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Il 25 aprile di De Luca: “Triste, solitario y final” a Piazza della Libertà

Pubblicato in 26 aprile 2012 da Redazione
Il 25 aprile di Vincenzo De Luca

Il 25 aprile di Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca sul Titanic di piazza della Libertà

Vincenzo De Luca sul Titanic di piazza della Libertà

Dopo l’ispezione della finanza
il sindaco controlla il cantiere.

Coperto dal segreto istruttorio il blitz del giorno prima delle Fiamme Gialle

SALERNO — Mercoledì a Salerno, mentre a piazza Vittorio Veneto si celebrava la festa della Liberazione con contestazioni, cori arrabbiati e striscioni di polemiche, in un’altra piazza regnava l’assoluto silenzio. Il giorno dopo l’ispezione del nucleo di polizia tributaria, a piazza della Libertà non c’erano gli operai della “Esa costruzioni”, la ditta sottoposta ai controlli che sta realizzando la pavimentazione. I lavori erano fermi e il cantiere era chiuso. Ma non per il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Che ieri mattina, verso le undici, accompagnato dalla sua scorta personale, passeggiava solitario nel cantiere della futura piazza dove ha espresso il desiderio che vengano gettate le sue ceneri. Lontano dal clamore dei festeggiamenti del 25 aprile, il sindaco si è affacciato sulla spiaggia di Santa Teresa….

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Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle: un Bop per fermare il Crescent

Pubblicato in 5 aprile 2012 da Redazione
Bop, Buono ordinario pullanghella

Bop, Buono ordinario pullanghella

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

Ferma il Mostro! Compra una buona azione, compra un Bop”: sarà presentata alla stampa venerdì mattina, alle ore 10.00, presso la sede di Italia Nostra, in Larghetto Cassavecchia 9, la campagna sociale organizzata dall’associazione ambientalista e dal gruppo facebook Figli delle Chiancarelle. Campagna finalizzata a raccogliere fondi per permettere ad Italia Nostra di presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la realizzazione del condominio Crescent. Il Bop, il Buono Ordinario Pullanghelle, emesso dal Banco delle Chiancarelle, vale esclusivamente come un azione di grande valore civico e serve a salvare Salerno ed il paesaggio costiero dal Mostro, ovvero il Crescent, il plesso residenziale alto 30 metri e lungo quanto tre campi di calcio, che si sta realizzando a ridosso della storica spiaggia di Santa Teresa. I Bop, che sono a tiratura limitata, numerati e filigranati, saranno sottoscritti dai cittadini che riceveranno in ricordo il “value certificate”, a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio.

Satira tratta da facebook

Satira tratta da facebook

Durante la conferenza stampa, a cui prederanno parte Lella Di Leo, presidente Italia Nostra Salerno, e Nicola Vernieri, in rappresentanza dei seimila iscritti al gruppo Figli delle Chiancarelle, sarà presentato il calendario delle iniziative che si terranno nel mese di aprile legate alla vendita dei Bop. La prima di queste sarà la “Pasqua delle Chiancarelle, ovvero rompiamo le uova nel paniere a De Luca”, che si terrà sabato 7 aprile a partire dalle ore 20 presso il Bar No Stress di via Roma (chiesa Santa Lucia). Il fine settimana dopo Pasqua, ovvero sabato 14 e domenica 15 aprile, saranno allestiti a Lungomare Trieste, altezza piazza Cavour, appositi banchetti “Bop” da Italia Nostra e dai Figli delle Chiancarelle.

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Figli delle Chiancarelle è “Pensare different…”

Pubblicato in 7 dicembre 2011 da Redazione
Il vero significato della S del logo

Il vero significato della S del logo

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

Di Giuseppe Vuolo (giornalista Rai)

