Il Consiglio di Stato sospende i lavori del Crescent

Satira made Figli delle Chiancarelle

Satira made Figli delle Chiancarelle

Italia Nostra: “Primo passo, ora aspettiamo il verdetto nel merito”. Ringraziamenti ai Figli delle Chiancarelle per aver raccolto i fondi per il ricorso (leggi)

“Ritenuta l’opportunità di evitare che la prosecuzione dei lavori per la realizzazione di un edificio di cospicue dimensioni, in una situazione controversa, produca una trasformazione dello stato dei luoghi difficilmente reversibile e tale da determinare per la collettività un pregiudizio grave e irreparabile”.

Così recita il dispositivo della quarta sezione del Consiglio di Stato che, ribaltando il Tar di Salerno sempre favorevole all’opera,  ha deciso di fermare la costruzione del Crescent, ovvero dell’Ecomostro di Santa Teresa, fortemente voluto dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Il ricorso di Italia Nostra era stat0 finanziato con i Bop, i buoni ordinari di pullanghelle ideati dal gruppo dei Figli delle Chiancarelle

Accolto quindi il ricorso cautelare di Italia Nostra che chiedeva l’annullamento del permesso di costruire rilasciato dal Comune di Salerno. Il provvedimento non entra nel merito del contenzioso. In via cautelare il Consiglio di Stato ha  “sospenso l’esecutività della sentenza impugnata” (quella del Tar, ndr) e di fermare il cantiere, rimettendone la riapertura alla pronuncia di una eventuale sentenza favorevole nel merito.

Ecco il dispositivo del Consiglio di Stato:

REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 3614 del 2012, proposto da:

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Il 25 aprile di De Luca: “Triste, solitario y final” a Piazza della Libertà

Il 25 aprile di Vincenzo De Luca

Il 25 aprile di Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca sul Titanic di piazza della Libertà

Vincenzo De Luca sul Titanic di piazza della Libertà

Dopo l’ispezione della finanza
il sindaco controlla il cantiere.

Coperto dal segreto istruttorio il blitz del giorno prima delle Fiamme Gialle

SALERNO — Mercoledì a Salerno, mentre a piazza Vittorio Veneto si celebrava la festa della Liberazione con contestazioni, cori arrabbiati e striscioni di polemiche, in un’altra piazza regnava l’assoluto silenzio. Il giorno dopo l’ispezione del nucleo di polizia tributaria, a piazza della Libertà non c’erano gli operai della “Esa costruzioni”, la ditta sottoposta ai controlli che sta realizzando la pavimentazione. I lavori erano fermi e il cantiere era chiuso. Ma non per il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Che ieri mattina, verso le undici, accompagnato dalla sua scorta personale, passeggiava solitario nel cantiere della futura piazza dove ha espresso il desiderio che vengano gettate le sue ceneri. Lontano dal clamore dei festeggiamenti del 25 aprile, il sindaco si è affacciato sulla spiaggia di Santa Teresa….

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Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle: un Bop per fermare il Crescent

Bop, Buono ordinario pullanghella

Bop, Buono ordinario pullanghella

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

La Pasqua delle Chiancarelle con i Bop

Ferma il Mostro! Compra una buona azione, compra un Bop”: sarà presentata alla stampa venerdì mattina, alle ore 10.00, presso la sede di Italia Nostra, in Larghetto Cassavecchia 9, la campagna sociale organizzata dall’associazione ambientalista e dal gruppo facebook Figli delle Chiancarelle. Campagna finalizzata a raccogliere fondi per permettere ad Italia Nostra di presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la realizzazione del condominio Crescent. Il Bop, il Buono Ordinario Pullanghelle, emesso dal Banco delle Chiancarelle, vale esclusivamente come un azione di grande valore civico e serve a salvare Salerno ed il paesaggio costiero dal Mostro, ovvero il Crescent, il plesso residenziale alto 30 metri e lungo quanto tre campi di calcio, che si sta realizzando a ridosso della storica spiaggia di Santa Teresa. I Bop, che sono a tiratura limitata, numerati e filigranati, saranno sottoscritti dai cittadini che riceveranno in ricordo il “value certificate”, a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio.

Satira tratta da facebook

Satira tratta da facebook

Durante la conferenza stampa, a cui prederanno parte Lella Di Leo, presidente Italia Nostra Salerno, e Nicola Vernieri, in rappresentanza dei seimila iscritti al gruppo Figli delle Chiancarelle, sarà presentato il calendario delle iniziative che si terranno nel mese di aprile legate alla vendita dei Bop. La prima di queste sarà la “Pasqua delle Chiancarelle, ovvero rompiamo le uova nel paniere a De Luca”, che si terrà sabato 7 aprile a partire dalle ore 20 presso il Bar No Stress di via Roma (chiesa Santa Lucia). Il fine settimana dopo Pasqua, ovvero sabato 14 e domenica 15 aprile, saranno allestiti a Lungomare Trieste, altezza piazza Cavour, appositi banchetti “Bop” da Italia Nostra e dai Figli delle Chiancarelle.

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Spiaggia Santa Teresa, quando l’arbitro ignora il rigore per… Fifa

Il sovrintendente Gennaro Miccio

Il sovrintendente Gennaro Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

Un bel cartellino rosso per Miccio

PORTA NOVA

Di Gerardo Malangone (arch)

Naturalmente, pure quelli di Porta si sono rallegrati per l’iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Salerno di affidare alle pagine de “La Cittá” un inedito racconto a puntate sulle “Piazze salernitane”. Ma il fatto che alla fine ne sia stata decantata una che non solo ancora non c’è ma ha diviso gli arch e i cives e scomodato i Tar, cioè quella del Crescent a S.Teresa, li ha spinti ai seguenti quiz seri.

1) Certi progetti, che dire discussi è poco, non meriterebbero racconti in par condicio?

2) Non era più giusto che, all’incontrario di come è successo, la Presidentessa-Architetti raccontasse la vecchia S.Teresa e il Soprintendente-BAP la Nuova? Avrebbe potuto, egli, fra l’altro, por rimedio pure all’afasia del suo predecessore Zampino sul Crescent, lasciato nelle nebbie dopo una vacatio estiva con silenzio-assenso incorporato. Invece no, pur’egli s’è cimentato con chiancarelle e simili, dopo aver avvertito che la via della nostalgia “non conduce da nessuna parte”.

Ora, se certe partite si giocassero solo fra Nostalgia e Neofilia e l’esito dipendesse dalle maggiori virtù dell’una o dell’altra, ai Salernitani potrebbe bastare di interrogare il loro Soprintendente-BAP (anche solo in punta di penna teorica) sulle virtù della seconda in un caso del genere; inquadrate, però, nel contesto normo-culturale avverso a Spreco e/o Cancellazione di risorse (suolo, ambiente, edifici, scenari urbani) “non” riproducibili: che sono i vizi opposti dell’Inerzia nostalgica.

Invece, la partita è fra Trasformazione e Manomissione: dove la prima è intesa come creativa modifica urbanistico-architettonica debitamente motivata; e la seconda come sostituzione brutal-speculativa, ancorché elargita in fascinosa veste igienico-modernista.

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StraordinarioMan vola sull web con Abitare: Esse come Salerno o Sindaco?

Prima pagina on line di Abitare

Prima pagina on line di Abitare

Il "nostro" StraordinarioMan

Il "nostro" StraordinarioMan

VIGNELLI A SALERNO

di Mario Piazza

(Abitare, 10/01/2012, link all’articolo…)

Il nuovo progetto di marchio per la città di Salerno sta scatenando un notevole dibattito e un certo disagio, visto che l’autore è uno dei maestri riconosciuti della grafica mondiale: Massimo Vignelli.

