Archive for giugno, 2010

C’è del marcio a Via Leucosia: decaduto ricorso Tar contro stabilimento Miramare

30 giugno 2010

miramare2webvia-leucosia2QUESTA MATTINA NUOVO INCONTRO A PALAZZO DI CITTA’ CON I RESIDENTI

Quello che sta accadendo a Via Leucosia ha davvero dell’incredibile. A parte il discorso relativo alle barriere frangiflutti mai posizionate (con relativi  3 milioni di euro, degli 11 stanziati dalla Provincia nel 2007, svaniti nell’arco degli ultimi 3 anni tra il ventre molle dell’ente provinciale ed i faraonici concorsi d’idee comunali), a parte lo stato di devastazione che vive il lungomare in quella zona da oltre due anni  (finalmente il Comune ha deliberato i Lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dei piazzali pedonali, delibera: 720/2010), oggi i residenti, ricevuti in mattinata al Comune di Salerno, hanno scoperto un’altra incredibile realtà: il ricorso (n. 424/96 ) presso il TAR avente ad oggetto l’ordinanza sindacale di demolizione delle opere abusive che vedeva contrapposti Arenella Arturo e il Comune di Salerno, la capitaneria di Porto di Salerno e il Ministero Trasporti è andato perento: cioè non è stata fissata nuova istanza di fissazione di udienza!

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Quel MURO di Piazza De Luca che già oscura la città

29 giugno 2010

muro salernomuro salerno2

LETTERA DI UNA CITTADINA DI SALERNO

Il muro di Berlino, detto Protezione antifascista, era una barriera in cemento alta circa tre metri. Eretto dal governo comunista della Germania Est, ha diviso non solo una citta’ ma un intero Paese per 28 anni. Il muro non era una semplice barriera, bensi’ il simbolo spettrale della guerra fredda. E la guerra fredda continua nella citta’ di Salerno contro la colata di cemento fronte mare prevista nel progetto Crescent. Salerno come Berlino…

E’ il sillogismo ardito e forte che ha una sottile affinita’ ideologica. Basta orientare lo sguardo al muro di cemento, “the wall” per anglosassoni e Pink Floyd, che da qualche mese taglia l’arenile di Santa Teresa, nel cuore antico della citta’ di Salerno, per capire come qui la storia procede a ritroso. Segue percorsi involuti. Il muro di Berlino e’ crollato il 9 novembre del 1989 ed e’ stato un evento acclamato in tutto il mondo. A Salerno mura ben piu’ elevate ed imponenti andranno ad invadere un luogo sacro, caro ai salernitani.

Oltre il muro, che delimita l’area del cantiere, fanno capolino ruspe, gru, mezzi meccanici attivati a comando nell’azione demolitrice dalla mano dell’uomo. In tanti guardano attoniti la spiaggia tagliata via dalla cortina di cemento. Ridotta a un fazzoletto. Ripensano al piacere provato nel vivere, senza stress aggiunto e penose saune in auto, la spiaggia a due passi da casa. In questo periodo dell’anno aveva inizio il torneo di Santa Teresa.

I giochi sull’arenile, tra la sabbia, erano una tradizione cittadina che si perpetuava da 40 anni. La barriera ha abbattuto tradizioni, riti e piaceri. dando spazio alla rabbia e a leopardiane rimembranze. Se la memoria non inganna, l’estate qui a Salerno e’ una stagione “difficile”. Lo scorso anno desto’ scalpore e disagio il depuratore in fase di manutenzione. Il mare ridotto ad un liquame maleodorante, raccoglieva ogni genere di rifiuto come fosse una discarica. La caluria scioglieva chi non poteva usufruire di docce e confort affini. Si era costretti a fuggire da Salerno, definita con tanto calore dagli Amministratori “Salerno citta’ europea”, “Salerno citta’ turistica”! Quest’anno chii non gode della possibilita’ di recarsi altrove, di prendere il largo con natanti di metratura varia subisce il limite della decurtazione forzata.

Il lembo di spiaggia che rimane costringe al contatto corpo a corpo : piu’ che spiaggia un lager!
C’e’ da chiedersi : dove nasce il diritto di sradicare con tanta ostinazione le abitudini e le esigenze di anni dei residenti nella citta’ di mare? E qual’e’ il vantaggio di vivere sul mare se chi amministra la citta’ ha deciso di confinare lo stesso mare in una realta’ virtuale, bello solo da guardare come fosse in cartolina”.

