Rassegna Stampa

Nell’elenco del “fare” di Renzo Piano non c’è spazio per il Crescent e la Vela

Posted by on 23 novembre 2010 at 5:55 pm
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Renzo Piano, architetto

L’elenco di Renzo Piano sul “fare” (leggi biografia), letto ieri durante la trasmissione “Vieni via con me” di Fazio e Saviano , è sicuramente un Manifesto della buona Architettura, ma soprattutto è l’esatto contrario di ciò che è accaduto a Salerno con il Crescent e la Vela di Bofill. Non ce ne vogliano l’architetto catalano, nè tantomeno il suo mecenate lucano… ma NOI stiamo dalla parte di Renzo Piano!!!

Buona visione (guarda video) e buona lettura a tutti…

L’ELENCO DELL’ARCHITETTO RENZO PIANO:

FARE

E’ un verbo molto importante

Fare, costruire, è la più antica scommessa dell’uomo, insieme allo scoprire, al navigare, al coltivare i campi

E’ un nobile mestiere quello dell’architetto se fatto bene

FARE BENE

Per fare bene bisogna capire ed ascoltare:  è un’arte complessa quella dell’ascolto!

È difficile perché spesso le voci di quelli che hanno più cose da dire sono discrete e sottili

Ascoltare non è obbedire, ascoltare non è trovare compromessi, ascoltare è cercare di capire e quindi fare progetti migliori

FARE PER GLI ALTRI

Si diceva una volta, fare il bene comune. Bisogna sempre ricordare che fare architettura significa costruire edifici per la gente: università, musei, scuole, sale per concerti …

Sono tutti luoghi che diventano avamposti contro l’imbarbarimento, sono luoghi per stare assieme, sono luoghi di cultura, di arte

E l’arte ha sempre acceso una piccola luce negli occhi di chi la frequenta

FARE CON ATTENZIONE

Perché la Terra ha scoperto, e ci ha ormai avvisato, la propria fragilità

Per questo non credo nell’energia nucleare e credo fermamente nelle energie rinnovabili

L’Italia non ha giacimenti di uranio, l’Italia ha molto sole e tanto vento

FARE BELLEZZA

E’ una parola, o almeno provarci!

La bellezza è imprendibile, se allunghi la mano ti scappa, ma se la definisci come facevano il greci, il bello e il buono, che stanno insieme, allora tutto diventa possibile.

La bellezza e l’utilità messe assieme vincono il formalismo, vincono l’Accademia

FARE SILENZIO

Cioè costruire emozioni. Talvolta l’architettura cerca il silenzio e il vuoto in cui la nostra coscienza si possa ritrovare.

Il silenzio è un po’ come il buio, bisogna avere il coraggio di guardarlo, e poi pian piano si comincia  a vedere il profilo delle cose.

Quindi l’architettura è anche l’arte per creare luoghi del silenzio, per la meditazione

LASCIAR FARE

Bisogna lasciar fare ai giovani, bisogna mettersi un po’ da parte: nel mio studio lavorano ogni anno 20 studenti provenienti da tutto il mondo bottega!

Bisogna valorizzare il talento, bisogna che la politica faccia i concorsi, ci sono tantissimi giovani talenti che non hanno nulla da fare.

Oggi un architetto in Italia ha poche possibilità prima dei 50 anni, c’è un’intera generazione che è stata tradita.

La politica teme il talento perché il talento ti regala la libertà e la forza di ribellarti

RENZO PIANO

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Miccio ci illumina d’immEnzo, outing sul Crescent: “Troppo ingombrante”

Posted by on 19 novembre 2010 at 4:33 pm

trapanate d'artista

L’INTERVISTA DEL NEO SOVRINTENDENTE AL CORRIERE (leggi)

Saranno state le “trapanate” d’artista, sarà stata l’eccessiva esposizione ai raggi del Sole sfregia monumenti, fatto sta che Gennaro Miccio, neo soprintendente di Salerno, finalmente ha fatto outing sul Crescent, l’ecomostro per eccellenza. A quasi due anni dal silenzio assenso del suo predecessore, il per nulla rimpianto neo pensionato Zampino, finalmente sappiamo anche cosa ne pensa Miccio del mega condominio per miliardari a sponda mare che sta devastando la spiaggia di Santa Teresa.  «Sarebbe stato più giusto se fosse stato meno alto – è il Miccio pensiero -, si tratta di un segno architettonico molto importante, se fosse stato meno ingombrante sarebbe stato meglio”. E perché non l’ha detto a Zampino, o semplicemente a mezzo stampa, quando si era ancora in tempo? Perché non si è opposto strenuamente durante l’assurdo iter conclusosi con un complice “silenzio assenso”?

In ogni caso il rendering che ho visto – conclude Miccio – da l’idea di una volumetria molto consistente, staremo a vedere i risultati finali, potremmo sbagliarci…».

Stia tranquillo Sovrintendente, lo sbaglio è già stato fatto, senza che si arrivino a vedere i “risultati finali”!!!

