Bicienzo, un “intellettuale barbone” al cospetto di Vignelli

Il vero significato della S del logo

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di Dario Galasso

(Funzionario Sovrintendenza BAP di Salerno)

Martedì sera 22-11-2011 al Teatro Verdi di Salerno è stata tenuta una lectio magistralis dall’architetto designer Massimo Vignelli chiamato a Salerno dal sindaco della città Vincenzo De Luca.

La lezione è durata 2 ore e mezza ed ha tenuto col fiato sospeso, per l’interesse che ha suscitato sul design moderno, la totalità dei presenti accorsi in gran numero al teatro.

L’architetto oltre a rivelarsi un gran comunicatore ha spiegato in modo piano l’essenza del design ovvero la finalità di andare al nocciolo di ciò che si vuole comunicare, in maniera scarna ed efficace, attraverso oggetti, scritti ed immagini che sono il portato o una sintesi che solamente le persone di cultura consolidata, di gusto e di eleganza, riescono a raggiungere (raffronto con gli americani carenti generalmente di questi pregi).

Tuttavia nel mostrare ciò che è visivamente ed intellettualmente valido ha usato, per indicare il contrario, un’espressione “intellettuale barbone” che deriva da una certa spocchia di matrice milanese.

Intellettuale barbone che riemergerà, a suo dispetto, alla fine della lectio.

Egli nel rappresentare l’imprenditore americano, opera a New York da 30 anni, ha delineato le due tipologie che s’incontrano nella sua professione: colui che ti indica pedissequamente ciò che vuole e colui che si affida al designer indicando solamente ciò che intende raggiungere. Ed a proposito di questo ha fatto l’esempio positivo delle scatole colorate accettate dall’imprenditore americano suo committente, impegnato a telefono, senza se e senza ma.

Ne aveva parlato (scritto) Mario Soldati una quarantina di anni prima nel suo famoso romanzo America primo amore” del 1936, in cui delineava degli americani sia la dinamicità dell’operare sia il gusto pacchiano degli stessi (Mario Soldati insegnava all’epoca Storia dell’Arte alla Columbia University di New York).

Continuando nella lectio il Vignelli perveniva alla fine alle sue “scelte” su Salerno che, in fondo, risultano paradossalmente nulla di più pacchiano nel campo del design ed in modo del tutto straordinario (aggettivo usato ben dodici volte nel prologo del sindaco) l’esatto contrario del suo “corpus”.

Sia arguisce che, ed è sfuggito allo stesso Vignelli nelle righe del parlato sulle peculiarità del De Luca newyorkese indicante qua e là, per Salerno, abbia optato, miracolo delle committenze, per l’intellettuale barbone.

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