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Stop Crescent, Italia Nostra: “Primo passo, aspettiamo verdetto nel merito”

Pubblicato in 6 giugno 2012 da Redazione

Bop, Buono ordinario pullanghella

Bop, Buono ordinario pullanghella

L’associazione ambientalista ringrazia i Figli delle Chiancarelle: “Con i Bop hanno sostenuto i costi del ricorso”

Questa mattina il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare di sospensiva presentata da Italia Nostra contro la costruzione del Crescent, l’enorme complesso condominiale che il Comune di Salerno ha autorizzato a pochi metri dal Lungomare e dal centro storico, nell’area più pregiata della città. Una mezzaluna di cemento alta più di 30 metri e lunga oltre 280 che deturperebbe per sempre il paesaggio creando una barriera tra il mare e il centro antico. “Oggi si è fatto un primo passo per il bene della città – ha commentato Raffaella Di Leo, presidente di Italia Nostra Salerno – Il Crescent è una scelta che non condividiamo perché non va nella direzione della tutela del paesaggio e del territorio”.

La IV sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno di evitare che la prosecuzione dei lavori per la realizzazione di un edificio di cospicue dimensioni, in una situazione controversa, produca una trasformazione dello stato dei luoghi difficilmente reversibile e tale da determinare per la collettività un pregiudizio grave e irreparabile.

SEntenza“Il ricorso è stato un atto dovuto – chiarisce Raffaella Di Leo – successivo alla mancanza di un confronto proficuo con la Pubblica Amministrazione di Salerno sull’intervento che si è programmato e si sta realizzando nell’area di Santa Teresa, interessata inoltre dalla presenza di un vasto bacino idrogeologico e del torrente Fusandola, deviato nel suo corso per permettere l’edificazione del Crescent”.

L’opera, allo stato eseguita per la parte delle fondazioni solo in alcuni lotti, è da oggi bloccata. Il Consiglio di Stato ha disposto, in via cautelare, di “sospendere l’esecutività della sentenza impugnata” (quella del Tar, ndr) e di fermare il cantiere, rimettendone la riapertura alla pronuncia di una eventuale sentenza favorevole nel merito.
“Aspettiamo adesso di poter entrare nel merito della vicenda che presenta diverse irregolarità”, conclude Raffaella Di Leo che ringrazia, oltre allo staff dei legali, i tanti salernitani che hanno supportato l’associazione ambientalista in questa battaglia legale a difesa del paesaggio dall’aggressione violenta del cemento: “In particolar modo i Figli delle Chiancarelle che hanno sostenuto i costi del ricorso al Consiglio di Stato grazie alla raccolta di fondi effettuata con i Bop, i buoni ordinari delle pullanghelle. Senza il contributo dei Figli delle chiancarelle questo atto di difesa dell’identità di Salerno e del suo paesaggio non sarebbe stato possibile”.

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Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle: un Bop per fermare il Crescent

Pubblicato in 5 aprile 2012 da Redazione
Bop, Buono ordinario pullanghella

Bop, Buono ordinario pullanghella

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

Ferma il Mostro! Compra una buona azione, compra un Bop”: sarà presentata alla stampa venerdì mattina, alle ore 10.00, presso la sede di Italia Nostra, in Larghetto Cassavecchia 9, la campagna sociale organizzata dall’associazione ambientalista e dal gruppo facebook Figli delle Chiancarelle. Campagna finalizzata a raccogliere fondi per permettere ad Italia Nostra di presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la realizzazione del condominio Crescent. Il Bop, il Buono Ordinario Pullanghelle, emesso dal Banco delle Chiancarelle, vale esclusivamente come un azione di grande valore civico e serve a salvare Salerno ed il paesaggio costiero dal Mostro, ovvero il Crescent, il plesso residenziale alto 30 metri e lungo quanto tre campi di calcio, che si sta realizzando a ridosso della storica spiaggia di Santa Teresa. I Bop, che sono a tiratura limitata, numerati e filigranati, saranno sottoscritti dai cittadini che riceveranno in ricordo il “value certificate”, a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio.

Satira tratta da facebook

Satira tratta da facebook

Durante la conferenza stampa, a cui prederanno parte Lella Di Leo, presidente Italia Nostra Salerno, e Nicola Vernieri, in rappresentanza dei seimila iscritti al gruppo Figli delle Chiancarelle, sarà presentato il calendario delle iniziative che si terranno nel mese di aprile legate alla vendita dei Bop. La prima di queste sarà la “Pasqua delle Chiancarelle, ovvero rompiamo le uova nel paniere a De Luca”, che si terrà sabato 7 aprile a partire dalle ore 20 presso il Bar No Stress di via Roma (chiesa Santa Lucia). Il fine settimana dopo Pasqua, ovvero sabato 14 e domenica 15 aprile, saranno allestiti a Lungomare Trieste, altezza piazza Cavour, appositi banchetti “Bop” da Italia Nostra e dai Figli delle Chiancarelle.

