Come nasce un incarico da oltre 2 milioni e mezzo di euro, destinato a cambiare i connotati di una città? Miglior progetto? No! Concorso d’idee? Per carità! Sorteggio pubblico? Non è previsto dalla legge.
Quello scelto nel 2007 per il fronte mare dal Comune di Salerno è quantomeno discutibile se non altro perché il criterio principale adottato fu il curriculum, giudicato da un’apposita commissione comunale composta da tre tecnici, l’ing. Criscuolo (presidente), l’ing Barletta (componente), l’ing Di Lorenzo (componente), nominati dal Sindaco con decreto n.58648 del 6 aprile 2007. A loro toccò l’arduo compito di valutare i 15 architetti italiani ed internazionali che avevano presentato la documentazione. Due furono esclusi da subito.
Dopo 9 riunioni la commissione scelse “mastro” Bofill, primo con 92 punti. I “nostri” bocciarono sonoramente altri illustri candidati del calibro di Chipperfield, Bohigas, Ishimoto, come si evince dai punteggi della graduatoria finale che pubblichiamo in anteprima sul nostro infoblog www.noveladisalerno.it (leggi la graduatoria finale).
Lo scarto in termini di punti tra tutte queste archistar di valore internazionale è imbarazzante. Chipperfield, l’ideatore della cittadella Giudiziaria, tanto per citare qualcosa a noi ben nota, a -62 punti dal primo. Bohigas, l’ideatore del Piano regolatore di Salerno, a -37 punti. Il giapponese Ishimoto a -68, roba da Siberia.

BLITZ DEI CARABINIERI AL PORTO DI SALERNO SULLA NAVE “ANDRE-MICHEL 1″ RISULTATA “PULITA”
Le prove “schiaccianti” presentate qualche giorno fa dal giornalista Gianni Lannes alla Procura di Salerno, relative al carico di materiale ferroso “radioattivo” scaricato in tutta fretta dalla nave Frelon il 2 agosto scorso e destinato alla Siderpotenza Ferriere Nord S.p.A, devono aver convinto gli inquirenti che qualcosa non quadra.
In quest’ottica si spiega il blitz effettuato stamane dai Carabinieri di Salerno, su delega del Procuratore Capo Roberti, al porto di Salerno. Nel mirino stavolta è finita la nave “Andre-Michel 1”, proveniente anche questa dalla Francia, che però è risultata “pulita”.
In compenso il direttore del giornale on line ItaliaTerraNostra.it ha raccolto nuovi elementi sulla Siderpotenza. Lannes è stato contattato spontaneamente da un operaio che lavora in quello stabilimento che ha rivelato altri aspetti inquietanti: “Alla Siderpotenza – secondo quanto riportato sul sito di Lannes l’operaio non ha dubbi e non teme smentite – chi comanda ci ha imposto di buttare la roba radioattiva nel pozzo che sta vicino alla pesa. A noi ci hanno sempre detto che così non c’è pericolo. Andate a guardare là dentro”. (leggi l’articolo di Lannes)
Il giornalista ha immediatamente informato il tenente colonnello Francesco Merone, comandante del nucleo operativo dei carabinieri di Salerno, nonché Romolo Panico, attuale questore di Potenza. Inoltre sempre su Italia Terra Nostra è consultabile un documento (guarda) sui dati di inquinamento della Siderpotenza realizzato dall’Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti).
Insomma qui gatta ci cova.

Il direttore di Terra Nostra ha presentato in procura foto e rilevamenti sulla nave Frelon, che lo scorso 2 agosto aveva scaricato al porto 1.600 tonnellate di rifiuti di materiale ferroso. Il rilevatore Gaiger Gammascout di Lannes avrebbe evidenziato su quel materiale un aumento del 10% della radioattività rispetto alle soglie massime consentite dalla legge. La sua versione confligge con quella dell’Autorità portuale di Salerno. L’indagine della procura di Salerno è solo all’inizio. (leggi l’articolo del Corriere).
Il procuratore capo Francesco Roberti ha aperto in merito il procedimento giudiziario 2433/2010.
Questa mattina Gianni Lannes, direttore del giornale on line ItaliaTerraNostra.it, è stato ascoltato in Procura a Salerno. “A proposito di navi dei veleni e scorie pericolose a perdere nel Mediterraneo – si legge sul sito ItaliaTerraNostra - con estrema umiltà e in silenzio, il giornalista ha comunicato alla Procura della Repubblica di Salerno in merito al traffico illegale scoperto in porto e in Basilicata direttamente dalla Francia, ampiamente segnalato con prove schiaccianti da Italia Terra Nostra”.
GIORNALISTI SUL CAMPO NON ALLINEATI (leggi l’articolo)

Il colonnello Merone, comandante del nucleo operativo dell’Arma di Salerno, ha chiesto un colloquio al giornalista
(tratto da www.Italiaterranostra.it) di Gianni Lannes
Ecomafie in Campania? Traffici pericolosi? Affari sulla pelle dei meridionali? Tranquilli: è tutto a posto. Basta la parola dell’Autorità portuale di Salerno, presieduta dall’ avvocato, ex onorevole, già sottosegretario ai Trasporti, Andrea Annunziata (un tempo quota margherita). Il comunicato stampa dell’11 agosto (pur senza firma) non lascia dubbi: «la merce sbarcata nel Porto di Salerno il 2 agosto u.s. dalla nave Frelon, proveniente dal Porto comunitario di Saint Louis (Francia), era costituita da materiali metallici” (materia prima secondaria). Dalle ordinarie verifiche consistenti, sia nei controlli della documentazione del carico, che nei controlli svolti dal consulente chimico di porto, è emersa la non pericolosità della merce in questione. Inoltre, il ricevitore della merce ha fatto intervenire un “esperto qualificato” del laboratorio di dosimetria delle radiazioni “MCF”, il quale ha redatto certificazione che riporta che i controlli sul contenuto di radioattività all’interno delle stive della nave “non hanno fatto rilevare valori superiori alla fluttuazione media del fondo naturale di radiazioni”. Si tratta, pertanto, solo di ingiustificati allarmismi».