In effetti l’imbarazzo, osservando gli elaborati visibili on-line, è più che giustificato. Se questo segno fosse stato disegnato da un giovane studente o da un ignoto professionista sarebbe stato “demolito” totalmente dalle critiche.

C’è da dire che il vezzo del giudizio lapidario è una pratica molto presente e si agita fra una comunità, quella dei grafici, che ha una forte inclinazione egotista. Ma indubbiamente il segno proposto da Vignelli appare molto debole.

Una semplificazione formale, certo uno dei dogmi del modernismo, che qui appare espressione di una modesta e superficiale qualità comunicativa. Soprattutto perché conclama nel suo essere ad ogni costo sigillo un esercizio di autorità, quindi una espressione di separatezza.

Richiama a sé un tutto che è impossibile a farsi, se il segno comunicante non è aperto e disposto ad accogliere gli infiniti umori di una città, come luogo fisico e antropico e come civitas.

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Bicienzo modifica subito il Tricolore ricevuto da Monti a Reggio Emilia….

nuovo tricolore

La copia del Tricolore consegnata da Mario Monti, opportunamente modificata in virtù del nuovo Logo adottato di recente dall’amministrazione comunale di Salerno, sarà quanto prima collocata a Palazzo di Città…

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Natale Straordinario a tutti, by Bicienzo

Buon Natale da tutto lo Staff No Vela

Buon Natale da tutto lo Staff No Vela

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Figlio di una chiancarella a chi? Facebook si rivolta contro Bicienzo

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

Il logo creato dal gruppo Fb Figli delle Chiancarelle

L’Estetica non è una scienza esatta ma…$entiment (leggi)

PENSARE DIFFERENT (LEGGI)

Sono lo tsunami della coscienza salernitana, asfaltata da anni di colate di cemento e di vanità fredda e pseudo artistica a spese dei contribuenti. Di ora in ora ingrossano la loro onda lunga d’indignazione. Sono i quasi tremila “Figli delle Chiancarelle”, gli Union sons of Chiancarelle, come recita il loro Logo sulla pagina del gruppo Facebook (vedi). Sono la meglio gioventù, e non solo, salernitana: molti di loro vivono e lavorano all’estero, la gran parte in città.

Il gruppo nasce venerdì 25 Novembre dopo l’ennesimo soliloquio televisivo del sindaco di Salerno.  Bicienzo ha bollato in modo spregiativo ed offensivo come “figli ed eredi delle Chiancarelle” (guarda il video) tutti coloro che hanno osato non gradire la “cagata pazzesca” del nuovo Brand ideato da Vignelli, operazione costata ai salernitani la bellezza di 200 mila euro…

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Bicienzo e Vignelli: $traordinarioMan l’ammazza crisi brucia 200 mila euro

Il nuovo SuperEroe di Salerno

Il nuovo SuperEroe di Salerno

Il vero significato della S del logo

Il vero significato della S del logo

LA DELIBERA COMUNALE DA 200 MILA EURO (GUARDA)

LOGO, C’ERA GIA’ UN CONCORSO DEL COMUNE CON TANTO DI VINCITORE (PER LUI SOLO 3 MILA EURO)

(Guarda il brand vincitore)

GUNPANIA INTERVISTA L’IGNARO PRIMO CLASSIFICATO (LEGGI)

BICIENZO, L’INTELLETTUALE-BARBONE AL COSPETTO DI VIGNELLI (leggi)

ANCHE L’ORDINE DEI MEDICI S’INCAZZA: FOLLE CONCELLARE “Hippocratica Civitas”

Se il ragionier Ugo si fosse trovato per sbaglio tra i presenti al Teatro Verdi, nel mentre del lungo silenzio d’imbarazzo che ha accolto la prima visione del nuovo Logo di Salerno, avrebbe sommessamente esclamato: “E’ una cagata pazzesca!” E probabilmente si sarebbe beccato 35 minuti d’applausi. No, Fantozzi non c’era ieri sera al Massimo cittadino e nessuno dei presenti ha avuto il coraggio di urlarlo, di pensarlo sì.

Il nuovo Logo, pardòn, Brand, fa più fico, più “mericano”, voluto da Bicienzo I° Lo Straordinario, oltre ad essere una cagata pazzesca, è anche l’ennesimo sperpero di denaro pubblico di questa amministrazione: tutta l’operazione Vignelli costerà ai salernitani 200 mila euro (leggi). Di questi tempi, con il prossimo aumento dell’Iva, il ritorno dell’Ici, il taglio delle pensioni e chissà quale altro cetriolo, nell’Italia prossima alla bancarotta, a Salerno sembra di vivere nel paese dei balocchi, con tanti cittadini allocchi a rimirar le luci milionarie e le favole newyorkesi. Il tutto con una stampa locale compiacente ed obnubilata, salvo poche eccezioni.

Questo nuovo logo inoltre non esprime nessuna identità salernitana, potrebbe infatti andare bene per qualsiasi città dal mondo che inizi con la S e si trovi sul mare. In più domina l’azzurro che non è proprio il colore che contraddistingue la nostra città, magari Napoli.

Il buon Vignelli da par suo, soprattutto quest’anno che c’è stata una grande moria delle vacche, anche in America, ringrazia, elogia Bicienzo sentitamente e porta a casa: per un logo fatto in mezz’ora, una lezioncina di due ore e trasferta a gratis non poteva chiudere di più.

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Crac Amato, che Dio ce la mandi Labonia: Ifil e Esa, intrecci della Libertà

Simone Labonia, presidente Salerno Patrimonio

Simone Labonia, presidente Salerno Patrimonio

Di Angela Cappetta (Corriere della Sera, Salerno)

L’avvocato Simone Labonia, coinvolto nel crac Amato, è accusato di aver incassato dalla società fallita un milione e 16.000 euro per consulenze prestate in due anni e per aver rappresentato la società nei rapporti con le banche.

Il mandato, però, sostiene il pm Vincenzo Senatore, sarebbe avvenuto in forma apocrifa e quindi privo di efficacia. Labonia, 38 anni, che dal 2006 ha ricoperto incarichi di consigliere in varie società creditizie e immobiliari salernitane fino alla recente nomina di amministratore unico della società di cartolarizzazione del Comune di Salerno, nell’ultima proposta di concordato preventivo presentata inutilmente dalla società fallita si è inserito nella lista dei creditori, rappresentato dall’avvocato Rita Ventre….

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Crescent, ecco la sentenza del Tar: i ricorsi presentati troppo tardi

La sentenza del Tar sul Crescent

La sentenza del Tar sul Crescent

MA NON FINISCE QUI! di Pino Vuolo (Leggi)

Fuori tempo massimo: è questo in estrema sintesi il motivo per cui il Tar di Salerno ha giudicato “inammissibili” i ricorsi presentati da Italia Nostra contro il Crescent. Inammissibilità che ha precluso ai giudici “l’esame nel merito delle censure formulate”, dall’associazione ambientalista, sull’autorizzazione paesaggistica e relativo silenzio assenso,sulla vendita senza titolo dell’area demaniale, sul computo di “superficie marina” e di “superficie spiaggia” per le volumetrie del Crescent e sulla mancanza di autorizzazione dell’Autorità di Bacino sul progetto definitivo.

