“Chiacchiere”…e caffè: i Via Leucosia chiedono il “metodo” Crescent

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Il Tar concede il bis: sospesa gara per le barriere a mare a Via Leucosia

Gli deve essere andato di traverso il caffè stamattina al malcapitato assessore alla viabilità Luca Cascone: location della colazione Via Leucosia, dove il “nostro” è stato accolto da uno striscione eloquente a firma dei residenti: ”Basta chiacchiere”! Certo, con i tanti bar che ci sono in città proprio lì doveva andare, lì dove l’atmosfera è tornata incandescente a causa dell’ennesimo stop alla partenza dei lavori di posizionamento delle barriere a mare a difesa del litorale e dei palazzi.

Inevitabile il faccia a faccia e la discussione con una quindicina di residenti che hanno chiesto alla persona sbagliata chiarimenti sullo stato dell’arte. Lo stop imposto dal Tar alla gara d’appalto dei lavori, causa ingiusta estromissione di una delle ditte che vi hanno partecipato, e il conseguente ricorso al Consiglio di Stato del Comune di fatto allungano notevolmente i tempi, già dilatati a dismisura visto che gli abitanti di via Leucosia aspettano da un’eternità quest’intervento che, caso più unico che raro, fin dal lontano 2007 aveva pronti ben 11 milioni di euro provenienti dalla Provincia. Poi, tra un concorso internazionale di idee e una mareggiata dietro l’altra, si è arrivati ad oggi con l’erosione che oltre la spiaggia si è mangiata anche 3 milioni di euro.

E poiché i residenti sono ben documentati a riguardo, l’assessore Cascone, lui che si occupa di traffico e viabilità, ha fatto la fine, suo malgrado, dell’asino in mezzo ai suoni. “Senza le barriere a mare che senso ha alzare una palizzata di cemento a difesa della strada; con la prima mareggiata si torna punto e accapo” hanno ribadito i residenti all’assessore. Qualcuno ha fatto notare anche che mentre per il Crescent si è provveduto, dopo la sospensiva del Tar, a non ricorrere al Consiglio di Stato ma ad aggiudicare la gara alla Cogefer per accelerare sui tempi, per Via Luecosia l’amministrazione comunale ha scelto una strada diversa: se il Consiglio di Stato tra un mese dovesse confermare la sospensiva, si tornerebbe al punto di partenza, un po’ come nel gioco dell’oca. Valeva la pena seguire il metodo Crescent, ovvero riammettere subito la ditta esclusa (Consorzio Stabile), in modo almeno da non perdere un’altra trentina di giorni. Così non è stato, per cui almeno “Basta chiacchiere”! E basta caffè a Via Leucosia.

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7 Responses to "“Chiacchiere”…e caffè: i Via Leucosia chiedono il “metodo” Crescent"

  • carlo parente a nessuno says:
  • Zanardi says:
  • carlo parente a nessuno says:
  • luigi says:
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