Siamo tutti d’accordo sul fatto che sindaco di Salerno ce la stia mettendo tutta per lasciare un’impronta forte del suo passaggio al timone della città. E’ un riconoscimento che onestamente gli si deve. Detto questo, bisogna però aggiungere che la storia la scriveranno gli storici e non i tifosi. E la scriveranno non fermandosi alla scorza, ma vagliando documenti, progetti, testimonianze e opinioni circolate nella società civile. Insomma su una massa di “materiali” che i contemporanei bloccati nelle rispettive tifoserie in genere non amano considerare. A nessun salernitano forse interessa più di tanto il giudizio che la storia locale potrà dare da qui a 100 anni al lavoro di amministratore di De Luca. Quello che viceversa oggi li riguarda tutti da vicino – tifosi e non – è come possono (e se possono) dallo status di cittadinanza attiva correggere quello che c’è da correggere nelle sue scelte amministrative. Col solo strumento che la democrazia conosce: quello della critica di merito. Riguardo alla quale il nostro sindaco continua a mostrare una radicale idiosincrasia. De Luca – come si sa – ha un elevatissimo indice di autostima che lo porta a non prendere neppure in considerazione possa esistere in giro qualcuno capace di interpretare il Bene di Salerno più e meglio che lui stesso. E neppure è disposto a concedere che quello che gli riesce di realizzare (perché molto si perde per strada, ma guai a dirlo) si poteva fare con minor spesa, in minor tempo e con migliore risultato finale. E’ andata così anche nel modesto caso del logo di Vignelli, dove il problema non era il giudizio sulla qualità estetica del segno grafico. E neppure se esso potesse piacere o meno. Quanto piuttosto se funzionasse nell’evocare un’idea originale di Salerno. E anche qui il sindaco non si è fermato a valutare il risultato ottenuto dal grafico, ma lo standing del suo autore. Nasce da questa vocazione a posizionarsi sempre una spanna sopra quanti “osano” profferir verbo sulle sue iniziative l’ormai stantia litania di epiteti che riserva a chi lo contraria. Lo favorisce in questo la casta degli intellettuali locali – accademici e non – in congedo permanente effettivo, la quale proprio non ce la fa a uscire dal chiuso per dire apertis verbis cosa pensa del dolce stil nuovo con il quale il primo cittadino si rivolge da sempre ai propri oppositori. Che anche fossero solo quel 5 per cento che lui dice, meriterebbero lo stesso rispetto del presunto 95 per cento disposto ad obbedir tacendo qualunque cosa faccia o proponga. Quel 95 per cento che – per esempio – non trova nulla da ridire che la cifra identitaria della città sia continuamente spostata: ieri si puntava su Barcellona e Valencia, oggi su New York addirittura, ma anche su Cannes, su Rio de Janeiro, Salisburgo, Edimburgo, Berlino, giusto per restare coi piedi per terra! E non si accorge – sempre quel 95 per cento – che mentre il crono programma della Città del Futuro non registra ad oggi nessun completamento d’opera (Lungo Irno, Cittadella, Stazione Marittima, Fronte del Mare, Piazza della Libertà, eccetera…) pur tuttavia non si tralascia occasione per sparare illuminanti bengala su nuove seducenti iniziative allo studio, con lo scopo di tenere sveglia l’attenzione del grande pubblico plaudente. Insomma se non siamo proprio sul set di Seaheven, siamo nei dintorni. A Napoli (anche sotto De Magistris) si discute sul futuro della città. Il “sapere” fa sentire la propria voce. E così le altre forze sociali. Salerno ha ancora una “sua” Università? Se ce l’ha, la città di certo non se ne è accorta. Non lasci a quel “5 per cento di nostalgici delle “chiancarelle” (come li chiama doucement il sindaco) il monopolio di un pensiero “altro” da quello del grande tessitore. A Salerno c’è spazio per una critica costruttiva che si proponga di suggerire dove e come fare meglio rispetto a quanto pure è stato fatto. Quello che a questa città manca è l’ossigeno del confronto non servile. Perché la città annullerebbe d’un sol colpo quanto di buono in questi 20 anni  è stato realizzato, se rinunciasse alla propria libertà. E sarebbe davvero un baro destino avere la Piazza più grande d’Europa dedicata a Freedom, se in cambio anche un solo salernitano dovesse avere paura di dire I think different: sono fuori dal coro. Dovremmo insomma osare tutti di più, trovando il coraggio di applicare alla vita pubblica locale i pensieri che Tucidide mette in bocca a Pericle nel famoso discorso agli Ateniesi: «noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, qui ad Atene tutti siamo in grado di giudicarla». Tutta la mia personale simpatia perciò al quel 5 per cento di “sons of Chiancarelle”. Anche perché non sono convinto che quel 95 per cento (ammesso sia vero) venga – come ammonisce James Fishkin – da “consenso informato”.