Il “timer”, secondo il Tar, è scattato con l’approvazione da parte della giunta comunale del Pua (Piano Urbanistico attuativo) Cps1 area Santa Teresa avvenuto il 9 settembre del 2008, pubblicato sul Burc il 22 dello stesso mese. Pertanto il primo ricorso di Italia Nostra, presentato il 23 dicembre del 2009, si “palesa tardivo – si legge nella sentenza – perché proposto oltre il termine di 120 giorni”. (leggi sentenza 1, sentenza 2, sentenza 3, sentenza 4)

La tardività del ricorso – continua la sentenza – si riversa irrimediabilmente sull’odierno ricorso e sui relativi motivi aggiunti. Questo perché, quand’anche si ravvisassero i profili di fondatezza delle censure avverso gli atti successivi coi quali si è provveduto, per i singoli aspetti, rimarrebbero sempre nello sfondo i provvedimenti di programmazione costituiti dal Puc (Piano urbanistico comunale, ndr) e dal Pua, sui quali, in considerazione della tardiva impugnazione degli stessi, è precluso l’esame nel merito da parte del giudice”…

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Salerno, Luci d’artista 2051: attesi 20 milioni di turisti per il Cantiere Incantato

Il Re Solae, Bicienzo I° Lo Straordinario

foto montaggio di Beppe Serrelli, tratto da facebook

4 novembre – Programma cittadino Luci d’artista 2051

Ore 10.00 – Inaugurazione della Cappella del Crescent, disegnata dall’ologramma di Bofil. Ostensione pubblica dei sacri resti di Bicienzo I° Lo Straordinario: avanzi accuratamente differenziati, da un pool di esperti di Salerno Pulita, in appositi loculi per l’organico ed il bituminoso. Accensione solenne del Lumino d’artista nella cripta, tutta realizzata in cemento armato purissimo.

Ore 11.00 – Proiezione del nuovo documentario dell’Istituto The Lux  dal titolo “Luci d’artista, 40 anni di palle di Natale ”….(continua)

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Vandali all’assalto di Salerno, Sergio Rizzo: “Salernitani meritate di meglio”

Il nuovo libro denuncia

Il nuovo libro denuncia

Gli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Gli autori Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

“ERA UNA CITTA’ PIU’ BELLA, ORA SEMBRA LAS VEGAS

Gian Antonio Stella (leggi) e Sergio Rizzo (leggi) non hanno  certo bisogno di presentazioni: da anni i loro libri denuncia sui privilegi della Casta e sulla devastazione del territorio italiano sono letti da milioni di cittadini.

Lo scorso mese di luglio Sergio Rizzo, di passaggio a Paestum per presentare l’ultimo lavoro realizzato con Stella, «Vandali- L’assalto alle bellezze d’Italia», ha rilasciato al Corriere del Mezzogiorno, Edizione Napoli, un’intervista davvero interessante , segnalataci da un nostro lettore. A precisa domanda su Salerno come possibile città delle grandi architetture, la risposta del giornalista è stata tombale sulle aspirazioni di “grandeur”, con i soldi dei contribuenti, naturalmente, di chi ci amministra da un ventennio.

«Io penso che i salernitani meritino di meglio – non ha dubbi Sergio Rizzo -. È un posto talmente bello, per esempio guardiamoci intorno ora, nessuno ha queste meraviglie.

Ecco, noi che abbiamo tutto ciò non possiamo permetterci di fare quello che ho visto oggi sul litorale, gli alberghi che sembrano fatti a Las Vegas, oppure scheletri di cemento, i palazzoni di Salerno, allucinanti. A un certo punto uscendo dall’autostrada c’è sulla destra la collina che stanno cementificando completamente, e io mi domando a cosa serva tutto questo, chi ci andrà ad abitare? Case a destra e sinistra con la scritta “vendesi”, che però sono vuote, nessuno se le compra».

Alberghi che sembrano Las Vegas e palazzoni allucinanti, ogni riferimento a Vela e  Crescent non è assolutamente casuale…

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Il Crescent s’è mangiato 4 mila metri quadri di spiaggia e 2 mila di mare

Santa Teresa: - 3.700 mq di spiaggia; -1.700 mq di mare

Santa Teresa: - 3.700 mq di spiaggia; -1.700 mq di mare

DOMANI AL TAR DI SALERNO SI DECIDE NEL MERITO SUI RICORSI DI ITALIA NOSTRA

Era il 20 aprile del 2010 quando pubblicammo la sovrapposizione grafica tra i confini del comparto edificatorio di Santa Teresa, dove sorgerà il Crescent, e la realtà dei luoghi (vedi). Era evidente, anche ad un orbo, che parte della superficie interessata riguardava la spiaggia e addirittura il mare. Allora non eravamo in grado di calcolare precisamente i metri quadri: oggi sì, grazie ai periti dell’associazione ambientalista Italia Nostra secondo cui sarebbero state computate, ai fini dell’edificazione del mastodontico condominio per miliardari, 3.700 metri quadri di spiaggia e ben 1.700 metri quadri di mare.

Nel diritto urbanistico mare e spiaggia non possono tramutarsi in diritti edificatori. Il Comune di Salerno l’ha fatto: Bicienzo I° Lo Straordinario può tutto!

Su questo punto, inserito in un ulteriore ricorso presentato da Italia Nostra, sul progetto relativo al Pua Santa Teresa e sul bando per la cessione dei diritti a costruire, domani 20 ottobre al Tar si entrerà finalmente nel merito. I giudici amministrativi ascolteranno gli avvocati delle parti e saranno chiamati a giungere ad una decisione. Inoltre dovranno esprimersi anche sulla richiesta di sospensione dei lavori del Crescent avanzata sempre da Italia Nostra. Insomma si prevede una mattinata di fuoco.

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Bicienzo e Vignelli, facce da Logo II: ecco l’Ippopezzotto per il Salerno

Bozzetto del nuovo logo del Salerno Calcio

Bozzetto del nuovo logo del Salerno Calcio

Dopo il bozzetto del nuovo logo del Comune (vedi), Bicienzo I° Lo Straordinario ed il designer planetario Massimo Vignelli si sono cimentati in un’altra impresa grafica, la nuova immagine del Salerno Calcio, la municipalizzata che si occupa da un paio di mesi di intrattenere i tifosi della fu Salernitana la domenica pomeriggio.

E’ bastato recuperare lo scudetto della gloriosa Steaua Bucarest, squadra tanto cara al “collega” Ceausescu, il cavalluccio disegnato dai bambini dell’Istituto Comprensivo Statale “Antonio Gramsci” di Lodi (vedi), primo caso di plagio infantile, e il luogo simbolo della Salerno del 2051, la spianata di Piazza della Libertà su cui si staglierà il mastodontico Crescent, il condominio che finalmente  darà a questa città una vera identità!

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Pontili della Libertà: il Tar accoglie i ricorsi dei ribelli di Santa Teresa

Antonio Annunziata e Vincenzo De Luca

Antonio Annunziata e Vincenzo De Luca

Panoramica posti barca Santa Teresa

Panoramica posti barca Santa Teresa

TUTTA L’INCHIESTA DEL NO VELA SUI PONTILI DELLA LIBERTA’ (leggi)

Il Tar di Salerno ha accolto nel merito  i ricorsi dei “ribelli di Santa Teresa”,  ovvero delle 11 imprese concessionarie di pontili che operano tra il Molo Manfredi ed il costruendo porto di Santa Teresa (quello che noi abbiamo definito ironicamente il Porto della Libertà e che in futuro sarebbe dovuto diventare Marina di Salerno!).

