Archive for febbraio, 2011

Spunta “Ormeggi Piazza Liberà srl”: posti barca a S. Teresa fino al 2025

10 febbraio 2011
Nuovo porto Santa Teresa

Nuovo porto Santa Teresa

NAUTICA SUD HA CEDUTO IN FITTO LA SUA CONCESSIONE DEMANIALE PER 130 MILA EURO L’ANNO AD UNA NUOVA IMPRESA NATA APPENA 7 MESI FA.

IL 17 FEBBRAIO AL TAR I PRIMI 5 RICORSI DEI 9 RIBELLI DI SANTA TERESA A CUI L’AUTORITA’ PORTUALE HA CONCESSO SOLO UNA PROROGA TECNICA FINO AL 2011

LEGGI ARTICOLO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 11/02/2011

Se per nove imprese salernitane di ormeggi (i ribelli di Santa Teresa) oltre il 2011 è in serio pericolo il futuro nel porto della Libertà (quando scadrà l’anomala proroga tecnica di un anno concessa dall’Autorità portuale e impugnata da tutti al Tar), c’è qualcuno, appena arrivato, che può brindare beatamente ad un domani roseo, nella nuova marina di Santa Teresa, almeno fino al 2025.

Stiamo parlando della neonata “Ormeggi piazza libertà srl”, società da 10 mila euro di capitale sociale costituita appena otto mesi fa, a maggio 2010. La sede legale è a Salerno e l’amministratore unico, nonché socio di maggioranza con il 66% delle quote, è Giovanni Pezza di Cava de’ Tirreni (capitale sociale versato 1.650 euro). Socio dell’azienda, con il 34% delle quote ed un capitale sociale versato di 850 euro, è un altro cavese: Pasquale Adinolfi.

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Posti barca, la rivolta di Santa Teresa: nove ditte “ribelli” ricorrono al Tar

9 febbraio 2011
Panoramica posti barca Santa Teresa

Panoramica posti barca Santa Teresa

Nove i ricorsi al Tar

Nove i ricorsi al Tar

LA PRIMA PUNTATA DELLA NOSTRA INCHIESTA (LEGGI)

Mare agitato giù a Santa Teresa ed ai pontili del porto commerciale. Mare agitato dalle parti del porto della Libertà. Mare forza 9, come il numero di ricorsi al Tar presentati dai “figliastri”, le società concessionarie di ormeggi costrette a levare le tende da quell’area per la fine del 2011.

I “figli” Nautica Sud e Cantieri Gatto no! Loro possono rimanere fino al 2025 con il placet dell’Autorità portuale e del Comune di Salerno, grazie all’accordo sancito con la delibera di giunta comunale 1319 di novembre (leggi la delibera), infischiandosene della direttiva europea Bolkenstein.

L’Autorità portuale è la stessa che invece di prorogare le concessioni a tutti fino al 2015, così come previsto dalla legge (n° 25/2010), ha concesso a tutti gli altri, ai “figliastri”, solo un anno di “proroga tecnica”, come impone la deliberazione n 191 del Presidente Annunziata, datata 22.11.2010. E proprio contro questa decisione si è scatenata la rivolta degli ormeggiatori di Santa Teresa e del porto commerciale, con la conseguente onda anomala di ricorsi al Tar di Salerno.

Nove ricorsi, da nove società diverse, a difesa di 15 concessioni demaniali che potevano essere prorogate fino al 2015. «Il presidente dell’Autorità portuale — è scritto in tutti e nove i ricorsi al Tar — invece di procedere con apposita certazione comprovante l’avvenuta proroga, mediante semplice annotazione a stampa sul titolo precedente, così come espressamente previsto nella circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la delibera 196 ha respinto tutte le richieste di proroga legale al 31 dicembre del 2015 avanzate dai vari concessionari e, nel contempo, ha concesso una proroga tecnica limitata al 31 dicembre 2011».

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Porto della Libertà, a Santa Teresa c’è in gioco il business dei posti barca

8 febbraio 2011
Ormeggi d'oro a Santa Teresa

Ormeggi d'oro a Santa Teresa

Nuovo porto Santa Teresa

Nuovo porto Santa Teresa

ANCHE IL CORRIERE PUNTA I RIFLETTORI SU SANTA TERESA (Guarda la prima Pagina di oggi 09/02/2011)

Prologo: sulla base della “direttiva europea Bolkenstein” del 2006 sulla concorrenza, l’Italia deve abolire il ” diritto d’insistenza”, cioè abolire i rinnovi automatici di concessioni demaniali sempre agli stessi affidatari, pratica che già sollevò nel 2006 le perplessità del Garante per la concorrenza. E dovrà ( sotto minaccia di sanzioni ) mettere all’asta, alla scadenza, le concessioni demaniali. Il Governo è riuscito a strappare solo un rinvio al 2015. Le concessioni in scadenza non si possono prolungare oltre questa data, poi tutti all’asta pubblica!

