Quel MURO di Piazza De Luca che già oscura la città

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LETTERA DI UNA CITTADINA DI SALERNO

Il muro di Berlino, detto Protezione antifascista, era una barriera in cemento alta circa tre metri. Eretto dal governo comunista della Germania Est, ha diviso non solo una citta’ ma un intero Paese per 28 anni. Il muro non era una semplice barriera, bensi’ il simbolo spettrale della guerra fredda. E la guerra fredda continua nella citta’ di Salerno contro la colata di cemento fronte mare prevista nel progetto Crescent. Salerno come Berlino…

E’ il sillogismo ardito e forte che ha una sottile affinita’ ideologica. Basta orientare lo sguardo al muro di cemento, “the wall” per anglosassoni e Pink Floyd, che da qualche mese taglia l’arenile di Santa Teresa, nel cuore antico della citta’ di Salerno, per capire come qui la storia procede a ritroso. Segue percorsi involuti. Il muro di Berlino e’ crollato il 9 novembre del 1989 ed e’ stato un evento acclamato in tutto il mondo. A Salerno mura ben piu’ elevate ed imponenti andranno ad invadere un luogo sacro, caro ai salernitani.

Oltre il muro, che delimita l’area del cantiere, fanno capolino ruspe, gru, mezzi meccanici attivati a comando nell’azione demolitrice dalla mano dell’uomo. In tanti guardano attoniti la spiaggia tagliata via dalla cortina di cemento. Ridotta a un fazzoletto. Ripensano al piacere provato nel vivere, senza stress aggiunto e penose saune in auto, la spiaggia a due passi da casa. In questo periodo dell’anno aveva inizio il torneo di Santa Teresa.

I giochi sull’arenile, tra la sabbia, erano una tradizione cittadina che si perpetuava da 40 anni. La barriera ha abbattuto tradizioni, riti e piaceri. dando spazio alla rabbia e a leopardiane rimembranze. Se la memoria non inganna, l’estate qui a Salerno e’ una stagione “difficile”. Lo scorso anno desto’ scalpore e disagio il depuratore in fase di manutenzione. Il mare ridotto ad un liquame maleodorante, raccoglieva ogni genere di rifiuto come fosse una discarica. La caluria scioglieva chi non poteva usufruire di docce e confort affini. Si era costretti a fuggire da Salerno, definita con tanto calore dagli Amministratori “Salerno citta’ europea”, “Salerno citta’ turistica”! Quest’anno chii non gode della possibilita’ di recarsi altrove, di prendere il largo con natanti di metratura varia subisce il limite della decurtazione forzata.

Il lembo di spiaggia che rimane costringe al contatto corpo a corpo : piu’ che spiaggia un lager!
C’e’ da chiedersi : dove nasce il diritto di sradicare con tanta ostinazione le abitudini e le esigenze di anni dei residenti nella citta’ di mare? E qual’e’ il vantaggio di vivere sul mare se chi amministra la citta’ ha deciso di confinare lo stesso mare in una realta’ virtuale, bello solo da guardare come fosse in cartolina”.

Elvira Morena, cittadina e consigliere di circoscrizione  Centro Storico

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2 Responses to "Quel MURO di Piazza De Luca che già oscura la città"

  • Paolino says:
  • Zanardi says:
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