Crescent, ecco la sentenza del Tar: i ricorsi presentati troppo tardi

La sentenza del Tar sul Crescent

La sentenza del Tar sul Crescent

MA NON FINISCE QUI! di Pino Vuolo (Leggi)

Fuori tempo massimo: è questo in estrema sintesi il motivo per cui il Tar di Salerno ha giudicato “inammissibili” i ricorsi presentati da Italia Nostra contro il Crescent. Inammissibilità che ha precluso ai giudici “l’esame nel merito delle censure formulate”, dall’associazione ambientalista, sull’autorizzazione paesaggistica e relativo silenzio assenso,sulla vendita senza titolo dell’area demaniale, sul computo di “superficie marina” e di “superficie spiaggia” per le volumetrie del Crescent e sulla mancanza di autorizzazione dell’Autorità di Bacino sul progetto definitivo.

Il “timer”, secondo il Tar, è scattato con l’approvazione da parte della giunta comunale del Pua (Piano Urbanistico attuativo) Cps1 area Santa Teresa avvenuto il 9 settembre del 2008, pubblicato sul Burc il 22 dello stesso mese. Pertanto il primo ricorso di Italia Nostra, presentato il 23 dicembre del 2009, si “palesa tardivo – si legge nella sentenza – perché proposto oltre il termine di 120 giorni”. (leggi sentenza 1, sentenza 2, sentenza 3, sentenza 4)

La tardività del ricorso – continua la sentenza – si riversa irrimediabilmente sull’odierno ricorso e sui relativi motivi aggiunti. Questo perché, quand’anche si ravvisassero i profili di fondatezza delle censure avverso gli atti successivi coi quali si è provveduto, per i singoli aspetti, rimarrebbero sempre nello sfondo i provvedimenti di programmazione costituiti dal Puc (Piano urbanistico comunale, ndr) e dal Pua, sui quali, in considerazione della tardiva impugnazione degli stessi, è precluso l’esame nel merito da parte del giudice”…

Per farla semplice, Italia Nostra avrebbe dovuto impugnare a suo tempo il Puc o il Pua relativo a Santa Teresa anche perché “posto che, quand’anche venissero annullati per vizi propri gli atti applicativi del Pua – spiegano i giudici del Tar - l’intangibilità di quest’ultimo consentirebbe all’amministrazione di perpetuare il proprio potere e di rinnovarli, emendati degli eventuali profili di illegittimità”.

I giudici del Tar non hanno condiviso la tesi di Italia Nostra secondo cui il Pua “in origine avrebbe contemplato delle mere quantità di edificazione le quali avrebbero potuto ricevere attuazione nel modo più disparato; né era stato approvato il progetto del Crescent”.

Per le toghe il Pua di Santa Teresa “contempla compiutamente il progetto Crescent ed il plano volumetrico dettagliato”.

Nessuna condanna a spese legali aggiuntive per Italia Nostra, queste sono compensate tra le parti a causa della complessità delle questioni coinvolte.

L’onore delle armi è salvo. In attesa che il Consiglio di Stato emetta sentenza definitiva su questa vicenda tipicamente italiana di devastazione ambientale formalmente autorizzata.

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4 Responses to "Crescent, ecco la sentenza del Tar: i ricorsi presentati troppo tardi"

  • Gola says:
  • Paolino says:
  • zanardi says:
  • carlo parente a nessuno says:
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