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Bando Crescent, respinta la richiesta di sospensiva di Italia Nostra

Pubblicato in 7 luglio 2011 da Redazione
Il Tar di Salerno

Il Tar di Salerno

La "solitaria" prima pietra del Crescent

La "solitaria" prima pietra del Crescent

Respinta! La prima sezione del Tar di Salerno, presieduta dal giudice Onorato, ha respinto la richiesta di sospensiva, avanzata dai legali di Italia Nostra,  in merito alla stipula del contratto di aggiudicazione dei diritti edificatori del Crescent.

A nulla è servita l’arringa degli avvocati dell’associazione ambientalista  in cui si è evidenziato ancora una volta che il bando del Comune è stato realizzato senza la totale sdemanializzazione dell’area in questione.  Soddisfazione naturalmente tra i legali del Comune (studio Brancaccio) e quello della Crescent Srl (Lentini).

La vera battaglia amministrativa resta comunque quella relativa al progetto Crescent, la cui discussione, questa volta nel merito, si avrà ad inizio ottobre. Fino ad allora, a quella prima pietra del Crescent, triste e solitaria, se ne potranno aggiungere altre! Tanto poi, alla fine, se Italia Nostra dovesse aver ragione,  i costi per i lavori realizzati ricadrebbero sulle tasche della comunità salernitana, come previsto dalla convenzione siglata dalla Crescent srl ed il Comune!

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La Crescent srl al riparo dai 5 ricorsi pendenti! Il Comune gioca d’azzardo

Pubblicato in 3 febbraio 2011 da Redazione
palazzo di citta

Palazzo di città

Un Crescent di soldi

Un Crescent di soldi

“Do me in aleam”, il Comune di Salerno si rimette al caso, alla sorte, al destino giudiziario, dei vari ricorsi che pendono al Tar ed al tribunale civile, nella vendita dei suoli del Crescent. E’ quanto emerge dall’approvazione del contratto di compravendita approvato dalla giunta lo scorso 10 dicembre: con la delibera 1347 si regola infatti il passaggio dei terreni dall’Ente pubblico alla Crescent srl del trio Rainone (in gara anche per il Termovalorizzatore), Favellato e Ritonnaro.  In realtà un primo schema di contratto era stato già approvato il 12 novembre con la delibera 1236, ma la Crescent Srl, amministrata dal giovane e rampante imprenditore Eugenio Rainone, aveva richiesto lo scorso 7 dicembre delle integrazioni, accolte dalla giunta.

Do me in aleam, dicevamo: l’alea in capo al pubblico interesse sta tutta nell’articolo 2 relativo alle pattuizione collegate al contratto di compravendita. E nello specifico si trova nel paragrafo F (leggi documento 1, leggi documento 2) che stabilisce una dettagliata clausola di risoluzione del contratto che tutela l’investimento di quasi 15 milioni di euro, fatto dalla Crescent srl per acquistare i suoli, e gli ulteriori costi dei lavori posti in esecuzione.

L’alea è dato dall’esito di una pluralità di giudizi pendenti e collegati al Crescent. Al Tar di Salerno ci sono i due di Italia Nostra, quello del No Crescent e quello della Cogefer. Quest’ultimo, sebbene l’impresa emiliana non abbia ottenuto la sospensiva della vendita dei diritti edificatori dal Consiglio di Stato,  nel merito va avanti e potrebbe anche dar ragione ai primi aggiudicatari dell’asta indetta dal Comune,  ovvero coloro che avevano fatto l’offerta economica più alta.

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