lug
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Ancora un blitz, ancora un’invasione barbarica sulla spiaggia di Santa Teresa, solo che questa volta le betoniere erano addirittura due (vedi foto): per dirla alla Mike Bongiorno, non si lascia anzi si raddoppia. Il copione sempre lo stesso: intorno alle 18 di ieri la nuova sortita (la prima c’era stata il 14 luglio leggi) : provenienti come sempre dal cantiere di Piazza della Libertà, i due enormi mezzi si sono piazzati sul tratto finale del Lungomare, a ridosso della spiaggia, e lì hanno iniziato a colare cemento per completare la piattaforma (finalmente munita di cartellonistica informativa) dove verrà situato lo Chalet Santa Teresa.
L’operazione è durata all’incirca un’ora, naturalmente nessuna misura di sicurezza è stata predisposta, così mentre l’enorme braccio meccanico, che sosteneva la pompa, gettava cemento fresco i bagnati di Santa Teresa passavano e spassavano sotto (guarda video 1, video 2, video 3). Immediatamente allertata la centrale operativa della Polizia municipale, questa volta però nessuna pattuglia è intervenuta e così gli operai in tutta tranquillità hanno portato a termine il lavoro. Verso le 19, dopo aver finito di riempire di cemento la nuova piazzola, hanno fatto fagotto e sono andati via. Missione compiuta…”Allegria…”






Bravo Nico! La prossima volta però non chiamare quelli della Parrocchia…
la Città di Salerno — 25 luglio 2010 pagina 12
RACCOLTA DIFFERENZIATA A SALERNO
E’ la somma che fa il totale
Di Gerardo Malangone
(rubrica porta nova)
L’arrivo dei maxibollettini di pagamento della Tarsu nella cassetta postale di tutti i salernitani (pure di quelli, come i Carmelitani, restati indenni più a lungo, forse per intervento, dice l’empiocivis, di divinitá rionali preoccupate della buona riuscita della Festa) ha ridato a tutti un po’ di verve.
La gente s’è ridesta, è corsa, ha telefonato persino al Primocivis, purtroppo fuori onda-tivì. E pure sotto la Porta c’è stata verve.
• Lì, a parte gl’irriferibili, che potremmo spedire contrassegno delle sole spese postali in plico sigillato a chi ne facesse richiesta, tutti i commenti sono stati terra-terra, popolari, seguendo questo banale ragionamento:
a) la raccolta differenziata dei rifiuti accolla al cittadino l’onere (con altri/nuovi oneri connessi) della selezione e del separato conferimento degli scarti;
b) la cosa nasce dall’epocale bisogno di non mischiare più in un unico confuso pattume ciò che è irrimediabilmente esausto o naturalmente perso da ciò che può riutilizzarsi, giacché ogni recupero aiuta l’Ambiente e la tasca;
c) infatti, i materiali riutilizzabili mantengono un valore, ancorché ridotto, di cosa “economica”, e il loro riuso porta bei guadagni a chi lo fa in modo razionale;
d) la diretta trasformazione (per es. nei siti pubblici di compostaggio dell’umido) o la vendita a terzi del materiale riusabile, fa sì che il processo non abbia solo costi “a perdere”, ma restituisca alla comunitá un ristoro che, per quanto piccolo (e non lo è), migliora i conti.
• Orbene, noialtri cives salernitani, fatta la somma di a+b+c+d, dopo aver scoperto dalla posta che differenziare i rifiuti ci costa ogni anno più di prima, cioè di quando li buttavamo “tal quali” in discarica, apprendiamo dai giornali che la colpa è solo di chi ha fatto finire l’Emergenza, perché con essa sono finiti i “contributi”, e che, qui, se non paghiamo la prima rata da pietosicives, questi non hanno neppure i soldi per lo stipendio di quella folla di padri-madri-figli-figlie di famiglia che è stata messa su per farci un bel servizio.
Cáspita!, c’è qualcosa che non va, oltre l’Orco-Tremonti, pensa a questo punto ogni civis, e pure gli amici di Porta lo hanno pensato, turbati poco dalle solite storie di furbicives in caccia di “pezze” personali alla propria cara-Tarsu, e molto, invece, dalle sociali conseguenze possibili di un agire pubblico sempre pronto a trovare scuse e a lanciare accuse, e mai a sgravare pesi.
• Ma questa è la bellezza delle porte aperte, dove si sente il vento, quando arriva.