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LA NUOVA FRONTIERA DEL GIORNALISMO SI CHIAMA BLOGGER (LEGGI)
Diecimila volte grazie, diecimila e più come il numero di utenti unici che si sono collegati all’infoblog www.Noveladisalerno.it da dicembre 2009 ad oggi. Che si sono appassionati alle nostre lotte, alle nostre denuncie relative al pirellone della Vela e alle sue trivelle clandestine, all’Ecomostro Crescent, all’Ego piazza della Libertà (alias Piazza De Luca), ai magnifici 5 Platani centenari segati dalla furia cementizia di questa amministrazione comunale, al continuo martirio della storica spiaggia di Santa Teresa, alla lotta per la sopravvivenza degli abitanti di Via Leucosia presi in giro senza ritegno, alla battaglia giudiziaria di Italia Nostra, associazione coraggiosa e seria, per salvare l’area di Santa Teresa.
Diecimila volte grazie ai tanti salernitani ed italiani che si sono collegati qui dove il vento della contro informazione soffia senza censure.
Diecimila volte grazie ai tanti amici europei, soprattutto francesi con oltre 400 utenti, americani, canadesi, messicani, brasiliani, argentini, uruguaiani, marocchini, tunisini, arabi, del Benin, malesiani, australiani, cinesi, indiani, russi, turchi etc etc.
Diecimila volte grazie ai tanti lettori che hanno animato il nostro blog, ai vari Zanardi, Paolino, Alberto Maisto, Nico Donadio, Sans1, Marco S, Gianni, Raffaele, Anna P, Ultrasalerno, Mister Tarsu, Cipputi, Rosario, Salvatore Cricchio, Ciro, Salva Turi, Belfagor, Fausto Martino, Paolo Ancora, Luca Accura, Nadia, Gerardo Calabrese (sì, proprio l’assessore comunale, anche lui) e si potrebbe continuare a citarne tanti altri ancora.
Diecimila volte grazie ai quei giornalisti seri e professionali di Salerno che hanno scelto di seguire e riportare i nostri articoli e le nostre battaglie piuttosto che “potarle”.
Diecimila volte grazie a tutto lo staff tecnico e giornalistico del No Vela… Un sito di “squinternati”, come ci ha definiti il sindaco De Luca nel suo ultimo monologo a Lira Tv. E’ facile sbraitare ed offendere senza contraddittorio, quando il giornalista di turno funge solo da porgi microfono. Più difficile argomentare valide contestazioni a ciò che scriviamo dal 10 dicembre 2009, più arduo smentire la verità dei fatti che il No Vela raccoglie tra documenti e carte ufficiali difficili da reperire perché scomodi.
Diecimila volte grazie a tutti voi che ci seguite quotidianamente… il vento della contro informazione salernitana continuerà inesorabile a soffiare sulla nostra amata città.




Grazie a voi di esistere…;)
Siete una voce davvero libera in una città di zombi!!!
No Vela sito rive-lazione…continuate così
Al Gore è con voi…continuate così
di Al Gore
Nel mio paese, gli Stati Uniti, così come qui in Italia e in tutto il mondo stiamo affrontando un periodo di cambiamenti drammatici che riguardano il giornalismo in quanto istituzione.
Se abbiamo a cuore il futuro del giornalismo, dobbiamo soffermarci sul modello di business che è alla base del giornalismo. L’abilità dei giornalisti e degli editori di presentare la verità alla gente è legata alla struttura di business che sostiene il loro lavoro. E il modello di business che ha supportato il giornalismo per così tanto tempo sta attraversando una crisi profonda.
Ma perché? Ci sono diverse ragioni. Una di esse sta nel fatto che ci troviamo in un periodo di transizione storica. 500 anni fa, quando fu introdotta, la stampa portò ad un nuovo ecosistema di informazione che permise agli individui di comunicare direttamente con le masse, proprio grazie alla stampa e questo scatenò nelle persone il bisogno di imparare a leggere e a scrivere. E coloro che avevano il dono di una scrittura chiara ebbero un mezzo per comunicare direttamente con i milioni di persone che avevano imparato a leggere. Prima la Bibbia e poi i classici furono tradotti nelle lingue più diffuse. Man mano che il numero di persone in grado di leggere aumentava e quello delle persone in grado di scrivere si moltiplicava, apparvero molti giornali, quotidiani. E poi commedie, romanzi, libri e questo movimento rivoluzionò completamente l’ecosistema dell’informazione, abbattendo il vecchio monopolio feudale controllato dalla chiesa medievale, dai signori e dalla monarchia.