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Crescent, l’affare Jolly Hotel non finisce qui…Nuovi sviluppi all’orizzonte

Posted by on 26 ottobre 2010 at 4:36 pm

jolly hotel

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La nostra inchiesta sull’ex Jolly Hotel non finisce qui, nei prossimi giorni vi aggiorneremo sugli ulteriori sviluppi che questa vicenda sta prendendo. Sviluppi, vi anticipiamo, particolarmente interessanti. Poiché la storia è complessa, prima di ricominciare, abbiamo deciso di riportare per intero le 5 puntate del nostro reportage. Per chi non l’avesse ancora fatto, buona lettura. Per chi l’ha già fatto “repetita iuvant” direbbero gli antichi romani.

PS: un sentito ringraziamento va al Corriere del Mezzogiorno, con cui è sempre un piacere collaborare!!!

Prima puntata

L’ex Jolly Hotel, di vendita in vendita, finisce a Milano in mano alla Sist srl (leggi)

Seconda puntata

Affarissimo Jolly Hotel: ramo d’azienda venduto a Sist per 160 mila euro!!! (leggi)

Terza puntata

Per Salid il Jolly Hotel, o meglio il 20% del Crescent, “non era conveniente”!!! (leggi)

Quarta puntata

Crescent, Sist fa la guerra al Comune: chiesti 13 milioni di euro di danni (leggi)

Quinta puntata

Sist attacca il Comune perché obbligata alla “retrocessione” del bene Jolly (leggi)

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Il Consiglio di Stato ribalta il Tar: l’Ati Rcm esulta, il Crescent è suo!

Posted by on 19 ottobre 2010 at 6:47 pm
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Rcm

Il Palazzo del Consiglio di Stato

Il Palazzo del Consiglio di Stato

IL BLUFF DEL COMUNE: “NON FAREMO RICORSO!” MA POI SI COSTITUISCE

DA PALAZZO SPADA ARRIVA ANCHE IL VIA LIBERA AI LAVORI PER LE BARRIERE A VIA LEUCOSIA

Sarà l’Ati Rcm di Rainone e Ritonnaro a costruire il Crescent: è questo il verdetto della 5 sezione del Consiglio di Stato che oggi ha accolto il ricorso delle ditte salernitane. I giudici di Palazzo Spada hanno ribaltato l’ordinanza del Tar di Salerno che aveva concesso alla Cogefer la sospensiva sull’aggiudicazione dei diritti edificatori.

Nel frattempo il Comune di Salerno aveva anche stipulato un nuovo contratto con la Cogefer che a questo punto non vale più nulla.

L’Ati Rcm, la cui offerta era risultata seconda classificata, aveva scavalcato nell’aggiudicazione la Cogefer poiché la ditta emiliana presentava alcune irregolarità nella documentazione. Dopo la decisione di oggi del Consiglio di Stato sarà la Rcm a costruire il Crescent poiché se anche nel merito, tra circa un anno, la Cogefer dovesse dimostrare di aver ragione, al massimo otterrebbe un risarcimento danni.

Il dado è tratto, il Crescent non è più una minaccia, ma un incubo che da domani comincerà a prender forma fino a diventare realtà.

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Il Corriere racconta il grande bluff: Salerno capitale delle incompiute

Posted by on 8 ottobre 2010 at 4:07 pm

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E DI PIETRO ROMPE CON IL SINDACO (leggi): “De Luca promise che avrebbe rinunciato alla prescrizione su Ostaglio. Invece l’ha incassata! Non lo sosterremo alle amministrative”.

Un po’ di sano e buon giornalismo non guasta mai, soprattutto in una città come Salerno dove la telepropaganda impera da decenni. Ed allora il Corriere del Mezzogiorno ci illumina sul grande bluff Salerno, capitale delle grandi opere incompiute ma inaugurate a più non posso ad uso di telecamere e giornalisti compiacenti.

L’autorevole giornale ci ricorda analiticamente lo stato dell’arte: ci ricorda che la Stazione Marittina è iniziata 2005 e nel 2008 doveva essere ultimata. Che la Lungoirno, iniziata nel 1999 (il secolo scorso, per non dire il millennio) doveva essere completata sempre nel 2008. Che il Palasport, il cui avvio del cantiere si è avuto nel 2005, nel 2008 avrebbe dovuto ospitare i primi eventi sportivi. Che la Cittadella Giudiziaria, di cui sono stati inaugurati due piani (solo a Salerno succedono queste cose), partita nel 2002, nel 2007 sarebbe dovuta entrare in funzione. E che i treni della Metropolitana, avviata nel 1999, hanno accumulato dal 2001, data di entrata in funzione, un ritardo decennale.

Naturalmente i ritardi sono tutti imputabili ad un destino cinico e baro. In compenso la città in questi dieci anni è diventata tutta un grande parcheggio blu a pagamento. Per realizzare quelli fila sempre tutto liscio.

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