Massacro platani S.Teresa, Scanniello fa outing:Vergogna decisa dal sindaco

Biagio Scanniello, ex Capo verde pubblico Salerno

Biagio Scanniello, ex Capo verde pubblico Salerno

Il post di Scanniello sul massacro dei platani

Il post di Scanniello sul massacro dei platani

GUARDA LA MATTANZA DEI PLATANI (FOTO)

A distanza di oltre un anno dalla mattanza dei 5 platani secolari di Santa Teresa, l’ex responsabile del verde pubblico del Comune di Salerno, vinto probabilmente dal rimorso, è intervenuto sul No Vela, rispondendo ad un articolo pubblicato dall’architetto Malangone sul quotidiano La città dal titolo “Il vecchio Jack? Un sentimentale (leggi articolo). Scanniello, nel suo post, precisa che la “mattanza fu decisa dal Mega sindaco De Luca” (Bicienzo ‘a cementa, ndr) e che l’uso dei tronchi, posizionati al parco del Mercatello, come macabri giochi per bambini, va interpretato quale “monito e una segnalazione di vergogna di una Città che continua a badare di più alle apparenze piuttosto che alla sostanza dei fatti”.

Significativo anche il passaggio in cui Biagio Scanniello, come noi abbiamo sempre sostenuto, chiarisce che “i platani di Via Alvarez potevano e dovevano trovare ospitalità nel progetto del grande e ben pagato architetto che lo ha elaborato, dall’alto della sua scienza sarebbe stato accettato e giustificato, un dipendente comunale, maltrattato, vessato e mal pagato, obbedisce per Statuto e per legge a ciò che gli viene richiesto di fare. Io questo modo di fare del Sindaco non l’ho condiviso e per me è stato motivo di conflitto e di scontro che ho pagato”.

Dispiace che solo oggi, a platani massacrati, Scanniello abbia trovato il coraggio di raccontare la verità, mentre allora, quando gli operai segavano quelle inermi creature della natura, non fece nulla per impedire la loro mattanza, anzi!

“God save Salerno” da tutta questa devastazione ambientale!

Questa la controreplica dell’architetto Malangone:

Anni fa m’imbattei in una curiosa poesia di Günter Kunert, poeta tedesco, intitolata “Deplorevole Hitler”, che trascrissi, perché mi sembrò degna di ricordo. Diceva così:

1. Deplorevole Hitler
perseguitato da piani smisurati,
a piedi nel suo impero da un fronte all’altro
delle armate
che sono cadute, appena lui le ha abbandonate.

2. Autostrade, carri armati, perfino bombe
costruisce lui stesso, e mentre laggiù ammmassa cemento
lì un rullo armato sospinge, e qui
inserisce l’esplosivo, e nel frattempo
lo rifocilla tutt’al più una tazza di brodo.

3. Di continuo, senza dormire, poiché i quadri
e le poesie, che lo esaltano come tale,
li porta a termine, a tarda notte,
lui stesso da solo.

4. Negli eccidi umani
nessuno creperebbe, se egli non gettasse
di proprio pugno il gas venefico su quelli, che,
senza pietà verso di lui, stettero ad aspettare.
Mentre egli trascina i cadaveri, milioni e milioni di pezzi,
davanti ai forni crematori, gli rimane
appena il tempo
di dare un morso al panino imbottito che,
mezzo secco, si conduce appresso,
il duce.

Il martirio dei platani a Santa Teresa

Il martirio dei platani a Santa Teresa

Questa poesia è l’unica cosa che, alla fine, riesco ad opporre ancora alla storiaccia dei platani di S.Teresa, in obbligata replica al post dell’ex Dirigente del verde comunale, che vi svolse il ruolo dell’Esecutore “Tecnico”, ma che ha qualcosa d’addebitare a me, cronista. Infatti, io non gli obbietterei che la questione della responsabilità dei Capi, in regimi democratici e non, è in genere sollevata, “dopo”, da coloro che, potendolo, o peggio, dovendolo, “prima”, non seppero impedirgli gesti oggettivamente odiosi, se alle parole di cordoglio postumo per le sue vittime l’ex Dirigente non avesse aggiunte quelle, gratuite e paradossali, di malgiudizio per il mio intervento “letterario”: è, infatti, paradossale che si accusi me di ipocrisia perché avrei taciuto il nome di quell’Istituzionale Responsabile!: ma se anche i sassi sanno chi fosse e sia!; ma se in ogni decisione presa a Salerno, il nome del Sindaco è citato ogni giorno su ogni giornale da quasi vent’anni! No, no, è “ipocrisia trabordante” il non averlo nominato ancora una volta, spingendomi a tradire un preciso progetto di racconto di storia collettiva portato avanti in quasi altrettanti anni d’impegno giornalistico.
A ciò aggiungerei solo che se è vero che nelle mie ironiche cronache-denunce della mattanza di S.Teresa ho dimenticato di evidenziare al mondo il nome del Decisore, è altrettanto vero che non ho mai neppure fatto quello dei suoi aiutanti, a capo dell’ufficio responsabile, ma vi ho sempre messo sotto la mia firma.

Motosega in azione sul platano secolare

Motosega in azione sul platano secolare

Insomma, io non incolpo nessuno d’ignorare i tanti pubblici passaggi del mio impegno civico e di quello di pochissimi “pinguini”, amici esposti di quegli alberi; ma, prima di tacciare a sproposito gli altri di “ipocrisia trabordante” e “sospetta maestria”, non ci si dovrebbe informare un pochino di più leggendo i giornali, dove –contro l’uccisione dei platani- io ho scritto una diecina di volte? È per questo che trovo inaccettabile che a Salerno, e non nella Germania di Hitler sferzata da Kunert, si possa ancora definire “sospetta” l’azione di chi è costretto ad assistere, piuttosto che quella di chi agisce (consenziente o non).
Per completezza di replica: sulla uscita dalla scena lavorativa dell’ex Dirigente di Palazzo, dopo la mattanza, mi dispiaccio sincero, e sulle motivazioni addotte per spiegare la scelta di conservare e poi trasformare i monconi di quei poveri alberi in giochi per bambini, potrei persino ricredermi e accettare l’idea che la conservazione post-mortem, così macabra, meglio e più a lungo veicoli ai posteri il ricordo del commesso assassinio e ne rinverdisca (ehm) il giudizio infamante. Ok, posso essere d’accordo. Ma perché spaventare i bambini?

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12 Responses to "Massacro platani S.Teresa, Scanniello fa outing:Vergogna decisa dal sindaco"

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