Il Corriere racconta il grande bluff: Salerno capitale delle incompiute

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E DI PIETRO ROMPE CON IL SINDACO (leggi): “De Luca promise che avrebbe rinunciato alla prescrizione su Ostaglio. Invece l’ha incassata! Non lo sosterremo alle amministrative”.

Un po’ di sano e buon giornalismo non guasta mai, soprattutto in una città come Salerno dove la telepropaganda impera da decenni. Ed allora il Corriere del Mezzogiorno ci illumina sul grande bluff Salerno, capitale delle grandi opere incompiute ma inaugurate a più non posso ad uso di telecamere e giornalisti compiacenti.

L’autorevole giornale ci ricorda analiticamente lo stato dell’arte: ci ricorda che la Stazione Marittina è iniziata 2005 e nel 2008 doveva essere ultimata. Che la Lungoirno, iniziata nel 1999 (il secolo scorso, per non dire il millennio) doveva essere completata sempre nel 2008. Che il Palasport, il cui avvio del cantiere si è avuto nel 2005, nel 2008 avrebbe dovuto ospitare i primi eventi sportivi. Che la Cittadella Giudiziaria, di cui sono stati inaugurati due piani (solo a Salerno succedono queste cose), partita nel 2002, nel 2007 sarebbe dovuta entrare in funzione. E che i treni della Metropolitana, avviata nel 1999, hanno accumulato dal 2001, data di entrata in funzione, un ritardo decennale.

Naturalmente i ritardi sono tutti imputabili ad un destino cinico e baro. In compenso la città in questi dieci anni è diventata tutta un grande parcheggio blu a pagamento. Per realizzare quelli fila sempre tutto liscio.

PS: ci eravamo dimenticati delle due grandi opere più grandi di tutte le altre, il Crescent e Piazza della Libertà che, secondo il Comune, saranno ultimati nel 2011: ad oggi, per il palazzone si è in attesa del verdetto del Consiglio di Stato per capire chi dovrà costruirlo, sempre che il ricorso al Tar di Italia Nostra non blocchi tutto. Per la Piazza, ad un anno dall’inizio dei lavori, è stato realizzato, e non del tutto, solo il grezzo di quasi una metà. Inoltre la prima gara per la pavimentazione a forma di palma, quella terminata ad agosto, non ha sortito effetti ed il Comune ha dovuto approntare un nuovo bando con scadenza il 25 ottobre.

Naturalmente la colpa è sempre del distino cinico e baro che a Salerno sembra avere un conto in sospeso con le grandi opere!

L’articolo del Corriere (leggi)

La difesa d’ufficio dell’assessore De Maio (leggi)

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13 Responses to "Il Corriere racconta il grande bluff: Salerno capitale delle incompiute"

  • carlo parente a nessuno says:
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  • luigi says:
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  • SOLOXSALERNO says:
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