Ne esce con le ossa rotte l’Autorità portuale che invece avevo stabilito, con la delibera 196 a firma del Presidente Annunziata, solo una proroga tecnica di un anno per le imprese in scadenza di concessione. I ribelli di Santa Teresa, difesi dagli avvocati Lentini, Brancaccio, Di Lieto e Fortunato, Peroncini e Bove contestavano a ragione il mancato rinnovo fino al 2015, termine previsto  dalla legge 25/2010, varata dal parlamento italiano per rinviare l’introduzione della normativa europea Bolkenstein che pone come limite il 2009 per porre a bando pubblico le aggiudicazioni delle concessioni.

Secondo i legali dei ricorrenti l’Autorità portuale di Salerno si è posta al di sopra della legge. E questo aveva portato proprio l’avvocato Brancaccio, durante la discussione tenutasi a luglio, a definire “eversiva” la linea difensiva dell’Authority.

Sullo sfondo della vicenda amministrativa è bene ricordare che mentre da una parte  l’Autorità portuale concedeva ad alcuni solo proroghe tecniche di un anno, dall’altra si era impegnata a prolungare le concessioni nell’area di Santa Teresa fino al 2025 esclusivamente alle imprese Gatto e Nautica Sud.

Questo impegno è stato formalizzato in un protocollo d’intesa “aggiuntivo” ad un protocollo già stipulato nel 2008, il tutto inserito all’interno di una delibera di giunta comunale relativa ai lavori di Piazza della Libertà. Il prolungamento per Gatto e Nautica Sud fino al 2025 andrebbe un tantino oltre i termini stabiliti dalla Direttiva europea Bolkenstein (2009) e della legge italiana (2015)

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San Matteo 2051: addio Duomo! La processione si sposta al Crescent

La processione di San Matteo nel 2051

La processione di San Matteo nel 2051

Salerno, 21 settembre 2051

Programma comunale festeggiamenti del Santo Padrone della città

Ore 10.00 - 35esima inaugurazione della Cittadella Giudiziaria: completato a grezzo quarto e  quinto piano del secondo edificio. Posa scrivanie primo edificio e prima mattonella dei bagni della terza palazzina.

Ore 11.00 – Conferenza stampa di presentazione del 15esimo modello di plastico  della Vela e dei rendering inediti di Porta Ovest,  Porta Est e Nuovo palazzetto dello Sport

Proiezione del documentario dell’Istituto The Lux  dal titolo “Salerno giovane città dell’architettura Eterna incompiuta”.

Ore 12.00 – Presentazione Puaf (piano urbanistico attuativo, forse) Casa Meveza, Casa Musso e Puorc e Casa Babà

Ore 13.00 – Pausa pranzo

Ore 14.00: Telegiornale di Delira Tv a reti unificate in tutti i bar, le scommettitorie e sale bingo della città…

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Massacro platani S.Teresa, Scanniello fa outing:Vergogna decisa dal sindaco

Biagio Scanniello, ex Capo verde pubblico Salerno

Biagio Scanniello, ex Capo verde pubblico Salerno

Il post di Scanniello sul massacro dei platani

Il post di Scanniello sul massacro dei platani

GUARDA LA MATTANZA DEI PLATANI (FOTO)

A distanza di oltre un anno dalla mattanza dei 5 platani secolari di Santa Teresa, l’ex responsabile del verde pubblico del Comune di Salerno, vinto probabilmente dal rimorso, è intervenuto sul No Vela, rispondendo ad un articolo pubblicato dall’architetto Malangone sul quotidiano La città dal titolo “Il vecchio Jack? Un sentimentale (leggi articolo). Scanniello, nel suo post, precisa che la “mattanza fu decisa dal Mega sindaco De Luca” (Bicienzo ‘a cementa, ndr) e che l’uso dei tronchi, posizionati al parco del Mercatello, come macabri giochi per bambini, va interpretato quale “monito e una segnalazione di vergogna di una Città che continua a badare di più alle apparenze piuttosto che alla sostanza dei fatti”.

Significativo anche il passaggio in cui Biagio Scanniello, come noi abbiamo sempre sostenuto, chiarisce che “i platani di Via Alvarez potevano e dovevano trovare ospitalità nel progetto del grande e ben pagato architetto che lo ha elaborato, dall’alto della sua scienza sarebbe stato accettato e giustificato, un dipendente comunale, maltrattato, vessato e mal pagato, obbedisce per Statuto e per legge a ciò che gli viene richiesto di fare. Io questo modo di fare del Sindaco non l’ho condiviso e per me è stato motivo di conflitto e di scontro che ho pagato”.

Dispiace che solo oggi, a platani massacrati, Scanniello abbia trovato il coraggio di raccontare la verità, mentre allora, quando gli operai segavano quelle inermi creature della natura, non fece nulla per impedire la loro mattanza, anzi!

“God save Salerno” da tutta questa devastazione ambientale!

Questa la controreplica dell’architetto Malangone:

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Ferragosto 2011 a Santa Teresa: ammucchiati in riva al chiavicone

Ferragosto 2011 in quel che resta di Santa Teresa

Ferragosto 2011 in quel che resta di Santa Teresa

Gunpania, Rall’ N’ Facc’ Abbasc’ a’ Rena (guarda video)

Ferragosto 2011 in quel che resta della povera spiaggia di Santa Teresa…una lingua di sabbia affollata di bagnanti (turisti?): a chi gli appartamenti da mille e una notte al Crescent e a chi un lembo di arenile tra scoli di chiavicone, topi morti e mare verde fogna…

Questa è la Salerno turistica, questa è la Salerno europea, questa è la Salerno della solidarietà.

Grazie Bicienzo, grazie a nome di tutti quelli  che hanno trascorso il Ferragosto a Santa Teresa, Salerno, Europa!  Anche loro, avessero avuto qualche euro in più in tasca, novelli Robinson si sarebbero abbandonati in altri lidi.

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Crescent, la “folgorazione” del prof Irace: un danno all’immagine di Salerno

Il professore Irace neo No Crescent

Il professore Irace neo No Crescent

La "folgorazione" di Irace

La "folgorazione" di Irace

“Opera esausta ed anacronistica” (leggi l’articolo del Corriere)

La macchina della propaganda pro Crescent perde un pezzo da novanta, uno dei massimi apostoli della santificazione mediatica del condominio per miliardari a sponda mare. Fulvio Irace, Eccellentissimo Professore al Politecnico di Milano (leggi), era la punta di spicco nel mondo accademico (per la verità l’unico) capace in passato di spendere parole d’elogio “disinteressate” sulla cementificazione selvaggia che sta devastando l’area di Santa Teresa.

Questo fino a ieri, ovvero fino alla sua improvvisa quanto fulminea folgorazione.

La “conversione” dell’Eccellentissimo Irace  è un evento descritto nei sacri testi del Corriere del Mezzogiorno (leggi): «Fulvio (Coordinatore del Comitato scientifico del nascituro archivio dell’architettura contemporanea nella Torretta Est del Crescent), sempre fremente minaccia e strage contro gli ambientalisti “in errore”, si presentò al sommo sacerdote, De Lux, e gli chiese le carte (la delibera di giunta 630 del 2009), al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Piazza della Cementità  uomini e donne, seguaci della dottrina del verde, che avesse trovati.

E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Salerno, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Fulvio, Fulvio, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei?». E la voce: «Io sono Santa Teresa, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella costruenda piazza  e ti sarà detto ciò che devi fare».

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Per Legambiente il Crescent resta sempre il Monstrum di Santa Teresa

Rapporto sullo stato delle coste

Rapporto sullo stato delle coste

Rendering del Crescent

Rendering del Crescent

RAPPORTO MARE MONSTRUM 2011 (LEGGI)

Il Crescent, l’Eco-Ego Mostro di Santa Teresa, fa tris e per il terzo anno consecutivo finisce nel rapporto annuale di Legambiente, Mare Monstrum 2011, che fotografa lo stato di cementificazione delle coste italiane. A Sua Cementità Legambiente dedica un intero paragrafo dal titolo emblematico: Il Crescent, il tempio del sindaco di Salerno.

