Il Tar della Libertà: riammessa ai lavori della piazza ditta “segnalata” dalla Dia

Il mega catiere della Libertà

Il mega catiere della Libertà

La Direzione investigativa antimafia riteneva che ci fossero collegamenti con i camorristi dell’Agro, ma la Mar.Sal vince il ricorso

di Angela Cappetta (Corriere del Mezzogiorno, leggi)

Il Tar di Salerno «sconfessa» le indagini della Dia. E la società Mar.Sal di Pagani, a cui l’anno scorso il Comune di Salerno revocò il sub appalto per la fornitura di calcestruzzo a piazza della Libertà, ne ha la meglio. La sentenza del 23 giugno scorso della prima sezione ha annullato la determina comunale, il provvedimento prefettizio di revoca dell’interdittiva antimafia e tutti gli atti predisposti dalla Direzione investigativa antimafia che avrebbero ricostruito presunti collegamenti tra l’impresa di Pagani e la ditta Torretta Cave di Francesco Marrazzo.

I sospetti su quest’ultima impresa sono stati riconfermati anche in una recente inchiesta della Dda di Salerno, quella che a luglio scorso, con due blitz, ha portato in galera undici persone, tra cui il consigliere regionale del Pdl, Alberico Gambino, svelando quello che il pm Vincenzo Montemurro ha definito il «sistema Gambino». La motivazione del provvedimento dei giudici amministrativi non è stata ancora depositata.

Al momento però resta agli atti un dispositivo di primo grado che riconsegna i lavori di piazza della Libertà alla ditta incriminata. E lo fa esattamente nel momento in cui salta fuori una seconda inchiesta, quella del pm Vincenzo Senatore che indaga sul crac del pastificio Amato e che martedì scorso ha conferito mandato al nucleo tributario di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Salerno per perquisire la sede di un’altra ditta: la Esa Costruzioni srl di Nocera Inferiore. Sui lavori di piazza della Libertà, allora, sembrano incrociarsi due diverse inchieste (Gambino e Amato) – partite con tempi e modalità diverse – che hanno in comune alcuni dei protagonisti. Tra questi c’è il vicepresidente della Paganese Calcio, Francesco Marrazzo, l’unico ad essere stato assolto dall’accusa di estorsione inserita nelle presunte mire mire espansionistiche del gruppo criminale dell’Agro, Selvino-Iannaco. L’antimafia, nelle relazioni integrative depositate al Tar contro il ricorso avanzato dalla Mar.Sal, aveva elencato gli elementi di collegamento tra la ditta sub appaltatrice e l’impresa di Marrazzo.

Durante l’ispezione, nel cantiere furono trovati mezzi appartenenti alla Torretta Cave. La ditta di Pagani, vincitrice al Tar, aveva ottenuto in sub appalto – autorizzato a novembre 2009 – la fornitura di calcestruzzo per la pavimentazione di piazza della Libertà dalla Esa costruzioni, che a sua volta avrebbe ottenuto il sub appalto dall’impresa napoletana Tekton. L’interdittiva antimafia colpì anche un’altra azienda sub appaltatrice, la Ge.pa., intestata ad un parente di Francesco Marrazzo e in contatto – sostiene l’Antimafia – con la Mar.Sal. Adesso, che il quadro investigativo si intreccia con indagini diverse, il Tar smentisce tutto.


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