RINNOVATE FINO AL 2025 SOLO AI CANTIERI GATTO E NAUTICA SUD LE CONCESSIONI PER GLI ORMEGGI: ALLA FACCIA DELLA BOLKENSTEIN, ALLA FACCIA DELL’EUROPA!!! AGLI ALTRI CONCESSIONE PROROGATA SOLO PER IL 2011

Continuano le grandi manovre a Santa Teresa, dove sta prendendo forma, oltre a piazza della Cementità, anche il futuro porto della Libertà. Libertà di infischiarsene allegramente di quanto l’Europa, tanto amata ed evocata dal nostro Mega Sindaco, ci impone di attuare.  E così il Comune, in accordo con l’Autorità portuale, ha rinnovato fino al 2025 la concessione per gli ormeggi soltanto a due società —­la Nautica Sud e Cantiere Gatto, tagliando fuori le altre imprese e coperative che operano in regime di concessione demaniale a Santa Teresa. In ballo c’è il business dei posti barca nel nuovo porto che farà da contorno alla piazza più bella del mondo ed al condominio per miliardari più esclusivo dell’universo,  per bacco. Insomma un mega affare per chi potrà gestirlo.

I restanti gestori di pontili da ormeggio, rimasti fuori dall’accordo tra I Fantastici 4 di Santa Teresa (Comune, Autorità portuale, Gatto e Nautica Sud), non ci stanno però a fare la parte dell’agnello sacrificale ed hanno già avviato le procedure per i ricorsi al Tar e alla magistratura ordinaria: obiettivo, fare chiarezza su quanto sta accadendo giù nelle acque di Santa Teresa. A loro infatti le concessioni scadute sono state rinnovate solo per tutto il 2011, di fatto applicando da subito la direttiva Bolkenstein, senza neanche arrivare al fatidico 2015. Insomma “a chi figlio e a chi figliastro”, verrebbe da dire.

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Fazio, niente Crescent! Il professor Settis non lo cita ma…

5 febbraio 2011
Che Tempo che fa

Che Tempo che fa

Ci siamo sbagliati …e lo ammettiamo subito. L’intervento del professor Settis da Fazio a “Che tempo che fa” di questa sera non ha riguardato nello specifico il Crescent, così come da noi anticipato. Errare è umano! Ma i concetti espressi da Settis sul paesaggio e sulla sua salvaguardia come elemento fondante della nostra Costituzione valgono anche per il Crescent. Settis ha parlato di “degrado dell’idea di bene comune, dove prevale il concetto che ognuno è padrone a casa sua per cui il paesaggio non è più di tutti gi italiani”

Settis ci ha detto che al giorno vengono cementificati 161 ettari, ci ha detto che per ogni nuovo bimbo nato c’è a diposizione un appartamento di 38 vani, eppure si continuano a costruire case, case e ancora case: “Si costruisce fin sulle spiagge”!, ha risposto il professore a Fazio. Proprio come avviene da noi a Santa Teresa.

Settis ci ha detto che il mito della modernità non può essere il modello disneyano di Abu Dabi o i grattacieli che si costruivano 100 anni fa!

Infine Settis ha posto l’accento su quelle sovrintendenze che non fanno in pieno il loro dovere a tutela del paesaggio.

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Onde Rai forza Settis sul Crescent: da Fazio c’è l’Ecomostro di Salerno

5 febbraio 2011
Settis negli studi di Fazio

Settis negli studi di Fazio

Il professor Settis

Il professor Settis

Uno tzunami televisivo sta per abbattersi sull’eco-egomostro di Salerno. Stasera alle 20.30, a Che Tempo che fa, onde Rai forza Settis spazzeranno via il progetto Crescent voluto dal sindaco del cemento Vincenzo De Luca. Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, presenterà da Fazio il suo ultimo libro inchiesta dal titolo inequivocabile: “Paesaggio Costituzione Cemento-La battaglia per l’Ambiente contro il degrado civile”. Settis, parlerà nel suo intervento anche del Crescent di Salerno e di piazza della cementità che ha devastato mezza spiaggia cittadina di Santa Teresa. Buona visione a tutti, anche al sindaco naturalmente.

Chi è Settis: archeologo e storico dell’arte, dal 1985 è Professore ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa di cui, per undici anni, è stato anche Direttore, incarico lasciato alla fine di ottobre, in corrispondenza dell’inizio del nuovo anno accademico; altrettanto polemiche le dimissioni, nel febbraio 2009, dal Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di cui è stato Presidente dal 2006!

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