“Un gigantesco complesso semicircolare lungo 215 metri – si legge a pagina 50 nel rapporto di quest’anno - con una superficie residenziale di circa 14.800 metri quadrati e 90 mila metri cubi di volume (quasi tre volte il famigerato Fuenti, vedi foto, demolito qualche anno fa), adibito per lo più ad abitazioni private di pregio attorno a una piazza di 27 mila metri quadrati”.

Mare Monstrum 2011 ripercorre tutta la vicenda Crescent: “La Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta per abuso d’ufficio a carico dello stesso sindaco, dell’ex Soprintendente e del direttore del settore opere pubbliche del Comune. L’inchiesta penale, per la quale la Procura ha chiesto una proroga di sei mesi, nasce da un esposto presentato nel 2009 dal Comitato No Crescent, il quale contesta l’intera procedura seguita: dall’acquisizione dell’area demaniale alle anomalie della valutazione paesaggistica. In particolare, il Comitato ha sollevato dubbi sulla regolarità delle fotografie del progetto presentate dal Comune alla Soprintendenza, giudicate ingannevoli rispetto al reale impatto dell’opera, e sul silenzio-assenso della stessa Soprintendenza, motivato con la scarsa produttività “a causa della pausa del mese di agosto”.

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Il valzer del Jolly Hotel: Chechile si riprende una parte dell’ex albergo

Abbatimento Jolly Hotel

Abbatimento Jolly Hotel

I resti del Jolly

I resti del Jolly

FOTOGALLERY ABBATTIMENTO EX JOLLY HOTEL (guarda)

Lassie Come Home torna a casa Lassie, pardòn, il Jolly Hotel. Dopo aver percorso centinaia di chilometri su e giù nell’italica penisola (da Salerno a Milano, via Battipaglia) nei vari cambi di proprietà che si sono susseguiti dal 2007 a oggi, l’ex albergone del Lungomare torna alla casa madre, ovvero torna in parte di proprietà dell’imprenditore costruttore Rocco Chechile, che aveva avviato il valzer quattro anni fa.

Da Immobiliare Panoramica srl (passando per Salid spa e Sist srl) a Nuova Immobiliare Panoramica srl che ha acquisito l’11% della proprietà di Sviluppo Immobiliare Santa Teresa (capitale sociale di 10 mila euro) il 27 gennaio di quest’anno.  Nuova Immobiliare Panoramica ha fatto sua la quota di Gestifin Spa, società di servizi amministrativi il cui amministratore unico è quel Maurizio Nicola Dattilo già amministratore unico di Sist.

La Sist di Milano, attuale proprietaria del fu Jolly hotel e quindi di una parte del futuro Crescent, appartiene per il 49% alla Fondazione Cassa di risparmio in Bologna, tra i cui 90 soci, oltre a Prodi, ed altri illustri esponenti della sinistra, c’è anche l’avvocato Pittalis Gualtiero che difendeva Cogefer nei ricorsi per l’aggiudicazione dei diritti edificatori del Crescent;

Un altro 40% è della fiduciaria Spafid srl, controllata da Mediobanca al 100%;

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“Il Fatto” e “La Stampa”:Crescent, indagati De Luca, Zampino e Criscuolo

Duetto Crescent

Duetto Crescent

Rendering "inedito" del Crescent

Rendering del Condominio Crescent

IL FATTO QUOTIDIANO: SALERNO, INDAGATO IL SINDACO DE LUCA PER L’ECOMOSTRO (Leggi l’articolo)

LA STAMPA DI TORINO: IL SINDACO DE LUCA INDAGATO PER  IL MOSTRO DI CEMENTO SUL MARE (leggi l’articolo)

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Un anno fa la mattanza dei 5 platani secolari, Legambiente: Una vergogna!

Prima della "cura" De Luca

Prima della "cura" De Luca

Dopo la "cura" De Luca

Dopo la "cura" De Luca

Il massacro di un anno fa (guarda)

Esattamente un anno fa terminarono i lavori di taglio e abbattimento dei platani secolari di via Alvarez ad opera degli operai del Comune di Salerno. L’intervento, organizzato poche ore prima per evitare una
fuga di notizie  ed in seguito ad alcune nostre iniziative e sit-in di sensibilizzazione condivisi con altre associazioni e tanti singoli cittadini, rientrava nell’ambito dei lavori per la realizzazione di Piazza della Libertà.
Continuiamo a ribadire che è stata una scelta prima culturale e poi tecnica dell’Amministrazione comunale che non ha voluto accogliere la nostra richiesta di integrazione degli alberi nel progetto di riqualificazione dell’area di Santa Teresa…

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La Procura si muove: aperta inchiesta sui Pontili della Libertà a Santa Teresa

Il futuro porto della Libertà a Santa Teresa

Il futuro porto della Libertà a Santa Teresa

IL CORRIERE: CONCESSIONI PER I PONTILI, LA PROCURA APRE INCHIESTA (Legge l’articolo)

I Pontili della Libertà finiscono nel mirino della Procura di Salerno con l’apertura di un’indagine su quanto sta accadendo giù a Santa Teresa, nel costruendo Porto della Libertà. Il caso sollevato dall’inchiesta giornalistica del No Vela e del Corriere del Mezzogiorno è arrivato direttamente sulla scrivania del procuratore capo Franco Roberti. C’è il sospetto che qualche reato contro la pubblica amministrazione sia stato commesso, e non solo.

L’inchiesta della procura di Salerno mira a fare luce su come stiano davvero le cose laggiù. Il fascicolo è stato aperto 48 ore fa. A finire sotto la lente è l’ intesa stipulata tra il Comune e l’Autorità portuale di Salerno, all’interno dei lavori della costruenda Piazza della Libertà. Grazie a quell’accordo sono state rinnovate dall’Autorità portuale, fino al 2025, le concessioni solo a due società: Nautica sud e cantiere Gatto.

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I pontili di Santa Teresa fanno sbottare Annunziata: “Voi mi volete far sparare”

La nota di oggi del Corriere del Mezzogiorno

La nota di oggi del Corriere del Mezzogiorno

Antonio Annunziata e Vincenzo De Luca

Andrea Annunziata e Vincenzo De Luca

LA NOTA DEL CORRIERE IN RISPOSTA AD ANNUNZIATA (LEGGI)

“Voi mi volete far sparare, così dopo indagate su chi è stato”. Capita di sentire anche questo quando un giornalista non fa altro che il proprio mestiere, cane da guardia e non cane da compagnia della politica. Capita di subire un’aggressione verbale davvero sgarbata e fuori stile per aver posto una domanda legittima su una questione vera, quella relativa alle concessioni demaniali per i pontili giù a Santa Teresa, dove pezzo pezzo si sta costruendo il nuovo” porto turistico delle libertà”.

Presidente Annunziata, mi scusi, ha qualcosa da dichiarare sulla vicenda dei prolungamenti delle concessioni, sui 9 ricorsi al Tar delle imprese che hanno ottenuto la proroga solo fino al 2011?

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Frank Gehry termovalorizza il sindaco: “A Salerno servivo solo da richiamo”

La riviste di tendenza Flair

Intervista a Gehry sul numero di febbraio 2011

Incontro a Los Angeles tra Gehry e De Luca

Incontro a Los Angeles tra Gehry e De Luca

E’ sicuramente uno dei geni contemporanei dell’architettura, uno che si è divertito a progettare davvero di tutto, anche le cose più assurde, surreali: città-fumetto, musei-barche a vela, ma anche coppe di basket. Insomma divertendosi (come quando è stato “guest star” in una puntata dei Simpson) si è spinto oltre i confini dell’architettura e della creatività: “Perché devo dare sostanza ai miei sogni”.

