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Crescent, la fabbrica in riva al mare

Pubblicato in 11 luglio 2011 da Redazione
Quotidiano La Città

Quotidiano La Città

tratto da

LA CITTA’ DI SALERNO (PORTA NOVA)

Di Gerardo Malangone

Ieri, alla Porta passa Paolino, che legge ogni notizia sul pc, e dice che mentre nei passaggi delle storie gialle il bravo investigatore segue piste che lo portano a scoprire ciò che non sapeva, in quelli della storia del Crescent scopre solo ciò che giá sa: eccioè che, qui, le cose vanno in modo giusto e buono.

Così, superato l’ultimo bivio al Tar e in attesa del prossimo, un’unica cosa può fare il bravo civis, se proprio ci tiene: sapere quanto è buono il Crescent.

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La Crescent srl al riparo dai 5 ricorsi pendenti! Il Comune gioca d’azzardo

Pubblicato in 3 febbraio 2011 da Redazione
palazzo di citta

Palazzo di città

Un Crescent di soldi

Un Crescent di soldi

“Do me in aleam”, il Comune di Salerno si rimette al caso, alla sorte, al destino giudiziario, dei vari ricorsi che pendono al Tar ed al tribunale civile, nella vendita dei suoli del Crescent. E’ quanto emerge dall’approvazione del contratto di compravendita approvato dalla giunta lo scorso 10 dicembre: con la delibera 1347 si regola infatti il passaggio dei terreni dall’Ente pubblico alla Crescent srl del trio Rainone (in gara anche per il Termovalorizzatore), Favellato e Ritonnaro.  In realtà un primo schema di contratto era stato già approvato il 12 novembre con la delibera 1236, ma la Crescent Srl, amministrata dal giovane e rampante imprenditore Eugenio Rainone, aveva richiesto lo scorso 7 dicembre delle integrazioni, accolte dalla giunta.

Do me in aleam, dicevamo: l’alea in capo al pubblico interesse sta tutta nell’articolo 2 relativo alle pattuizione collegate al contratto di compravendita. E nello specifico si trova nel paragrafo F (leggi documento 1, leggi documento 2) che stabilisce una dettagliata clausola di risoluzione del contratto che tutela l’investimento di quasi 15 milioni di euro, fatto dalla Crescent srl per acquistare i suoli, e gli ulteriori costi dei lavori posti in esecuzione.

L’alea è dato dall’esito di una pluralità di giudizi pendenti e collegati al Crescent. Al Tar di Salerno ci sono i due di Italia Nostra, quello del No Crescent e quello della Cogefer. Quest’ultimo, sebbene l’impresa emiliana non abbia ottenuto la sospensiva della vendita dei diritti edificatori dal Consiglio di Stato,  nel merito va avanti e potrebbe anche dar ragione ai primi aggiudicatari dell’asta indetta dal Comune,  ovvero coloro che avevano fatto l’offerta economica più alta.

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Autobiografia non autorizzata di “Vinni il muratore”, lo Zelig di Ruvo dal Monte

Pubblicato in 2 novembre 2010 da Redazione
torta crescent 60anni de luca comune 090508

Una bella torta Crescent per il sindaco

Aspettando la seconda parte della nostra inchiesta sull’affare Jolly Hotel…

Se agli italiani è andato in sorte (per molti, in malasorte) un presidente operaio, oltre che  bunga-bunga, ai salernitani, che sono una razza a parte, è toccato un sindaco muratore.

Vinni il muratore, l’uomo con lo scolapasta in testa e la cazzuola in mano.

Di lui si sa che a letto non usa cuscini ma solo sacchette di cemento e, per la nota sensibilità ambientale, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti internazionali tra i quali ricordiamo il Premio Punta Perotti per il maggior numero di metri cubi proposti sul demanio marittimo (il famigerato Crescent), il Premio Fuenti per l’amalgama con l’ambiente circostante, il premio Erode per l’abbattimento di parchi giochi (al Jolly) ed il premio Playstation, per la demolizione di palestre e campi di basket (istituto nautico).