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Spiaggia Santa Teresa, quando l’arbitro ignora il rigore per… Fifa

Pubblicato in 23 gennaio 2012 da Redazione
Il sovrintendente Gennaro Miccio

Il sovrintendente Gennaro Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

PORTA NOVA

Di Gerardo Malangone (arch)

Naturalmente, pure quelli di Porta si sono rallegrati per l’iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Salerno di affidare alle pagine de “La Cittá” un inedito racconto a puntate sulle “Piazze salernitane”. Ma il fatto che alla fine ne sia stata decantata una che non solo ancora non c’è ma ha diviso gli arch e i cives e scomodato i Tar, cioè quella del Crescent a S.Teresa, li ha spinti ai seguenti quiz seri.

1) Certi progetti, che dire discussi è poco, non meriterebbero racconti in par condicio?

2) Non era più giusto che, all’incontrario di come è successo, la Presidentessa-Architetti raccontasse la vecchia S.Teresa e il Soprintendente-BAP la Nuova? Avrebbe potuto, egli, fra l’altro, por rimedio pure all’afasia del suo predecessore Zampino sul Crescent, lasciato nelle nebbie dopo una vacatio estiva con silenzio-assenso incorporato. Invece no, pur’egli s’è cimentato con chiancarelle e simili, dopo aver avvertito che la via della nostalgia “non conduce da nessuna parte”.

Ora, se certe partite si giocassero solo fra Nostalgia e Neofilia e l’esito dipendesse dalle maggiori virtù dell’una o dell’altra, ai Salernitani potrebbe bastare di interrogare il loro Soprintendente-BAP (anche solo in punta di penna teorica) sulle virtù della seconda in un caso del genere; inquadrate, però, nel contesto normo-culturale avverso a Spreco e/o Cancellazione di risorse (suolo, ambiente, edifici, scenari urbani) “non” riproducibili: che sono i vizi opposti dell’Inerzia nostalgica.

Invece, la partita è fra Trasformazione e Manomissione: dove la prima è intesa come creativa modifica urbanistico-architettonica debitamente motivata; e la seconda come sostituzione brutal-speculativa, ancorché elargita in fascinosa veste igienico-modernista.

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Crac Amato, che Dio ce la mandi Labonia: Ifil e Esa, intrecci della Libertà

Pubblicato in 10 novembre 2011 da Redazione
Simone Labonia, presidente Salerno Patrimonio

Simone Labonia, presidente Salerno Patrimonio

Di Angela Cappetta (Corriere della Sera, Salerno)

L’avvocato Simone Labonia, coinvolto nel crac Amato, è accusato di aver incassato dalla società fallita un milione e 16.000 euro per consulenze prestate in due anni e per aver rappresentato la società nei rapporti con le banche.

Il mandato, però, sostiene il pm Vincenzo Senatore, sarebbe avvenuto in forma apocrifa e quindi privo di efficacia. Labonia, 38 anni, che dal 2006 ha ricoperto incarichi di consigliere in varie società creditizie e immobiliari salernitane fino alla recente nomina di amministratore unico della società di cartolarizzazione del Comune di Salerno, nell’ultima proposta di concordato preventivo presentata inutilmente dalla società fallita si è inserito nella lista dei creditori, rappresentato dall’avvocato Rita Ventre….

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Sentenza Tar: Crescent, non finisce qui!!!

Pubblicato in 10 novembre 2011 da Redazione
Santa Teresa: - 3.700 mq di spiaggia; -1.700 mq di mare

Santa Teresa: - 3.700 mq di spiaggia; -1.700 mq di mare

di Pino Vuolo (giornalista Rai)

Per il team di legali che hanno assistito Italia Nostra e il Comitato No Crescent (quest’ultimo non legittimato ad agire) nei quattro ricorsi  davanti al Tar di Salerno, la sentenza n. 1768/2011 di inammissibilità pronunciata dalla Prima Sezione non rappresenta una Caporetto. Già dai prossimi giorni – dice l’avvocato Oreste Agosto – il pool di avvocati si metterà al lavoro per appellare in tempi brevi (anche se la procedura concede sei mesi) le quattro pronunce al Consiglio di Stato.

