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Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle: un Bop per fermare il Crescent

Pubblicato in 5 aprile 2012 da Redazione
Bop, Buono ordinario pullanghella

Bop, Buono ordinario pullanghella

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

Ferma il Mostro! Compra una buona azione, compra un Bop”: sarà presentata alla stampa venerdì mattina, alle ore 10.00, presso la sede di Italia Nostra, in Larghetto Cassavecchia 9, la campagna sociale organizzata dall’associazione ambientalista e dal gruppo facebook Figli delle Chiancarelle. Campagna finalizzata a raccogliere fondi per permettere ad Italia Nostra di presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la realizzazione del condominio Crescent. Il Bop, il Buono Ordinario Pullanghelle, emesso dal Banco delle Chiancarelle, vale esclusivamente come un azione di grande valore civico e serve a salvare Salerno ed il paesaggio costiero dal Mostro, ovvero il Crescent, il plesso residenziale alto 30 metri e lungo quanto tre campi di calcio, che si sta realizzando a ridosso della storica spiaggia di Santa Teresa. I Bop, che sono a tiratura limitata, numerati e filigranati, saranno sottoscritti dai cittadini che riceveranno in ricordo il “value certificate”, a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio.

Satira tratta da facebook

Satira tratta da facebook

Durante la conferenza stampa, a cui prederanno parte Lella Di Leo, presidente Italia Nostra Salerno, e Nicola Vernieri, in rappresentanza dei seimila iscritti al gruppo Figli delle Chiancarelle, sarà presentato il calendario delle iniziative che si terranno nel mese di aprile legate alla vendita dei Bop. La prima di queste sarà la “Pasqua delle Chiancarelle, ovvero rompiamo le uova nel paniere a De Luca”, che si terrà sabato 7 aprile a partire dalle ore 20 presso il Bar No Stress di via Roma (chiesa Santa Lucia). Il fine settimana dopo Pasqua, ovvero sabato 14 e domenica 15 aprile, saranno allestiti a Lungomare Trieste, altezza piazza Cavour, appositi banchetti “Bop” da Italia Nostra e dai Figli delle Chiancarelle.

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Spiaggia Santa Teresa, quando l’arbitro ignora il rigore per… Fifa

Pubblicato in 23 gennaio 2012 da Redazione
Il sovrintendente Gennaro Miccio

Il sovrintendente Gennaro Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

PORTA NOVA

Di Gerardo Malangone (arch)

Naturalmente, pure quelli di Porta si sono rallegrati per l’iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Salerno di affidare alle pagine de “La Cittá” un inedito racconto a puntate sulle “Piazze salernitane”. Ma il fatto che alla fine ne sia stata decantata una che non solo ancora non c’è ma ha diviso gli arch e i cives e scomodato i Tar, cioè quella del Crescent a S.Teresa, li ha spinti ai seguenti quiz seri.

1) Certi progetti, che dire discussi è poco, non meriterebbero racconti in par condicio?

2) Non era più giusto che, all’incontrario di come è successo, la Presidentessa-Architetti raccontasse la vecchia S.Teresa e il Soprintendente-BAP la Nuova? Avrebbe potuto, egli, fra l’altro, por rimedio pure all’afasia del suo predecessore Zampino sul Crescent, lasciato nelle nebbie dopo una vacatio estiva con silenzio-assenso incorporato. Invece no, pur’egli s’è cimentato con chiancarelle e simili, dopo aver avvertito che la via della nostalgia “non conduce da nessuna parte”.

Ora, se certe partite si giocassero solo fra Nostalgia e Neofilia e l’esito dipendesse dalle maggiori virtù dell’una o dell’altra, ai Salernitani potrebbe bastare di interrogare il loro Soprintendente-BAP (anche solo in punta di penna teorica) sulle virtù della seconda in un caso del genere; inquadrate, però, nel contesto normo-culturale avverso a Spreco e/o Cancellazione di risorse (suolo, ambiente, edifici, scenari urbani) “non” riproducibili: che sono i vizi opposti dell’Inerzia nostalgica.

