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Il 25 aprile di De Luca: “Triste, solitario y final” a Piazza della Libertà

Pubblicato in 26 aprile 2012 da Redazione
Il 25 aprile di Vincenzo De Luca

Il 25 aprile di Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca sul Titanic di piazza della Libertà

Vincenzo De Luca sul Titanic di piazza della Libertà

Dopo l’ispezione della finanza
il sindaco controlla il cantiere.

Coperto dal segreto istruttorio il blitz del giorno prima delle Fiamme Gialle

SALERNO — Mercoledì a Salerno, mentre a piazza Vittorio Veneto si celebrava la festa della Liberazione con contestazioni, cori arrabbiati e striscioni di polemiche, in un’altra piazza regnava l’assoluto silenzio. Il giorno dopo l’ispezione del nucleo di polizia tributaria, a piazza della Libertà non c’erano gli operai della “Esa costruzioni”, la ditta sottoposta ai controlli che sta realizzando la pavimentazione. I lavori erano fermi e il cantiere era chiuso. Ma non per il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Che ieri mattina, verso le undici, accompagnato dalla sua scorta personale, passeggiava solitario nel cantiere della futura piazza dove ha espresso il desiderio che vengano gettate le sue ceneri. Lontano dal clamore dei festeggiamenti del 25 aprile, il sindaco si è affacciato sulla spiaggia di Santa Teresa….

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Spiaggia Santa Teresa, quando l’arbitro ignora il rigore per… Fifa

Pubblicato in 23 gennaio 2012 da Redazione
Il sovrintendente Gennaro Miccio

Il sovrintendente Gennaro Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

PORTA NOVA

Di Gerardo Malangone (arch)

Naturalmente, pure quelli di Porta si sono rallegrati per l’iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Salerno di affidare alle pagine de “La Cittá” un inedito racconto a puntate sulle “Piazze salernitane”. Ma il fatto che alla fine ne sia stata decantata una che non solo ancora non c’è ma ha diviso gli arch e i cives e scomodato i Tar, cioè quella del Crescent a S.Teresa, li ha spinti ai seguenti quiz seri.

1) Certi progetti, che dire discussi è poco, non meriterebbero racconti in par condicio?

2) Non era più giusto che, all’incontrario di come è successo, la Presidentessa-Architetti raccontasse la vecchia S.Teresa e il Soprintendente-BAP la Nuova? Avrebbe potuto, egli, fra l’altro, por rimedio pure all’afasia del suo predecessore Zampino sul Crescent, lasciato nelle nebbie dopo una vacatio estiva con silenzio-assenso incorporato. Invece no, pur’egli s’è cimentato con chiancarelle e simili, dopo aver avvertito che la via della nostalgia “non conduce da nessuna parte”.

Ora, se certe partite si giocassero solo fra Nostalgia e Neofilia e l’esito dipendesse dalle maggiori virtù dell’una o dell’altra, ai Salernitani potrebbe bastare di interrogare il loro Soprintendente-BAP (anche solo in punta di penna teorica) sulle virtù della seconda in un caso del genere; inquadrate, però, nel contesto normo-culturale avverso a Spreco e/o Cancellazione di risorse (suolo, ambiente, edifici, scenari urbani) “non” riproducibili: che sono i vizi opposti dell’Inerzia nostalgica.

Invece, la partita è fra Trasformazione e Manomissione: dove la prima è intesa come creativa modifica urbanistico-architettonica debitamente motivata; e la seconda come sostituzione brutal-speculativa, ancorché elargita in fascinosa veste igienico-modernista.

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L’Estetica non è una scienza esatta ma…$entiment

Pubblicato in 7 dicembre 2011 da Redazione
Sempre dal gruppo Fb Figli delle chiancarelle

Sempre dal gruppo Fb Figli delle chiancarelle

Porta Nova di Gerardo Malangone

Voluta da Everardo, che di PN è il capo, all’arco di Porta si è tenuta una “lectio magistralis” del Prof, che studia fenomeni ed epifenomeni, privati e collettivi, urbani e suburbani, sul tema “Precarietà del Potere: Causalità/Casualità delle sue crisi”. «Per un capo democratico, corto è il passo fra il Potertutto e il Noncontarpiùnulla, fra il Trionfo e l’Oblio, fra gli Osanna di popolo e i Cachinni.., ha detto nel bel mezzo della lectio il Prof, …e non sempre ad aprire il passaggio fra l’una e l’altra condizione è un evento importante come un voto di fiducia, un processo, un’errata scelta politica.