L’avvocato definisce “deboli” le argomentazioni del giudice amministrativo che non a caso appellandosi all’inammissibilità non si è dovuto cimentare sul merito delle questioni. La risposta di merito (è sempre l’avvocato Agosto a parlare) il Tar l’ha data nel quarto ricorso, quello sul permesso a costruire, dove, rendendosi conto dell’insuperabile illegittimità dello stesso – rilasciato per settori – ha affermato che eventualmente il Comune potrà rilasciarne un altro emendato da vizi. Così invece di annullare il permesso a costruire, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso”.

In buona sostanza, il Tribunale nella sentenza relativa al ricorso straordinario di Italia Nostra al Capo dello Stato (rubricato al n. 452/2010) lo ha dichiarato inammissibile perché tardivo, essendo stato proposto dopo i 120 giorni concessi dall’art. 9 del Dpr n. 1191/197. Italia Nostra infatti l’ha notificato al Comune di Salerno a oltre un anno di distanza dalla pubblicazione del  Piano Urbanistico Attuativo per l’area di Santa Teresa, che secondo il collegio giudicante costituisce il provvedimento cardine che avrebbe dovuto essere impugnato. E non lo è stato. Ma i legali dell’Associazione non sono per nulla d’accordo con questa impostazione. E si preparano a dirlo davanti al Consiglio di Stato. Essi sostengono di aver agito a monte, chiamando in causa l’illegittimità del procedimento di concessione dell’autorizzazione paesaggistica (il famoso silenzio-assenso maturato sulla base di presentazione di foto del plastico del Crescent anziché dei rendering previsti dal Decreto PdC del 12 dicembre 2005 in applicazione del Dlgs 22 gennaio 2004, n. 42.
Il problema dell’autorizzazione paesaggistica era stato posto fin dall’inizio in un ricorso del Comitato No Crescent che, giudicato dal Tar poco più che quattro amici al bar, è stato messo alla porta come soggetto non legittimato. Perché – si chiedono ora i ricorrenti – a Salerno nel caso di specie non si è ritenuto di recepire l’orientamento della recente pronuncia del Consiglio di Stato (n. 3107 del 23/5/2011, VI Sezione) che ha estesa la legittimazione a stare in giudizio amministrativo persino ai Comitati spontanei? In attesa che tutta questa ingarbugliata matassa di questioni legali venga sbrogliata, il cittadino qualunque è assediato da mille perché. Perché un funzionario dello Stato a suo tempo accettò che il Comune fornisse le foto al posto dei rendering imposti dalla legge, e non insistette? E perché Palazzo di Città anziché limitarsi a pianificare e regolamentare si è messo a comprare suoli dal demanio per poi rivenderli a privati? Non potevano farlo direttamente i privati una volta che l’area avesse ricevuto specifica destinazione residenziale? E perché l’operazione di project financing che doveva prevedere la costruzione della Piazza a carico dei privati si è risolta in un’operazione che nella sostanza ha restituito al Comune i soldi anticipati per l’acquisto, col risultato che di pubblico i privati non realizzeranno un bel niente, visto che la Piazza è finanziata dai fondi Più Europa? E perché il Comune si è addossato il costo di 2,6 milioni di euro di un progetto che tutto sommato potevano pagarsi i privati? E perché il progetto del Crescent non rispetta la distanza di 10 metri dall’alveo del Torrente Fusandola secondo la previsione del PUC? E perché il Comune nel contratto di vendita dei diritti edificatori si è addossato la clausola vessatoria (di solito addossata sulla parte più debole) di risarcire – in caso di soccombenza nei giudizi pendenti – l’acquirente non solo del prezzo pagato ma anche del valore dei manufatti nel frattempo realizzati? E quale urgenza c’era di accollarsi un simile gravame, visto che la Piazza è lungi dall’essere ultimata e che i lavori del Crescent a distanza di sei mesi dal permesso a costruire non sono stati ancora avviati? Ed è vero o è falso – come affermato da Italia Nostra in uno dei ricorsi – che le superfici delle particelle catastali dell’area non corrisponderebbero con quelle autorizzate nel permesso a costruire che includerebbero 3.000 mq. di spiaggia e 1.700 addirittura di mare? Perché, se è falso, nessuno ha querelato Italia Nostra?

Qualcuno rivestito di pubbliche funzioni dovrà pure mettersi alla ricerca delle risposte vere a queste e ad altre domande. O il cenotafio di Piazza della Libertà ne custodirà per sempre i misteri.

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