Eppure il canadese Frank Owen Goldenberg, al secolo Frank O. Gehry, classe ’29, (leggi biografia) architetto che appallottola fogli A4 e li trasforma in musei, non ha digerito ancora la “brutta figura” rimediata con Salerno quando il sindaco De Luca, a marzo del 2008, andò a trovarlo addirittura a Los Angeles, in missione ufficiale pagata dai contribuenti salernitani (leggi nota del Comune) per chiedergli, in piena trans da propaganda, di realizzare il futuro termovalorizzatore del capoluogo .

A quel sogno però Gehry, per quanto interessato, non è riuscito a dare sostanza e anzi quell’episodio proprio non è andato giù al “genio” di Toronto che, a distanza di ben tre anni, torna su quella vicenda in un passaggio dell’intervista rilasciata a febbraio 2011 alla rivista Flair della Mondadori (mensile femminile di target alto con originali servizi di attualità, moda e bellezza, di straordinario impatto visivo e forte contenuto giornalistico). A Gehry continua a dare fastidio che sia stato usato  il suo nome esclusivamente come “richiamo”

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Spunta “Ormeggi Piazza Liberà srl”: posti barca a S. Teresa fino al 2025

Nuovo porto Santa Teresa

Nuovo porto Santa Teresa

NAUTICA SUD HA CEDUTO IN FITTO LA SUA CONCESSIONE DEMANIALE PER 130 MILA EURO L’ANNO AD UNA NUOVA IMPRESA NATA APPENA 7 MESI FA.

IL 17 FEBBRAIO AL TAR I PRIMI 5 RICORSI DEI 9 RIBELLI DI SANTA TERESA A CUI L’AUTORITA’ PORTUALE HA CONCESSO SOLO UNA PROROGA TECNICA FINO AL 2011

LEGGI ARTICOLO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 11/02/2011

Se per nove imprese salernitane di ormeggi (i ribelli di Santa Teresa) oltre il 2011 è in serio pericolo il futuro nel porto della Libertà (quando scadrà l’anomala proroga tecnica di un anno concessa dall’Autorità portuale e impugnata da tutti al Tar), c’è qualcuno, appena arrivato, che può brindare beatamente ad un domani roseo, nella nuova marina di Santa Teresa, almeno fino al 2025.

Stiamo parlando della neonata “Ormeggi piazza libertà srl”, società da 10 mila euro di capitale sociale costituita appena otto mesi fa, a maggio 2010. La sede legale è a Salerno e l’amministratore unico, nonché socio di maggioranza con il 66% delle quote, è Giovanni Pezza di Cava de’ Tirreni (capitale sociale versato 1.650 euro). Socio dell’azienda, con il 34% delle quote ed un capitale sociale versato di 850 euro, è un altro cavese: Pasquale Adinolfi.

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Porto della Libertà, a Santa Teresa c’è in gioco il business dei posti barca

Ormeggi d'oro a Santa Teresa

Ormeggi d'oro a Santa Teresa

Nuovo porto Santa Teresa

Nuovo porto Santa Teresa

ANCHE IL CORRIERE PUNTA I RIFLETTORI SU SANTA TERESA (Guarda la prima Pagina di oggi 09/02/2011)

Prologo: sulla base della “direttiva europea Bolkenstein” del 2006 sulla concorrenza, l’Italia deve abolire il ” diritto d’insistenza”, cioè abolire i rinnovi automatici di concessioni demaniali sempre agli stessi affidatari, pratica che già sollevò nel 2006 le perplessità del Garante per la concorrenza. E dovrà ( sotto minaccia di sanzioni ) mettere all’asta, alla scadenza, le concessioni demaniali. Il Governo è riuscito a strappare solo un rinvio al 2015. Le concessioni in scadenza non si possono prolungare oltre questa data, poi tutti all’asta pubblica!

RINNOVATE FINO AL 2025 SOLO AI CANTIERI GATTO E NAUTICA SUD LE CONCESSIONI PER GLI ORMEGGI: ALLA FACCIA DELLA BOLKENSTEIN, ALLA FACCIA DELL’EUROPA!!! AGLI ALTRI CONCESSIONE PROROGATA SOLO PER IL 2011

Continuano le grandi manovre a Santa Teresa, dove sta prendendo forma, oltre a piazza della Cementità, anche il futuro porto della Libertà. Libertà di infischiarsene allegramente di quanto l’Europa, tanto amata ed evocata dal nostro Mega Sindaco, ci impone di attuare.  E così il Comune, in accordo con l’Autorità portuale, ha rinnovato fino al 2025 la concessione per gli ormeggi soltanto a due società —­la Nautica Sud e Cantiere Gatto, tagliando fuori le altre imprese e coperative che operano in regime di concessione demaniale a Santa Teresa. In ballo c’è il business dei posti barca nel nuovo porto che farà da contorno alla piazza più bella del mondo ed al condominio per miliardari più esclusivo dell’universo,  per bacco. Insomma un mega affare per chi potrà gestirlo.

I restanti gestori di pontili da ormeggio, rimasti fuori dall’accordo tra I Fantastici 4 di Santa Teresa (Comune, Autorità portuale, Gatto e Nautica Sud), non ci stanno però a fare la parte dell’agnello sacrificale ed hanno già avviato le procedure per i ricorsi al Tar e alla magistratura ordinaria: obiettivo, fare chiarezza su quanto sta accadendo giù nelle acque di Santa Teresa. A loro infatti le concessioni scadute sono state rinnovate solo per tutto il 2011, di fatto applicando da subito la direttiva Bolkenstein, senza neanche arrivare al fatidico 2015. Insomma “a chi figlio e a chi figliastro”, verrebbe da dire.

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La Crescent srl al riparo dai 5 ricorsi pendenti! Il Comune gioca d’azzardo

palazzo di citta

Palazzo di città

Un Crescent di soldi

Un Crescent di soldi

“Do me in aleam”, il Comune di Salerno si rimette al caso, alla sorte, al destino giudiziario, dei vari ricorsi che pendono al Tar ed al tribunale civile, nella vendita dei suoli del Crescent. E’ quanto emerge dall’approvazione del contratto di compravendita approvato dalla giunta lo scorso 10 dicembre: con la delibera 1347 si regola infatti il passaggio dei terreni dall’Ente pubblico alla Crescent srl del trio Rainone (in gara anche per il Termovalorizzatore), Favellato e Ritonnaro.  In realtà un primo schema di contratto era stato già approvato il 12 novembre con la delibera 1236, ma la Crescent Srl, amministrata dal giovane e rampante imprenditore Eugenio Rainone, aveva richiesto lo scorso 7 dicembre delle integrazioni, accolte dalla giunta.

Do me in aleam, dicevamo: l’alea in capo al pubblico interesse sta tutta nell’articolo 2 relativo alle pattuizione collegate al contratto di compravendita. E nello specifico si trova nel paragrafo F (leggi documento 1, leggi documento 2) che stabilisce una dettagliata clausola di risoluzione del contratto che tutela l’investimento di quasi 15 milioni di euro, fatto dalla Crescent srl per acquistare i suoli, e gli ulteriori costi dei lavori posti in esecuzione.