Prendete, ad esempio il brand (=marchio) di Salerno donato dal mio collega e prof Vignelli per neanche un euro ovvero venduto per 100+100mila euri (dipende da chi ve ne parla), che ha acceso in Città la prima miccia di quella che potrebbe diventare la bruciante fiamma di una finora impensabile disubbidienza del Popolo verso un Capo sempre amato e ubbidito. Il caso è esemplare di ciò che magistralmente vi dicevo sulla casualità di certi democratici disamori, fino alla più gratuita: infatti, quel brand non lo aveva chiesto nessuno, nessuno lo doveva a nessuno, nessuno neanche lo pensava: pare che il Popolo avesse altri laps p’a capa, qui.

Dunque, se ne poteva ben fare a meno, visto che nessuno se ne sarebbe sentito orfano, nessuno se ne sarebbe fregato. Invece, quello viene all’intrasatta e non piace ai Cives. Cui, invece di dire perché il brand è bello, si rimprovera d’essere cafoni e “figli delle chiancarelle” e succede ciò che non t’immagini: più di 3500 “Figli delle Chiancarelle” spuntano indignati su Facebook a gridare la propria libertà di esserlo. A Salerno. A Salerno, capite? città sempre compita, allineata, coperta. Ah, che vergogna!, ma come può un gesto così raffinato rischiare di oscurare un sempre luminoso cursus honorum?..». «Onorum? Non era di Vittorio Emanuele, il Corso?.., ha chiesto qui Giggìno, che porta il furgoncino, e ci trasporta pure i cafonicives che qui non mancano mai, e, se mancano, sono subito evocati dal Palazzo. «La cosa buona.., ha detto allora Paolino, che legge ogni notizia sul pc, …sono le scuse del Palazzo ai Chiancarellingi e l’accenno a un possibile “ritocco” del brand: ci voleva. La meno buona resta invece la spiegazione del brand fatta da chi dovrebbe spiegarlo meglio d’un Primocivis, che non è dotto d’estetica, né è tenuto. Che a favore del brand venissero, benchè rare, le titolate voci di stimati prof nostri più Vittorio Sgarbi, è ok! Non è ok che, pur essendo scienziati del campo, non siano stati “scientifici” nel dire. Anzi, è parso che ci girassero intorno, un po’ forzati, imbarazzati: …mi piace, ma l’Estetica non c’entra, …non poteva essere certo un quadro, …mi piace ma costa tropp’assai… Lectiones Magistrales Scientiarum Politicarum, quelle, non di Estetica…». Applausi dalla sala.

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Figlio di una chiancarella a chi? Facebook si rivolta contro Bicienzo

Pubblicato in 29 novembre 2011 da Redazione
Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

L’Estetica non è una scienza esatta ma…$entiment (leggi)

PENSARE DIFFERENT (LEGGI)

Sono lo tsunami della coscienza salernitana, asfaltata da anni di colate di cemento e di vanità fredda e pseudo artistica a spese dei contribuenti. Di ora in ora ingrossano la loro onda lunga d’indignazione. Sono i quasi tremila “Figli delle Chiancarelle”, gli Union sons of Chiancarelle, come recita il loro Logo sulla pagina del gruppo Facebook (vedi). Sono la meglio gioventù, e non solo, salernitana: molti di loro vivono e lavorano all’estero, la gran parte in città.

Il gruppo nasce venerdì 25 Novembre dopo l’ennesimo soliloquio televisivo del sindaco di Salerno.  Bicienzo ha bollato in modo spregiativo ed offensivo come “figli ed eredi delle Chiancarelle” (guarda il video) tutti coloro che hanno osato non gradire la “cagata pazzesca” del nuovo Brand ideato da Vignelli, operazione costata ai salernitani la bellezza di 200 mila euro…

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Il Tar della Libertà: riammessa ai lavori della piazza ditta “segnalata” dalla Dia

Pubblicato in 14 novembre 2011 da Redazione
Il mega catiere della Libertà

Il mega catiere della Libertà

La Direzione investigativa antimafia riteneva che ci fossero collegamenti con i camorristi dell’Agro, ma la Mar.Sal vince il ricorso

di Angela Cappetta (Corriere del Mezzogiorno, leggi)

Il Tar di Salerno «sconfessa» le indagini della Dia. E la società Mar.Sal di Pagani, a cui l’anno scorso il Comune di Salerno revocò il sub appalto per la fornitura di calcestruzzo a piazza della Libertà, ne ha la meglio. La sentenza del 23 giugno scorso della prima sezione ha annullato la determina comunale, il provvedimento prefettizio di revoca dell’interdittiva antimafia e tutti gli atti predisposti dalla Direzione investigativa antimafia che avrebbero ricostruito presunti collegamenti tra l’impresa di Pagani e la ditta Torretta Cave di Francesco Marrazzo.

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