Crescent, la “folgorazione” del prof Irace: un danno all’immagine di Salerno

Il professore Irace neo No Crescent

Il professore Irace neo No Crescent

La "folgorazione" di Irace

La "folgorazione" di Irace

“Opera esausta ed anacronistica” (leggi l’articolo del Corriere)

La macchina della propaganda pro Crescent perde un pezzo da novanta, uno dei massimi apostoli della santificazione mediatica del condominio per miliardari a sponda mare. Fulvio Irace, Eccellentissimo Professore al Politecnico di Milano (leggi), era la punta di spicco nel mondo accademico (per la verità l’unico) capace in passato di spendere parole d’elogio “disinteressate” sulla cementificazione selvaggia che sta devastando l’area di Santa Teresa.

Questo fino a ieri, ovvero fino alla sua improvvisa quanto fulminea folgorazione.

La “conversione” dell’Eccellentissimo Irace  è un evento descritto nei sacri testi del Corriere del Mezzogiorno (leggi): «Fulvio (Coordinatore del Comitato scientifico del nascituro archivio dell’architettura contemporanea nella Torretta Est del Crescent), sempre fremente minaccia e strage contro gli ambientalisti “in errore”, si presentò al sommo sacerdote, De Lux, e gli chiese le carte (la delibera di giunta 630 del 2009), al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Piazza della Cementità  uomini e donne, seguaci della dottrina del verde, che avesse trovati.

E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Salerno, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Fulvio, Fulvio, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei?». E la voce: «Io sono Santa Teresa, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella costruenda piazza  e ti sarà detto ciò che devi fare».

Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Fulvio si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero su ciò che restava della spiaggia di Santa Teresa, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda».

Poi d’improvviso avvenne il miracolo della conversione: “Il Crescent è un’opera in un certo senso esausta, di un filone che si era sviluppato soprattutto negli anni 80, gli anni del postmodernismo, con Bofill, nei grandi complessi immobiliari che lui ha costruito in Francia. E ora nel 2011 oltre a essere completamente debole è addirittura anacronistica, dal punto di vista estetico. È un progetto che fa un passo indietro, dal punto di vista dell’immagine della città».

Alleluia, Alleluia, Alleluia cantarono in coro i bagnanti sulla spiaggia gridando al miracolo e salutando con massimo rispetto il nuovo fratello No Crescent.

ECCO COSA PENSAVA IRACE PRIMA DELLA CONVERSIONE (LEGGI)

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2 Responses to "Crescent, la “folgorazione” del prof Irace: un danno all’immagine di Salerno"

  • panormo says:
  • Salvatore Cricchio says:
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