L’alea è dato dall’esito di una pluralità di giudizi pendenti e collegati al Crescent. Al Tar di Salerno ci sono i due di Italia Nostra, quello del No Crescent e quello della Cogefer. Quest’ultimo, sebbene l’impresa emiliana non abbia ottenuto la sospensiva della vendita dei diritti edificatori dal Consiglio di Stato,  nel merito va avanti e potrebbe anche dar ragione ai primi aggiudicatari dell’asta indetta dal Comune,  ovvero coloro che avevano fatto l’offerta economica più alta.

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Crescent ingombrante ma ineluttabile! Miccio: povera spiaggia Santa Teresa

Spiaggia Santa Teresa 2011

Spiaggia Santa Teresa 2011 Dc (dopo Crescent)

Spiaggia Santa Teresa 2009

Spiaggia Santa Teresa 2009 Ac (Ante Cresecent)

Ingombrante e ineluttabile! E’ questo in sintesi estrema il senso dell’incontro che si è avuto questo pomeriggio in Sovrintendenza tra Gennaro Miccio e Lella di Leo di Italia Nostra.  Al termine di oltre un’ora di “cortese” faccia a faccia tra il Sovrintendente e la responsabile dell’associazione ambientalista si è arrivati all’amara costatazione che il Crescent, per quanto “ingombrante”, ormai sembri diventato anche ineluttabile. Il sovrintendente ha aggiornato Italia Nostra sul risultato dell’indagine ministeriale condotta sulla procedura relativa al mega condominio sponda mare: secondo gli ispettori mandati da Roma la procedura sarebbe corretta. Lella Di Leo ha chiesto di poter comunque accedere alla relazione per esaminarla nel dettaglio.

Italia Nostra confida nel ricorso pendente dinanzi al Tar di Salerno, ricorso che purtroppo è stato rinviato a dopo le elezioni comunali, nonostante l’associazione avesse ottenuto dai giudici l’istanza di prelievo per anticipare a febbraio la fissazione dell’udienza per una decisione nel merito.

Durante l’incontro il Sovrintendente Miccio, oltre a ribadire le sue perplessità sulla dimensione del Crescent, ha anche amaramente evidenziato “la gravità della perdita di buona parte della spiaggia di Santa Teresa”.

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“Altezze massimo di 11 metri”: il Ptcp ostacola il Crescent e blocca la Vela

Frontale Piazza della Concordia

Frontale Piazza della Concordia

Rendering Crescent Salerno 8

La misura è tratta: 11 metri. Il Ptcp adottato dalla giunta provinciale tiene fede agli impegni presi dal presidente Cirielli sia in campagna elettorale (ascolta l’audio intervista) che dopo (guarda la video intervista, leggi l’articolo). La misura è contenuta nell’articolo 79 del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento provinciale relativo agli insediamenti recenti e si aggancia alla normativa antisismica. E’ prevista la possibilità di deroghe da parte dei Comuni ma non per quanto riguarda le aree con vincolo paesaggistico in cui gli 11 metri sono tassativi. Se per la Vela l’articolo 79 è praticamente tombale, per il Crescent molto dipenderà dalla data di pubblicazione sul Burc della Regione Campania. Solo dopo la pubblicazione scatteranno le norme di salvaguardia che a quel punto potrebbero ostacolare anche la realizzazione del Crescent. Il condizionale è d’obbligo poiché essendo stato già acquisito dalla società Crescent srl (Raionone, Favellato Ritonnaro) il titolo a costruire il mega condominio, l’articolo 79 potrebbe non avere effetto. Naturalmente la questione è in punta di diritto e non sono da escludere nuovi ricorsi amministrativi.

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Savona avverte Salerno: “Il Crescent è brutto senza speranza”

Crescent Savona, foto Pugno (Secolo XIX)

Crescent Savona, foto Pugno (Secolo XIX)

La vela di Savona sempre di Bofill

La vela di Savona sempre di Bofill

VISTA PANORAMICA SU ECOMOSTRO

di Valeria Rossi (leggi l’articolo)

Loro stanno peggio di noi! A loro Bofill ha già lasciato un doppio sfregio indelebile, da loro il cemento è tratto. Loro sono gli abitanti di Savona, 62 mila anime, città della costa ligure folgorata sulla strada delle archistar non meno di noi. E sicuramente prima di noi, visto che qui si combatte ancora. Loro sono avanti, sono la rappresentazione vivente del nostro peggior futuro. Loro hanno già la Vela, ribattezzato “il box doccia di Godzilla”, ed il Crescent, “il ferro di cavallo del cavallo di Godzilla”. Loro non conoscono Salerno, ma se leggete le loro cronache, alla fine non riuscirete più a distinguere di quale città si stia parlando.  L’articolo tratto da www.savonaeponente.com, realizzato dalla giornalista blogger Valeria Rossi, è come un disperato S.O.S lanciato dal futuro…: “E’ brutto senza speranza, brutto senza attenuanti, brutto per qualsiasi senso estetico, per qualsiasi occhio umano, per chiunque non voglia raccontar balle a se stesso o agli altri”. Questa l’ardua sentenza dei posteri di Savona!

Citazione 1

“Vi piace il Crescent, nell’insieme?
…. ecco, qui la risposta non si può scrivere.
Bisognerebbe disegnarla. O aver fatto delle foto. Perché le risposte me le hanno date
tutti a occhiate, espressioni, storcimenti di naso, scuotimenti di testa. Impagabili, bellissimi ma anche indescrivibili. Peccato. La prossima volta, invece del notes, mi porto la videocamera.
Una risposta “parlata”, in realtà, c’è stata. Una sola, una signora che ci ha pensato su un  attimo e poi ha detto:  “Non sarebbe neanche bruttissimo, se fosse un ospedale”.
E a pensarci bene, ha ragione: un po’ lo sembra”.

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Crescent e Vela, tesi di laurea sul “caso Salerno” anche allo IUAV di Venezia

Il frontespizio della tesi

Il frontespizio della tesi

La neo dottoressa Elisa Padovan

La neo dottoressa Elisa Padovan

Dopo l’università di Marsiglia (leggi), è la volta di Venezia. Arriva dallo IUAV, (Istituto Universitario Architettura di Venezia) un gradito regalo di compleanno al No Vela (lo scorso 11 dicembre abbiamo spento la nostra prima candelina), per la seconda volta oggetto di attenzione accademica. Elisa Padovan, giovane studentessa di Venezia, si è da poco laureata con una tesi sulle “Archistar e i processi di trasformazione urbana in Italia”. Le neo dottoressa in Scienze della Pianificazione Urbanistica ha incentrato la sua analisi su tre casi studi: Torino, Savona e Salerno.

Nel capitolo relativo alla nostra città (leggi il capitolo), vengono analizzati gli ultimi 21 anni di scelte amministrative: ovvero dal 1989, quando l’allora sindaco Giordano diede incarico all’architetto Oriol Bohigas di realizzare il nuovo Piano Regolatore, ad oggi, ovvero a Puc approvato (Piano urbanistico Comunale) e in piena trasformazione da Archistar. Al centro dell’analisi i due mega progetti di Bofill, il Crescent e la Vela con tutte le polemiche annesse tra il massiccio fronte del No e la linea senza ripensamenti del sindaco De Luca. La ricostruzione dei fatti è analitica, terza rispetto all’operato dei protagonisti in campo che la dottoressa Padovan indica nel Comune di Salerno, la Sovrintendenza, le archistar Bohigas e Bofill, i Comitati No Crescent e No Vela.

