Figlio di una chiancarella a chi? Facebook si rivolta contro Bicienzo

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

L’Estetica non è una scienza esatta ma…$entiment (leggi)

PENSARE DIFFERENT (LEGGI)

Sono lo tsunami della coscienza salernitana, asfaltata da anni di colate di cemento e di vanità fredda e pseudo artistica a spese dei contribuenti. Di ora in ora ingrossano la loro onda lunga d’indignazione. Sono i quasi tremila “Figli delle Chiancarelle”, gli Union sons of Chiancarelle, come recita il loro Logo sulla pagina del gruppo Facebook (vedi). Sono la meglio gioventù, e non solo, salernitana: molti di loro vivono e lavorano all’estero, la gran parte in città.

Il gruppo nasce venerdì 25 Novembre dopo l’ennesimo soliloquio televisivo del sindaco di Salerno.  Bicienzo ha bollato in modo spregiativo ed offensivo come “figli ed eredi delle Chiancarelle” (guarda il video) tutti coloro che hanno osato non gradire la “cagata pazzesca” del nuovo Brand ideato da Vignelli, operazione costata ai salernitani la bellezza di 200 mila euro…

Durante la solita finto-intervista, Bicienzo ha inoltre negato spudoratamente qualsiasi spesa per il Comune. La delibera 395 (leggi), fatta dalla sua giunta il 28 ottobre, non ha bisogno di interpretazioni: “la spesa occorrente, salvo più precisa determinazione, può stabilirsi in euro 200 mila: 1) 100 mila euro alla società di Vignelli. 2) 100 mila euro in spese pubblicità e spese accoglienza”. 100+100 fa 200 mila euro per l’intera operazione Vignelli. Cifra “straordinaria”, per dirla alla Bicienzo,  ed accoglienza faraonica, stando sempre alla delibera. Delle due l’una: o Bicienzo non sa quel delibera, o Bicienzo non sa quel che dice? Lo stesso vale per il “bravo” microfonista. Fate vobis.

Sempre dal gruppo Fb Figli delle chiancarelle

Sempre dal gruppo Fb Figli delle chiancarelle

Ma ritorniamo ai figli delle chiancarelle: in se la “chiancarella” non è un’offesa: trattasi di tronchi di legno di piccola e media grandezza scaricati al porto e accatastati in strade della zona. Alle spalle della storica spiaggia di Santa Teresa c’erano anche alcuni depositi di chiancarelle e in quella zona nei lontani anni 70 e 80 si praticava l’antico mestiere del meretricio. Nella vulgata popolare le “chiancarelle” divennero così il luogo per antonomasia del degrado cittadino . Luisa la ribelle e la sorella di Altafini a quei tempi andavano per la maggiore. Di molte altre si ignorano i nomi da battaglia. Ecco, questo accostamento (guarda il video di Bicienzo)  non è andato giù a tanti salernitani, giovani e meno giovani, e da facebook è partito lo tsunami per difendere il diritto a pensarla diversamente, senza essere offesi da chi costruisce da ormai quasi 20 anni il pensiero unico dominate in questa città. Anche grazie alla stampa, sempre pronta a calarsi nel ruolo di cane da passeggio o da salotto e raramente da guardia. Il web vi travolgerà tutti!

Anche noi del No Vela ci sentiamo orgogliosamente Figli delle chiancarelle, Union Sons of Chiancarella. Sulla maternità di chi la pensa diversamente da noi nulla questio, non è il nostro stile!

PS: Bicienzo anche questo era chiancarelle? (guarda)

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1 Response to "Figlio di una chiancarella a chi? Facebook si rivolta contro Bicienzo"

  • luigi says:
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