Invece, la partita è fra Trasformazione e Manomissione: dove la prima è intesa come creativa modifica urbanistico-architettonica debitamente motivata; e la seconda come sostituzione brutal-speculativa, ancorché elargita in fascinosa veste igienico-modernista.

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Sentenza Tar: Crescent, non finisce qui!!!

Pubblicato in 10 novembre 2011 da Redazione
Santa Teresa: - 3.700 mq di spiaggia; -1.700 mq di mare

Santa Teresa: - 3.700 mq di spiaggia; -1.700 mq di mare

di Pino Vuolo (giornalista Rai)

Per il team di legali che hanno assistito Italia Nostra e il Comitato No Crescent (quest’ultimo non legittimato ad agire) nei quattro ricorsi  davanti al Tar di Salerno, la sentenza n. 1768/2011 di inammissibilità pronunciata dalla Prima Sezione non rappresenta una Caporetto. Già dai prossimi giorni – dice l’avvocato Oreste Agosto – il pool di avvocati si metterà al lavoro per appellare in tempi brevi (anche se la procedura concede sei mesi) le quattro pronunce al Consiglio di Stato.

L’avvocato definisce “deboli” le argomentazioni del giudice amministrativo che non a caso appellandosi all’inammissibilità non si è dovuto cimentare sul merito delle questioni. La risposta di merito (è sempre l’avvocato Agosto a parlare) il Tar l’ha data nel quarto ricorso, quello sul permesso a costruire, dove, rendendosi conto dell’insuperabile illegittimità dello stesso – rilasciato per settori – ha affermato che eventualmente il Comune potrà rilasciarne un altro emendato da vizi. Così invece di annullare il permesso a costruire, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso”.

In buona sostanza, il Tribunale nella sentenza relativa al ricorso straordinario di Italia Nostra al Capo dello Stato (rubricato al n. 452/2010) lo ha dichiarato inammissibile perché tardivo, essendo stato proposto dopo i 120 giorni concessi dall’art. 9 del Dpr n. 1191/197. Italia Nostra infatti l’ha notificato al Comune di Salerno a oltre un anno di distanza dalla pubblicazione del  Piano Urbanistico Attuativo per l’area di Santa Teresa, che secondo il collegio giudicante costituisce il provvedimento cardine che avrebbe dovuto essere impugnato. E non lo è stato. Ma i legali dell’Associazione non sono per nulla d’accordo con questa impostazione. E si preparano a dirlo davanti al Consiglio di Stato. Essi sostengono di aver agito a monte, chiamando in causa l’illegittimità del procedimento di concessione dell’autorizzazione paesaggistica (il famoso silenzio-assenso maturato sulla base di presentazione di foto del plastico del Crescent anziché dei rendering previsti dal Decreto PdC del 12 dicembre 2005 in applicazione del Dlgs 22 gennaio 2004, n. 42.
Il problema dell’autorizzazione paesaggistica era stato posto fin dall’inizio in un ricorso del Comitato No Crescent che, giudicato dal Tar poco più che quattro amici al bar, è stato messo alla porta come soggetto non legittimato. Perché – si chiedono ora i ricorrenti – a Salerno nel caso di specie non si è ritenuto di recepire l’orientamento della recente pronuncia del Consiglio di Stato (n. 3107 del 23/5/2011, VI Sezione) che ha estesa la legittimazione a stare in giudizio amministrativo persino ai Comitati spontanei? In attesa che tutta questa ingarbugliata matassa di questioni legali venga sbrogliata, il cittadino qualunque è assediato da mille perché. Perché un funzionario dello Stato a suo tempo accettò che il Comune fornisse le foto al posto dei rendering imposti dalla legge, e non insistette? E perché Palazzo di Città anziché limitarsi a pianificare e regolamentare si è messo a comprare suoli dal demanio per poi rivenderli a privati? Non potevano farlo direttamente i privati una volta che l’area avesse ricevuto specifica destinazione residenziale? E perché l’operazione di project financing che doveva prevedere la costruzione della Piazza a carico dei privati si è risolta in un’operazione che nella sostanza ha restituito al Comune i soldi anticipati per l’acquisto, col risultato che di pubblico i privati non realizzeranno un bel niente, visto che la Piazza è finanziata dai fondi Più Europa? E perché il Comune si è addossato il costo di 2,6 milioni di euro di un progetto che tutto sommato potevano pagarsi i privati? E perché il progetto del Crescent non rispetta la distanza di 10 metri dall’alveo del Torrente Fusandola secondo la previsione del PUC? E perché il Comune nel contratto di vendita dei diritti edificatori si è addossato la clausola vessatoria (di solito addossata sulla parte più debole) di risarcire – in caso di soccombenza nei giudizi pendenti – l’acquirente non solo del prezzo pagato ma anche del valore dei manufatti nel frattempo realizzati? E quale urgenza c’era di accollarsi un simile gravame, visto che la Piazza è lungi dall’essere ultimata e che i lavori del Crescent a distanza di sei mesi dal permesso a costruire non sono stati ancora avviati? Ed è vero o è falso – come affermato da Italia Nostra in uno dei ricorsi – che le superfici delle particelle catastali dell’area non corrisponderebbero con quelle autorizzate nel permesso a costruire che includerebbero 3.000 mq. di spiaggia e 1.700 addirittura di mare? Perché, se è falso, nessuno ha querelato Italia Nostra?

