Posti barca, la rivolta di Santa Teresa: nove ditte “ribelli” ricorrono al Tar

Panoramica posti barca Santa Teresa

Panoramica posti barca Santa Teresa

Nove i ricorsi al Tar

Nove i ricorsi al Tar

LA PRIMA PUNTATA DELLA NOSTRA INCHIESTA (LEGGI)

Mare agitato giù a Santa Teresa ed ai pontili del porto commerciale. Mare agitato dalle parti del porto della Libertà. Mare forza 9, come il numero di ricorsi al Tar presentati dai “figliastri”, le società concessionarie di ormeggi costrette a levare le tende da quell’area per la fine del 2011.

I “figli” Nautica Sud e Cantieri Gatto no! Loro possono rimanere fino al 2025 con il placet dell’Autorità portuale e del Comune di Salerno, grazie all’accordo sancito con la delibera di giunta comunale 1319 di novembre (leggi la delibera), infischiandosene della direttiva europea Bolkenstein.

L’Autorità portuale è la stessa che invece di prorogare le concessioni a tutti fino al 2015, così come previsto dalla legge (n° 25/2010), ha concesso a tutti gli altri, ai “figliastri”, solo un anno di “proroga tecnica”, come impone la deliberazione n 191 del Presidente Annunziata, datata 22.11.2010. E proprio contro questa decisione si è scatenata la rivolta degli ormeggiatori di Santa Teresa e del porto commerciale, con la conseguente onda anomala di ricorsi al Tar di Salerno.

Nove ricorsi, da nove società diverse, a difesa di 15 concessioni demaniali che potevano essere prorogate fino al 2015. «Il presidente dell’Autorità portuale — è scritto in tutti e nove i ricorsi al Tar — invece di procedere con apposita certazione comprovante l’avvenuta proroga, mediante semplice annotazione a stampa sul titolo precedente, così come espressamente previsto nella circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la delibera 196 ha respinto tutte le richieste di proroga legale al 31 dicembre del 2015 avanzate dai vari concessionari e, nel contempo, ha concesso una proroga tecnica limitata al 31 dicembre 2011».

Insomma i ribelli di Santa Teresa chiedono in coro l’annullamento della deliberazione numero 196 del presidente dell’Autorità portuale! I nove figliastri ribelli sono «Ormeggio Autuori» di Maria Carmela Passarelli (titolare di una concessione); «Nautica Salerno Mare» amministrata da Matteo De Santis (titolare di due concessioni); «Astra Sub» di Antonio Lamberti (due concessioni); «Centro Nautico Diemme» amministrato da Giorgio Della Monica (una concessione). Queste prime quattro imprese sono difese dagli avvocati Antonio Brancaccio, Alberto La Gloria, Antonio Verde e Antonio Bove. Ed ancora, altre 5 concessioni sono di «Società Nautica Ventura» di Silvio Ventura, «Cantiere Navale Ventura» e «Pontile Ventura» riconducibili a Silvio Ventura difeso dall’avvocato Lorenzo Lentini. Lentini difende anche l’ottava società «Tuttanautica» amministrata da Diana De Bartolomeis. Infine la nona ribelle, l’unica cooperativa, “Azimut Yachting» presieduta da Donato Giudice e difesa dall’avvocato Alessandro Rizzo.

Oltre alla legge 25 del 2010, i nove ribelli, tra i motivi del ricorso, includono anche la Circolare del Ministero delle Infrastrutture, Direzione generali porti del 6/5/2010 relativa proprio  alle concessioni demaniali per ormeggi che fissa, anche in questo caso, al 31 dicembre 2015 il termine ultimo della proroga: “La pubblica amministrazione non ha il potere di fissare autonomamente un termine di proroga diverso da quello del 31 dicembre 2015”, c’è scritto nella Circolare.

Facile a questo punto prevedere che i nove ricorsi al Tar verranno integrati con la delibera comunale 1319, quella che ha sancito l’accordo (leggi il documento) tra i Fantastici 4: Comune, Autorità portuale, Cantieri Gatto e Nautica Sud. Accordo con il prolungamento alle due imprese in questione delle concessioni per gli ormeggi fino al 2025. “A chi figlio e a chi figliastro”, altro che Europa. Qui siamo nello sprofondo Sud!

La rivolta di Santa Teresa è appena iniziata…(2-2)

PS: non finisce qui

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1 Response to "Posti barca, la rivolta di Santa Teresa: nove ditte “ribelli” ricorrono al Tar"

  • carlo parente a nessuno says:
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