Informazioni condivise
Questo movimento permise alle persone di esaminare i fatti, di giudicarli, di comunicare con gli altri e poi, attraverso un processo condiviso, di giungere alla comprensione di ciò che accadeva nelle loro comunità e nelle loro nazioni. Coloro che riportavano i fatti così come li avevano vissuti nella loro vita, resero esplicito ciò che doveva essere cambiato. Da essi nacque l’amore per la libertà e per l’autodeterminazione ed ebbe origine la democrazia. Da essi nacque la consapevolezza che l’autodeterminazione fosse il modo migliore per tracciare il destino di qualunque comunità, nazione o civiltà. Questi sistemi antichi non hanno mai funzionato alla perfezione, certo, ma ci hanno permesso di costruire il sogno della democrazia.
Poi, nel secolo scorso, proprio come la stampa aveva sovvertito l’ordine medievale, la tecnologia della trasmissione televisiva ha iniziato a sostituire la stampa, ma il suo modello di business era molto diverso. Ha ricentralizzato, rifeudalizzato l’ecosistema dell’informazione e, nel tempo, i cittadini sono diventati il pubblico e quello che una volta era un sistema di comunicazione a doppio senso è diventato un sistema di comunicazione a senso unico. La gente ha iniziato a guardare la televisione, solo per ricevere informazioni, senza possibilità di replicare all’apparecchio televisivo.
Ora c’è una terza ondata: Internet, che ha ricreato quella comunicazione a doppio senso che esisteva all’epoca della prima carta stampata. Oggi i blogger si guardano intorno, descrivono episodi della loro vita e comunicano con gli altri. E se gli altri che leggono il loro blog sono d’accordo con quello che scrivono, allora all’improvviso nascono nuove comunità in Rete, animate da un forte desiderio di individuare ciò che funziona e ciò che non funziona, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e di apportare miglioramenti alla società.
Ma nonostante l’entrata in scena di Internet, è sempre la televisione che monopolizza l’attenzione. È di gran lunga il mezzo di comunicazione dominante. E ci sono dei motivi per spiegare l’attrazione magnetica che la televisione esercita sui nostri occhi e sul nostro cervello e la tentazione che suscita di sedersi e ricevere informazioni.
Nel mio paese il cittadino medio guarda la tv 5 ore al giorno. È incredibile. Mi è stato detto che i numeri in Italia sono molto simili. Se giocassimo a tennis 5 ore al giorno, saremmo più in forma. Se corressimo 5 ore al giorno, polpacci e cosce diventerebbero più forti. Ma quando guardiamo la tv 5 ore al giorno quali muscoli stiamo sviluppando? Conosco una parte della risposta a questa domanda. Non stiamo sviluppando il muscolo della democrazia.
Ma Internet può essere collegato alla televisione. Il dinamismo di Internet può sposarsi con il pubblico di massa e con l’ampia portata della televisione. Ed è questo che Current Tv sta cercando di fare.
Il modello di business del giornalismo è stato basato su quello del giornale. Ma cosa sta succedendo ora ai giornali? Molti sono in bancarotta, altri perdono 10 milioni di dollari ogni anno, licenziano i giornalisti, chiudono le redazioni e di conseguenza la qualità del giornalismo ne risente.
L’era della tv
Quando è iniziata l’era della televisione, i giornalisti sedevano dietro alle scrivanie – cosa che succede tutt’ora – indossavano la cravatta e leggevano in una parodia di quello che accadeva con i giornali. Una volta, però, avevano un’aura di autorità e un pubblico di massa, ma ora anche questo sta scomparendo, perché la professione giornalistica è diventata il business delle notizie, che sono controllate dai grandi gruppi. Ora le notizie si mescolano con l’intrattenimento. Di conseguenza, la qualità del giornalismo televisivo in molti paesi sta soffrendo, proprio come avevano sofferto i giornali. E quello che otteniamo troppo spesso è “l’infotainment,” un mix tra informazione e intrattenimento.