Elvira Morena, cittadina e consigliere di circoscrizione  Centro Storico

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Mare Monstrum 2010: il Crescent tempio di De Luca

28 giugno 2010
Legambiente Salerno

nuovi rendering crescent

Dopo il 2009, l’Ecomostro Crescent concede il bis è finisce anche quest’anno di diritto nel dossier di Legambiente Mare Monstrum

MARE MONSTRUM 2010 (LEGGI IL DOSSIER)

Il Crescent, il tempio del sindaco di Salerno (pag 36 Mare Monstrum 2010)

“Un’enorme mezzaluna di cemento affacciata sul lungomare di Santa Teresa a Salerno che dovrebbe essere la poetica rappresentazione della luna crescente, ma che ha subito scatenato l’opposizione di cittadini e associazione e fatto nascere un comitato contro, con tanto di sito internet dedicato. E’ il Crescent, l’ambizioso progetto edilizio, firmato dall’architetto catalano Bofill, strenuamente voluto dal sindaco della città Vincenzo De Luca, che ha espropriato i terreni sborsando la bella cifra di 12 milioni di euro e difende a spada tratta il suo sogno “di valore mondiale”.

Un gigantesco complesso semicircolare lungo 215 metri, con una superficie residenziale di circa 14.800 metri quadrati e 80 mila metri cubi di volume, adibito per lo più ad abitazioni private di pregio attorno a una piazza di 27 mila metri quadrati. Secondo il comitato stravolgerebbe completamente lo skyline della città, secondo gli esperti non ha nulla a che vedere con il contesto urbano e paesaggistico in cui si inserisce. Sotto accusa anche il silenzio della Soprintendenza, rea di un singolare silenzio-assenso frutto secondo le accuse di inefficienze e conflitti d’interesse. Presentato nel marzo del 2009 è ancora solo sulla carta. E rischia di restarci, visto che la prima gara è andata deserta e che alla seconda avrebbero presentato un’offerta solo due imprese. Ma il sindaco va avanti e non demorde. Intanto le associazioni contro hanno fatto ricorso al Tar, che si dovrebbe pronunciare proprio nei giorni in cui chiudiamo questo dossier”.

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Crescent e Vela nel mirino: “Ambiente e paesaggio violati”

27 giugno 2010

italia nostra “Ambiente e paesaggio violati”,  sembra tarata sul Crescent e la Vela, gli ecomostri gemelli diversi di Salerno, la Tavola rotonda che le associazioni ambientaliste, e non solo, hanno organizzato per lunedì 28 giugno alla Camera di Commercio di Salerno. Italia Nostra, WWF, Legambiente Campania, Codacons, Vas onlus e Libera, incontreranno alle 16, nel salone di rappresentanza dell’Ente camerale, i vertici della magistratura salernitanae napoletana per discutere della tutela penale dell’ambiente e del paesaggio e dell’esperienza delle demolizioni in Campania. Al termine della Tavola rotonda ampio spazio al dibattito. Tra i relatori parteciperanno calibri da novanta: il Procuratore Generale C.d’appello penale di Salerno, dottor Lucio Di Pietro, il Procuratore della Repubblica di Salerno, dottore Franco Roberti, il Procuratore Agg. di napoli, dottore Aldo De Chiara, il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Salerno, la dottoressa Antonella Giannelli, il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, dottore Ugo Ricciardi. Ci saremo anche noi del No Vela ad animare il dibattito sul Crescent e la Vela, gli ecomostri gemelli del golfo di Salerno tanto cari al sindaco De Luca! IL PROGRAMMA DELLA TAVOLA ROTONDA (LEGGI)

CRESCENT-COGEFER: GARA D’APPALTO A RISCHIO (da CRONACHE DEL MEZZOGIORNO) LEGGI

Replica del Comune all’articolo di CRONACHE DEL MEZZOGIORNO

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“La Colata”: c’è anche il Crescent del sindaco De Luca

22 giugno 2010

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L’ecomostro di Salerno nel libro inchiesta scritto sul partito del cemento che sta cancellando l’Italia ed il suo futuro.

I giornalisti Ferruccio Sansa (il Fatto Quotidiano), Andrea Garibaldi (Il Messaggero), Antonio Massari (Micromega e l’Unità), Marco Preve (Repubblica) accendono i fari, nel loro libro denuncia, anche sull’assurda cementificazione che sta devastando la spiaggia di Santa Teresa.

“Indignatevi rapidamente non lasciate che deturpino il vostro bene più prezioso, il territorio, chiamate a raccolta tutti!” è il momento di chiamarci tutti a raccolta quelli che sono contro il cemento in Italia, perché poi sarà troppo tardi!” (“La Colata”)

LEGGI IL CAPITOLO DEDICATO AL CRESCENT DI SALERNO

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