Rivolta di S. Teresa, l’Autorità Portuale resta in silenzio sulle concessioni

Circa 1.400 posti barca tra Santa Teresa e Molo levante

Circa 1.400 posti barca tra Santa Teresa e Molo levante

Tira aria di bonaccia giù a Santa Teresa dopo la tempesta delle concessioni che ha prodotto un netto cambio di rotta da parte del Comune di Salerno. Il sindaco De Luca, di fatto, ha invitato “cortesemente” l’Autorità portuale a stracciare i patti sanciti nell’intesa deliberata con Palazzo di Città lo scorso mese di novembre. Intesa che ha portato Nautica Sud e Cantieri Gatto al rinnovo anomalo fino al 2025 delle concessioni per posti barca, ben 10 anni oltre quanto stabilito da una normativa europea ed una legge dello stato italiano. Dal ponte di comando dell’Autorità Portuale non è arrivato però nessun segnale, silenzio assoluto. Silenzio da bonaccia.

Sul fronte delle concessioni per gli ormeggi, dopo la rivolta delle nove imprese contro la proroga tecnica fino al 2011 e non fino al 2015, salta fuori a rendere ancora più complessa la vicenda, il capitolo dei rinnovi per le associazioni no profit.

In un primo momento l’Autorità Portuale aveva respinto, oltre a quelle dei nove ribelli di Santa Teresa, anche la richiesta di prolungamento automatico fino al 2015 avanzata dal Circolo Canottieri Irno, Associazione Marina Fips, Club Velico Salernitano, Lega Navale Italiana, tutte associazioni senza scopo di lucro, ma titolari di concessioni per pontili. Così come fatto anche per la cooperativa sociale Azimut, che però otterrà solo la proroga tecnica per il 2011.

Il 28 gennaio di quest’anno però, l’Autorità Portuale decide di accogliere la richiesta delle associazioni annullando parzialmente in autotutela la precedente delibera 196 (quella famosa che ha scatenato il putiferio e la rivolta nel porto delle Libertà) e concedendo il rinnovo fino al 2015 delle concessioni scadute lo scorso anno.

La motivazione del nuovo provvedimento numero 7 del Presidente si basa proprio su quella legge, la 25 del 2010, (leggi la delibera) sconfessata dall’Autorità portuale con la delibera 196 di novembre, in cui si sosteneva che “l’articolo 12 della Direttiva 123 del 2006 (la Bolkestain) in quanto norma dettagliata, chiara e priva di dubbi non necessita di ulteriori integrazioni da parte dello Stato e può considerarsi norma Self-Executing e che a partire dal 2009 può intendersi esplicante effetto nell’ordinamento italiano”. Una linea molto europeista, con l’eccezione del rinnovo fino al 2015 delle concessioni turistico ricreative da riconoscere però solo alle associazioni sportive e no profit, ma non alle cooperative sociali.

L’Autorità Portuale inoltre, sempre il 28 gennaio, ribadisce “la non applicabilità della norma per le attività imprenditoriali fonti di lucro», a conferma di quanto deciso a con la delibera 191 del 22 novembre (leggi la delibera 191 pag 1, pag 2, pag 3, pag 4). Insomma a fine gennaio l’Autorità portuale ribadisce il suo no alle nove imprese che poi, di lì a qualche giorno, si rivolgeranno al Tar scatenando la rivolta di Santa Teresa!

Chiudiamo questa nostra lunga e complessa inchiesta con un’ultima semplice domanda: ma Gatto e Nautica Sud, (per non parlare della neonata Ormeggi piazza Liberta srl che ha preso in fitto la concessione di Nautica Sud) sono associazioni super no profit, visto che, nell’accordo sancito il 26 novembre dall’Autorità Portuale con il Comune e le due imprese, le concessioni vengono prolungate ben oltre sia la norma europea “self executing” che la norma italiana valida però solo per le associazioni ma non per le cooperative?

…silenzio!

PS: finisce qui la nostra inchiesta ed anche questa volta, come già per l’inchiesta su Via Leucosia e quella sul Jolly Hotel, chiudiamo ringraziando i lettori A.B, M.P, A.S, L.S e T.T che ci hanno dato una mano a reperire informazioni e documenti!

PS2: Continuate a seguire il Bollettino dei naviganti di Santa Teresa

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