Con la modestia che lo contraddistingue, e ripudiando i simboli del potere, ha anche rinunciato all’autoblù; al suo posto ha scelto un veicolo sicuramente più congeniale, un’autobetonierablù: così, tra una riunione politica e un soliloquio, per ottimizzare i tempi, riesce negli spostamenti a produrre cemento per sostituire, qua e là, un’aiuola con un pavimento.

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Affarissimo Jolly Hotel: ramo d’azienda venduto a Sist per 160 mila euro!!!

Pubblicato in 20 ottobre 2010 da Redazione

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ANCHE IL CORRIERE TORNA SUL JOLLY HOTEL: “OTTIMO AFFARE, VENDUTO A 160 MILA EURO

Ma voi a quanto l’avreste venduto il Jolly Hotel? A quanto avreste venduto un ex albergo, acquistato da meno di un anno, prossimo a trasformarsi in decine di appartamenti extra lusso e negozi per grandi firme della moda, nel mastodontico complesso residenzial commerciale del Crescent?

Per un attimo provate a fare un prezzo, sapendo che appena un mese prima la Sovrintendenza ha dato il suo ok al progetto, quindi non ci saranno più intoppi legati alle autorizzazioni amministrative. E che il sindaco De Luca, bacchetta e mega plastico alla mano, 15 giorni prima straparla del Crescent come opera della sua vita, che cambierà la storia di Salerno? Insomma a quanto avreste venduto il 20% in vostro possesso del futuro Crescent?

Quello che sappiano noi è a quanto, il 7 aprile 2009, la Salid Spa, amministrata dall’imprenditore battipagliese Rodolfo Vitolo (nel cui consiglio di amministrazione siede anche Giovanni Iemma), vende il ramo d’azienda ex Jolly Hotel alla Edilizia sociale srl di Maurizio Nicola Dattilo, da non confondere con Maurizio Dattilo (Gestifn Spa): entrambi nati lo stesso giorno, lo stesso mese e lo stesso anno (‘63), ma con codici fiscali diversi. Edilizia Sociale srl qualche mese dopo diventerà «Sist- Sviluppo Investimento Santa Teresa srl».

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Savona, apre il Crescent: risolto il problema casa per 115 nababbi

Pubblicato in 4 ottobre 2010 da Redazione
Crescent Savona, foto Pugno (Secolo XIX)

Crescent Savona, foto Pugno (Secolo XIX)

Render Crescent Salerno

Rendering Crescent Salerno

L’immagine che vedete non è un rendering, né una simulazione grafica dove spesso non ci si rende conto delle reali proporzioni tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Questa che vedete è una foto del Crescent di Savona, sempre a firma di mastro Bofill, il grande clonatore, realizzata sabato scorso, 2 ottobre, giorno dell’inaugurazione dell’ecomostro ligure. Gli uomini, le donne ed i bambini presenti nella piazza sono veri, come è vera la muraglia che si erge alle loro spalle, uno schermo totale rispetto allo sfondo.

Non sappiamo di preciso cosa non vedranno più i cittadini di Savona, cosa è stato coperto da questo mega condominio per nababbi. Sappiamo però cosa non vedranno più i cittadini di Salerno se mai il Crescent sarà realizzato anche qui, sappiamo che da Piazza del Cemento in Libertà non si vedrà più il centro storico di Salerno a Nord, sappiamo che non si vedrà più il Lungomare in direzione Est e la Costiera Amalfitana a Ovest. E sappiamo che tutto questo è stato fatto, oltretutto devastando una spiaggia pubblica, per permettere a circa 180 “fortunati” (tanti quanti gli appartamenti che si realizzeranno)  la loro sospirata residenza “upper class”, con tanto di box auto e posto barca.

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