L’Estetica non è una scienza esatta ma…$entiment

Sempre dal gruppo Fb Figli delle chiancarelle

Sempre dal gruppo Fb Figli delle chiancarelle

Porta Nova di Gerardo Malangone

Voluta da Everardo, che di PN è il capo, all’arco di Porta si è tenuta una “lectio magistralis” del Prof, che studia fenomeni ed epifenomeni, privati e collettivi, urbani e suburbani, sul tema “Precarietà del Potere: Causalità/Casualità delle sue crisi”. «Per un capo democratico, corto è il passo fra il Potertutto e il Noncontarpiùnulla, fra il Trionfo e l’Oblio, fra gli Osanna di popolo e i Cachinni.., ha detto nel bel mezzo della lectio il Prof, …e non sempre ad aprire il passaggio fra l’una e l’altra condizione è un evento importante come un voto di fiducia, un processo, un’errata scelta politica.

Prendete, ad esempio il brand (=marchio) di Salerno donato dal mio collega e prof Vignelli per neanche un euro ovvero venduto per 100+100mila euri (dipende da chi ve ne parla), che ha acceso in Città la prima miccia di quella che potrebbe diventare la bruciante fiamma di una finora impensabile disubbidienza del Popolo verso un Capo sempre amato e ubbidito. Il caso è esemplare di ciò che magistralmente vi dicevo sulla casualità di certi democratici disamori, fino alla più gratuita: infatti, quel brand non lo aveva chiesto nessuno, nessuno lo doveva a nessuno, nessuno neanche lo pensava: pare che il Popolo avesse altri laps p’a capa, qui.

Dunque, se ne poteva ben fare a meno, visto che nessuno se ne sarebbe sentito orfano, nessuno se ne sarebbe fregato. Invece, quello viene all’intrasatta e non piace ai Cives. Cui, invece di dire perché il brand è bello, si rimprovera d’essere cafoni e “figli delle chiancarelle” e succede ciò che non t’immagini: più di 3500 “Figli delle Chiancarelle” spuntano indignati su Facebook a gridare la propria libertà di esserlo. A Salerno. A Salerno, capite? città sempre compita, allineata, coperta. Ah, che vergogna!, ma come può un gesto così raffinato rischiare di oscurare un sempre luminoso cursus honorum?..». «Onorum? Non era di Vittorio Emanuele, il Corso?.., ha chiesto qui Giggìno, che porta il furgoncino, e ci trasporta pure i cafonicives che qui non mancano mai, e, se mancano, sono subito evocati dal Palazzo. «La cosa buona.., ha detto allora Paolino, che legge ogni notizia sul pc, …sono le scuse del Palazzo ai Chiancarellingi e l’accenno a un possibile “ritocco” del brand: ci voleva. La meno buona resta invece la spiegazione del brand fatta da chi dovrebbe spiegarlo meglio d’un Primocivis, che non è dotto d’estetica, né è tenuto. Che a favore del brand venissero, benchè rare, le titolate voci di stimati prof nostri più Vittorio Sgarbi, è ok! Non è ok che, pur essendo scienziati del campo, non siano stati “scientifici” nel dire. Anzi, è parso che ci girassero intorno, un po’ forzati, imbarazzati: …mi piace, ma l’Estetica non c’entra, …non poteva essere certo un quadro, …mi piace ma costa tropp’assai… Lectiones Magistrales Scientiarum Politicarum, quelle, non di Estetica…». Applausi dalla sala.

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