Nel mio paese, il più famoso giornalista del telegiornale della sera direbbe “eccoci agli approfondimenti della giornata”. Quando sento dire una cosa del genere guardo l’orologio e cronometro. Non ho mai assistito ad una notizia che durasse più di due o tre minuti. E questo dovrebbe essere un approfondimento.
Quindi il giornalismo sta soffrendo perché il modello di business che lo sosteneva sta fallendo. E non esiste ancora un nuovo modello di business che supporti un giornalismo solido, anche su Internet che possa sostenere il giornalismo investigativo come sarebbe necessario. Ecco un altro motivo per cui Current Tv ha cercato di collegare il dinamismo e l’energia di Internet con il mezzo dominante della televisione. Sono molto grato che Current Tv abbia trovato il suo posto anche qui in Italia. Qui avete così tanti grandi giornalisti e io vorrei congratularmi con loro. Hanno servito il vostro paese e la vostra cultura in modo eccellente. Ma sapete tutti che per molti di loro c’è stato un grande cambiamento. Sono convinto che una gran parte del giornalismo italiano sia stato compromesso dal sistema del business delle notizie in Italia. Dal momento che non sono italiano, semplicemente non capisco come possano dei talk-show essere “chiusi” con l’avvicinarsi del periodo elettorale.
Penso a giornalisti come Michele Santoro, Milena Gabanelli e Enzo Biagi. Vorrei tendere una mano verso tutti quei giornalisti in Italia che hanno una storia, che si sentono compromessi dal modello di business in cui lavorano, o dalla struttura in cui sono costretti a sopravvivere. Se hanno una storia che sentono di non poter mandare in onda, che non possono pubblicare in altro modo, vi prego, portatela a Current Tv e noi la trasmetteremo.
Coraggio e indipendenza
In questo nuovo mondo che viene plasmato da questi cambiamenti turbolenti, c’è un incredibile gamma di opportunità, che però richiedono coraggio e indipendenza. Ma attenzione… le opportunità ci sono.
Una cosa molto importante per la sopravvivenza futura è l’innovazione. In un mondo in cui milioni di persone sedute alla loro scrivania, ricevono fatti nuovi ogni quindici minuti da Internet, le notizie sono un fenomeno molto variegato. Quindi qualunque rete televisiva che aspiri a presentare la versione migliore della verità che gli esseri umani possano ricevere, è costretta ad innovare. È costretta a fare le cose in maniera differente. Ed è questo che abbiamo cercato di fare a Current Tv.
Current Vanguard è il nostro team di giornalisti investigativi internazionali. Giovani produttori di documentari a cui è stato affidato il compito di raccontare le storie più importanti del mondo, storie che non vengono raccontate da nessun altro. Visitano i posti più importanti e spesso più pericolosi del nostro pianeta. Se avete bisogno di una prova, guardate l’esperienza delle nostre giornaliste Vanguard Laura Ling e Euna Lee, che sono state arrestate in Corea del Nord per aver cercato di raccontare la verità su quello che stava accadendo nel paese.
In questo momento di transizione e di cambiamento, credo sinceramente che il futuro del giornalismo dipenda dalla possibilità di resuscitare il giornalismo indipendente. “Dovete conoscere la verità e la verità vi renderà liberi.” Questo è ciò che Roberto Saviano rappresenta nel ruolo di giornalista coraggioso. Raccontando quelle storie in modo così eloquente è diventato l’illustrazione di quella frase. Affinché la democrazia possa sopravvivere, è necessario che ci siano delle persone che raccontano la verità. Affinché le persone che raccontano la verità possano sopravvivere, abbiamo bisogno di un giornalismo positivo inserito in un modello di business che funzioni. Io credo in questo futuro, credo nel futuro dell’Italia e nel futuro della democrazia italiana.
(*) Fondatore del network Current Tv
siamo tutti “squinternati”…
De Luca fatti intervistare da questo infoblog e poi vediamo quante c…te riesci a raccontare
Molto bello e sentito come sempre.