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Figlio di una chiancarella a chi? Facebook si rivolta contro Bicienzo

Pubblicato in 29 novembre 2011 da Redazione
Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

L’Estetica non è una scienza esatta ma…$entiment (leggi)

PENSARE DIFFERENT (LEGGI)

Sono lo tsunami della coscienza salernitana, asfaltata da anni di colate di cemento e di vanità fredda e pseudo artistica a spese dei contribuenti. Di ora in ora ingrossano la loro onda lunga d’indignazione. Sono i quasi tremila “Figli delle Chiancarelle”, gli Union sons of Chiancarelle, come recita il loro Logo sulla pagina del gruppo Facebook (vedi). Sono la meglio gioventù, e non solo, salernitana: molti di loro vivono e lavorano all’estero, la gran parte in città.

Il gruppo nasce venerdì 25 Novembre dopo l’ennesimo soliloquio televisivo del sindaco di Salerno.  Bicienzo ha bollato in modo spregiativo ed offensivo come “figli ed eredi delle Chiancarelle” (guarda il video) tutti coloro che hanno osato non gradire la “cagata pazzesca” del nuovo Brand ideato da Vignelli, operazione costata ai salernitani la bellezza di 200 mila euro…

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Bicienzo e Vignelli: $traordinarioMan l’ammazza crisi brucia 200 mila euro

Pubblicato in 23 novembre 2011 da Redazione
Il nuovo SuperEroe di Salerno

Il nuovo SuperEroe di Salerno

Il vero significato della S del logo

Il vero significato della S del logo

LA DELIBERA COMUNALE DA 200 MILA EURO (GUARDA)

LOGO, C’ERA GIA’ UN CONCORSO DEL COMUNE CON TANTO DI VINCITORE (PER LUI SOLO 3 MILA EURO)

(Guarda il brand vincitore)

GUNPANIA INTERVISTA L’IGNARO PRIMO CLASSIFICATO (LEGGI)

BICIENZO, L’INTELLETTUALE-BARBONE AL COSPETTO DI VIGNELLI (leggi)

ANCHE L’ORDINE DEI MEDICI S’INCAZZA: FOLLE CONCELLARE “Hippocratica Civitas”

Se il ragionier Ugo si fosse trovato per sbaglio tra i presenti al Teatro Verdi, nel mentre del lungo silenzio d’imbarazzo che ha accolto la prima visione del nuovo Logo di Salerno, avrebbe sommessamente esclamato: “E’ una cagata pazzesca!” E probabilmente si sarebbe beccato 35 minuti d’applausi. No, Fantozzi non c’era ieri sera al Massimo cittadino e nessuno dei presenti ha avuto il coraggio di urlarlo, di pensarlo sì.

Il nuovo Logo, pardòn, Brand, fa più fico, più “mericano”, voluto da Bicienzo I° Lo Straordinario, oltre ad essere una cagata pazzesca, è anche l’ennesimo sperpero di denaro pubblico di questa amministrazione: tutta l’operazione Vignelli costerà ai salernitani 200 mila euro (leggi). Di questi tempi, con il prossimo aumento dell’Iva, il ritorno dell’Ici, il taglio delle pensioni e chissà quale altro cetriolo, nell’Italia prossima alla bancarotta, a Salerno sembra di vivere nel paese dei balocchi, con tanti cittadini allocchi a rimirar le luci milionarie e le favole newyorkesi. Il tutto con una stampa locale compiacente ed obnubilata, salvo poche eccezioni.

Questo nuovo logo inoltre non esprime nessuna identità salernitana, potrebbe infatti andare bene per qualsiasi città dal mondo che inizi con la S e si trovi sul mare. In più domina l’azzurro che non è proprio il colore che contraddistingue la nostra città, magari Napoli.

Il buon Vignelli da par suo, soprattutto quest’anno che c’è stata una grande moria delle vacche, anche in America, ringrazia, elogia Bicienzo sentitamente e porta a casa: per un logo fatto in mezz’ora, una lezioncina di due ore e trasferta a gratis non poteva chiudere di più.

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