Il punto imprecisato del disastro…

Quotidiano La Città

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Il martirio dei platani a Santa Teresa

Il martirio dei platani a Santa Teresa

Tratto da

LA CITTA’ DI SALERNO (PORTA NOVA)

Gerardo Malangone

Nel mucchio di notizie-relitti che in questi giorni le onde (mass-mediatiche) hanno portano -dal punto ancora imprecisato del disastro- a questa Porta, una ha smosso l’apatìa estiva degli amici, là sotto. La notizia non è il fallimento sentenziato alla più famosa azienda salernitana, i cui operai, però, dice, non patiranno nulla da quel crac; non è la possibile vendita dei famosi Edifici-Mondo dei prof Bohigas&Secchi a qualche buon privato che saprà valorizzarli assai meglio di quanto seppe fare il Comune -che, poverino, è pubblico!- al positivo fine, dice, di destinare eventuali plusvalenze alle sue virtuose “politiche sociali” (fra cui dev’esserci pure quella d’inventarsi un’altra bella Società ad-hoc che gli venda il patrimonio in nome e per conto suo);

Non è il nostro ultimo tentato record, europeo!, di tutelare il sonno dei residenti fornendo ai movidari cuffie insonorizzate, così se la suonano e ballano da sé, come tanti idioti che abballano nella notte senza un percepibile perché;

E non è neppure quella che mo’ che pure la Salernitana è fallita ed è finita in serie D, potremmo riusare il vecchio Vestuti al Carmine, che è bisognoso, si sa, di rilanci “storici”.

No, amici, la notiza è che i resti mortali dei platani di S.Teresa in Crescent sono quasi pronti per essere usati, al Parco Mercatello, come sostegni di allegri giochi di bimbi. Ciò letto, quelli di Porta hanno costretto Giggìno, che porta il furgoncino, a portarli tutti lì, per vedere; e, non sapendo dove fossero, hanno girato tutto il parco, restandone come sempre contenti, perché, a parte qualche stranezza, quello è un tesoro della Nuova Salerno. Gira gira, alla fine, li hanno trovati, e una pena gli ha stretto il cuore. Perciò, hanno deciso di scrivere, lì per lì, una sentita lettera al Primocivis, che dice così: «Illustre Sindaco, la qualità che mai Le disconosceremmo è di essere un sindaco serio, cioè uno che se decide, decide; che fa seriamente pure i gesti dubbi; che se dice che la purezza geometrica del Crescent vale più della vita di cinque alberi centenari, li elimina sul serio, senza se e senza ma.

Motosega in azione sul platano secolare

Motosega in azione sul platano secolare

Ma, adesso, Le pare serio restituirceli così? Quei vecchi alberi, seri, sono stati mutilati e messi a testa in giù, come il Benito, ma come mai un albero fu, e due sono stati impaccati insieme come si fa con le pacche infornate dei fichi cilentani, fors’anche lucani. Un’oscenità, una vista porno e kitsch da vietare ai minori. Perciò, vada a vederli e, poi, per piacere, li tratti in modo serio, da vittime serie: uccise per un motivo serio, non per finire a cosce in su. Distinti saluti, Aitàno, Giggìno, Paolino, Leòn, Santino, Tozzetto, Matelda, Virginia, Ntunè, Carmè, Gerlando, Pablo, Motogigio, Cip&Ciop..», (seguono altre firme).

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1 Response to "Il punto imprecisato del disastro…"

  • zanardi says:
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