della proprietà di Sviluppo Immobiliare Santa Teresa (capitale sociale di 10 mila euro) il 27 gennaio di quest’anno.  Nuova Immobiliare Panoramica ha fatto sua la quota di Gestifin Spa, società di servizi amministrativi il cui amministratore unico è quel Maurizio Nicola Dattilo già amministratore unico di Sist.

La Sist di Milano, attuale proprietaria del fu Jolly hotel e quindi di una parte del futuro Crescent, appartiene per il 49% alla Fondazione Cassa di risparmio in Bologna, tra i cui 90 soci, oltre a Prodi, ed altri illustri esponenti della sinistra, c’è anche l’avvocato Pittalis Gualtiero che difendeva Cogefer nei ricorsi per l’aggiudicazione dei diritti edificatori del Crescent;

Un altro 40% è della fiduciaria Spafid srl, controllata da Mediobanca al 100%;

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I milanesi della Sist puntano al colpo grosso: il Crescent è tutto nostro!

Pubblicato in 22 novembre 2010 da Redazione
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ECCO IL TESTO DELLA CITAZIONE CONTRO IL COMUNE DI SALERNO (leggi)

Chi si aspettava la posa della prima pietra del Crescent in tempi rapidi, e naturalmente in pompa magna, dovrà pazientare e non si sa bene per quanto tempo ancora.  Ad oltre un mese dalla decisione del Consiglio di Stato sull’asta dei diritti edificatori favorevole all’Ati Rcm, tutto tace, o meglio quasi tutto tace. Non tace infatti Sist, la srl milanese che ha citato in giudizio lo scorso mese di agosto il Comune di Salerno: Sviluppo Immobiliare Santa Teresa, che di sicuro detiene quasi 4 mila metri quadri del futuro Crescent (30% in appartamenti e 70% in attività commerciali) gioca al rialzo e punta a fare suo tutto il “cucuzzaro”, vantando, a suo dire, un diritto di prelazione sull’intera area dove dovrebbe sorgere il mega condominio.  Naturalmente sarà il tribunale di Salerno a stabilire la verità.

La società dell’abile “business man” Maurizio Nicola Dattilo, controllata da Fondazione Cassa di Risparmio Bologna, Spafid srl (Mediobanca) e Gestifin spa (di proprietà dell’altro Dattilo, il “gemello” Nicola, nato anche lui il 19/03/63) si fa forte dell’articolo 14 del regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare adottato il 4 luglio 2008 dal Comune di Salerno per chiedere un diritto di prelazione sulla totalità dei diritti edificatori.

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Crescent, l’affare Jolly Hotel non finisce qui…Nuovi sviluppi all’orizzonte

Pubblicato in 26 ottobre 2010 da Redazione

jolly hotel

soldi corruzionecatena-vendite

La nostra inchiesta sull’ex Jolly Hotel non finisce qui, nei prossimi giorni vi aggiorneremo sugli ulteriori sviluppi che questa vicenda sta prendendo. Sviluppi, vi anticipiamo, particolarmente interessanti. Poiché la storia è complessa, prima di ricominciare, abbiamo deciso di riportare per intero le 5 puntate del nostro reportage. Per chi non l’avesse ancora fatto, buona lettura. Per chi l’ha già fatto “repetita iuvant” direbbero gli antichi romani.

PS: un sentito ringraziamento va al Corriere del Mezzogiorno, con cui è sempre un piacere collaborare!!!

Prima puntata

L’ex Jolly Hotel, di vendita in vendita, finisce a Milano in mano alla Sist srl (leggi)

Seconda puntata

Affarissimo Jolly Hotel: ramo d’azienda venduto a Sist per 160 mila euro!!! (leggi)

Terza puntata

Per Salid il Jolly Hotel, o meglio il 20% del Crescent, “non era conveniente”!!! (leggi)

Quarta puntata

Crescent, Sist fa la guerra al Comune: chiesti 13 milioni di euro di danni (leggi)

Quinta puntata

Sist attacca il Comune perché obbligata alla “retrocessione” del bene Jolly (leggi)

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Sist attacca il Comune perché obbligata alla “retrocessione” del bene Jolly

Pubblicato in 23 ottobre 2010 da Redazione

catena-venditeAnche il Corriere chiude il cerchio: la Sist rivende il Jolly Hotel ai vecchi proprietari (leggi)

Nella lite-contenzioso tra Sist srl e Comune di Salerno ci siamo lasciati con una domanda senza risposta: perché Sviluppo immobiliare Santa Teresa mette a rischio un investimento di portata milionaria, ovvero il 20% del Crescent, per qualche decina di metri quadri mancanti, per un diritto di prelazione su alcune «particelle costituenti l’area di sedime» del palazzone? La soluzione alla domanda ce la fornisce proprio la delibera di giunta 969 del 3 settembre quando si parla di “mancata retrocessione”, che naturalmente non ha nulla a che fare con il calcio.

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Crescent, Sist fa la guerra al Comune: chiesti 13 milioni di euro di danni

Pubblicato in 22 ottobre 2010 da Redazione

soldi corruzioneIn un affare ricco di colpi di scena, come è quello dell’ex Jolly Hotel, parlare di ulteriore colpo di scena può sembrare eccessivo. Ed invece così non è: la Sist srl, proprietaria dell’ex albergo di Lungomare (e quindi del 20% del Crescent) acquistato ad appena 160 mila euro , si prende tutta la ribalta e porta il Comune di Salerno in Tribunale con una richiesta danni a dir poco da capo giro!

Cosa è successo? Come mai la Sist di Maurizio Nicola Dattilo dichiara guerra al Comune proprio ora, ad un passo dal traguardo, ad un niente dall’apertura del cantiere del condominio più upper class di Salerno? Una spiegazione parziale sta nella delibera 969 di Giunta comunale dello scorso 3 settembre sul «Contenzioso civile — recita il testo del verbale —­tra Sviluppo Immobiliare Santa Teresa (ovvero  Sist) contro Comune di Salerno» L’attacco della società milanese controllata da due fiduciarie, la Spafid (Mediobanca) e la Gestifin (di Dattilo Nicola), e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna è di quelli milionari. Il «risarcimento del danno è quantificato in euro tredici milioni e 640.551 oltre accessori e spese».

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