Qualcuno rivestito di pubbliche funzioni dovrà pure mettersi alla ricerca delle risposte vere a queste e ad altre domande. O il cenotafio di Piazza della Libertà ne custodirà per sempre i misteri.

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Salerno, Luci d’artista 2051: attesi 20 milioni di turisti per il Cantiere Incantato

Pubblicato in 4 novembre 2011 da Redazione
Il Re Solae, Bicienzo I° Lo Straordinario

foto montaggio di Beppe Serrelli, tratto da facebook

4 novembre – Programma cittadino Luci d’artista 2051

Ore 10.00 – Inaugurazione della Cappella del Crescent, disegnata dall’ologramma di Bofil. Ostensione pubblica dei sacri resti di Bicienzo I° Lo Straordinario: avanzi accuratamente differenziati, da un pool di esperti di Salerno Pulita, in appositi loculi per l’organico ed il bituminoso. Accensione solenne del Lumino d’artista nella cripta, tutta realizzata in cemento armato purissimo.

Ore 11.00 – Proiezione del nuovo documentario dell’Istituto The Lux  dal titolo “Luci d’artista, 40 anni di palle di Natale ”….(continua)

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Crescent, udienza di fuoco. I giudici del Tar: “La decisione tra dieci giorni”

Pubblicato in 20 ottobre 2011 da Redazione
Sua cementità il Crescent

Sua cementità il Crescent

Ancora dieci giorni di attesa e poi si conoscerà il verdetto del Tar di Salerno sul Crescent. A comunicarlo è stato, questa mattina, il Presidente Onorato in avvio di udienza. “Abbiamo letto tutte le carte, tra una decina di giorni decideremo”, ha esordito, sperando probabilmente che gli interventi degli avvocati di parte presenti fossero sintetici.

Così non è stato: per quasi due ore i legali di Italia Nostra (Oreste Agosto), del Comune (Antonio Brancaccio) e della Crescent srl (Felice Lentini) se le sono date, metaforicamente parlando, di santa ragione. La materia dello scontro sta tutta nei ricorsi 1667/2009, 452/2010, 867/2010, 1318/2010, 1664/2010 relativi al progetto ed al silenzio assenso della Sovrintendenza, alle procedure di sdemanializzazione dell’area di Santa Teresa ed al bando per la cessione dei diritti edificatori.

L’ultimo, il 1373/2011, riguarda il permesso a costruire. Insomma una montagna di carte. Ad aprire le ostilità è stato l’avvocato Agosto di Italia Nostra secondo cui le eccezioni presentate dalla contro parte non avrebbero fondamento, evidenziando ancora una volta le anomalie relative all’autorizzazione paesaggistica (“la Sovrintendenza chiede i rendering ed il Comune invia sette foto di un plastico”), la mancanza del parere dell’Autorità di Bacino sulle singole opere effettuate o da effettuarsi, quali la deviazione del Fusandola, la palificazione delle fondamenta del Crescent e gli studi sulle dinamiche meteo marine dell’area.

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