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Crescent srl: soldi anche dal Banco di Napoli! Il mutuo totale è di 68 milioni

In giallo l'area Sist, in rosso l'area Crescent srl, in azzurro area del demanio

In giallo l'area Sist, in rosso l'area Crescent srl, in azzurro area del demanio

plan 5 2009 Immagine-web

le tre zone del crescent

Soldo chiama soldo e così nell’operazione immobiliare “monstre” del Crescent entra in gioco anche il Banco di Napoli, dopo l’ok iniziale del Monte dei Paschi ed il successivo sì della Banca Nazionale del Lavoro. Il fabbisogno finanziario dell’intero Ego-Eco Mostro di Santa Teresa è fissato in 68 milioni di euro (68, ‘a Zuppa cotta nella tombola napoletana!). Tanto garantiranno le tre banche come mutuo edilizio per permettere alla neonata Crescent srl di costruire la sua parte di palazzone, ovvero i quattro quinti.

Per il momento però l’Ati Rainone-Ritonnaro-Favellato potrà usufruire solo, si fa per dire, di 45 milioni, che finanzieranno i lavori nell’area acquisita dal trio con il bando (vedi grafico, area rossa). C’è infatti un’area del futuro Crescent, uno spicchio ad Ovest, che non è stata ancora sdemanializzata dal Comune (vedi grafico). Soltanto quando anche questo spigolo occidentale del mega Condominio diventerà di effettiva proprietà della Crescent srl, si arriverà alla somma di 68 milioni di euro.

Nello specifico il mutuo di 45 milioni è così ripartito tra i tre istituti di credito: la capofila è il Monte dei Paschi con 23 milioni (non 10 come abbiamo scritto in precedenza, ndr), segue il Banco di Napoli con 13 milioni, chiude la Banca Nazionale del Lavoro con 9 milioni! Tutte è tre le banche hanno dato l’ok all’operazione.

La Crescent srl stima in circa 103 milioni il valore di vendita commerciale della sua parte: gli appartamenti, di 100 metri quadri ciascuno, saranno immessi sul mercato da un minimo di 6 mila euro al metro quadro (i piani bassi), ad un massimo di 10 mila (per i nuovi Briatore di Salerno). Da piazzare ci sono anche i numerosi locali commerciali a piano terra!

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Fatto a pezzi anche il sesto platano di Santa Teresa a via Porto

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“Missione compiuta Generale!!! Missione compiuta, Signor sì! Anche l’ultimo pericoloso platano sovversivo è stato abbattuto! L’infame, scampato  alla prima mattanza di aprile, continuava ad ostacolare il progresso! Ha fatto la fine che si meritava: kaput!!! Passo e chiudo!”.

E così anche l’ultimo platano di Santa Teresa è stato segato perché d’intralcio alla costruenda nuova Salerno. Il sesto, quello che si trovava lungo via Porto (foto 1, foto 2), da ieri pomeriggio non c’è più, fatto a pezzi senza pietà dagli operai della ditta incaricata dal Comune. (foto 1, foto 2, foto 3) Di lì dovrà passare la nuova strada prevista dal progetto Porta Ovest, di lì dovrà passare la nuova via d’accesso monumentale al Crescent. Naturalmente diranno che era vecchio, naturalmente diranno che era malato, naturalmente diranno che non era certo una palma! Naturalmente diranno che era pericoloso e che poteva causare incidenti stradali visto la sua prossimità alla strada. Naturalmente potranno dire quello che vorranno: per noi è solo un altro spietato oltraggio nei confronti della natura.  Nella città giardino incantato, per gli alberi veri la vita è un incubo!!!

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Via Leucosia: la procura si muove! Aperta inchiesta sul caso Miramare

Miramare SalernoHPIM4114Poniamo fine a questa inutile discussione leggendovi il testo della denuncia che abbiamo presentato al Procuratore Generale della Repubblica di Salerno! Oggetto: Demanio marittimo salernitano! Richieste dei cittadini di Mercatello, etc etc etc”. Si erano lasciati pressappoco così,  lo scorso 14 luglio, al termine di due ore di confronto a Palazzo di Città, i rappresentanti di Via Leucosia ed Alberto Di Lorenzo, (Staff Sindaco), gli attuali proprietari del Miramare (i Serritiello) ed il responsabile dell’Ufficio Demanio del Comune, l’architetto Guerra.

Quattro mesi  dopo la procura di Salerno ha aperto un’inchiesta prendendo in seria considerazione proprio i fatti riportati in quella denuncia. Gli uomini della procura si sono recati nei giorni scorsi presso l’Ufficio del Demanio ed hanno acquisito una serie di documenti utili alle indagini.

Il dossier  (leggi: pag 1, pag 2, pag 3),  presentato lo scorso luglio dai residenti di Via Leucosia alla procura di Salerno, ricostruisce in modo analitico ciò che è accaduto negli ultimi 14 anni su quel tratto di spiaggia salernitana: si è passati da un’ordinanza comunale di abbattimento delle opere abusive realizzate dal Miramare, datata 31 ottobre 1996, a firma del Sindaco Vincenzo De Luca, ad una delibera di giunta, la 541 del 7 maggio 2010, in cui si accoglie la richiesta degli attuali proprietari di interventi edilizi sull’immobile Miramare. Il tutto mentre al Tar andava perento, per colpa del Comune, il ricorso per l’abbattimento delle opere abusive realizzate.

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Autobiografia non autorizzata di “Vinni il muratore”, lo Zelig di Ruvo dal Monte

torta crescent 60anni de luca comune 090508

Una bella torta Crescent per il sindaco

Aspettando la seconda parte della nostra inchiesta sull’affare Jolly Hotel…

Se agli italiani è andato in sorte (per molti, in malasorte) un presidente operaio, oltre che  bunga-bunga, ai salernitani, che sono una razza a parte, è toccato un sindaco muratore.

Vinni il muratore, l’uomo con lo scolapasta in testa e la cazzuola in mano.

Di lui si sa che a letto non usa cuscini ma solo sacchette di cemento e, per la nota sensibilità ambientale, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti internazionali tra i quali ricordiamo il Premio Punta Perotti per il maggior numero di metri cubi proposti sul demanio marittimo (il famigerato Crescent), il Premio Fuenti per l’amalgama con l’ambiente circostante, il premio Erode per l’abbattimento di parchi giochi (al Jolly) ed il premio Playstation, per la demolizione di palestre e campi di basket (istituto nautico).

Con la modestia che lo contraddistingue, e ripudiando i simboli del potere, ha anche rinunciato all’autoblù; al suo posto ha scelto un veicolo sicuramente più congeniale, un’autobetonierablù: così, tra una riunione politica e un soliloquio, per ottimizzare i tempi, riesce negli spostamenti a produrre cemento per sostituire, qua e là, un’aiuola con un pavimento.

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Crescent, l’affare Jolly Hotel non finisce qui…Nuovi sviluppi all’orizzonte

jolly hotel

soldi corruzionecatena-vendite

La nostra inchiesta sull’ex Jolly Hotel non finisce qui, nei prossimi giorni vi aggiorneremo sugli ulteriori sviluppi che questa vicenda sta prendendo. Sviluppi, vi anticipiamo, particolarmente interessanti. Poiché la storia è complessa, prima di ricominciare, abbiamo deciso di riportare per intero le 5 puntate del nostro reportage. Per chi non l’avesse ancora fatto, buona lettura. Per chi l’ha già fatto “repetita iuvant” direbbero gli antichi romani.

PS: un sentito ringraziamento va al Corriere del Mezzogiorno, con cui è sempre un piacere collaborare!!!

Prima puntata

L’ex Jolly Hotel, di vendita in vendita, finisce a Milano in mano alla Sist srl (leggi)

Seconda puntata

Affarissimo Jolly Hotel: ramo d’azienda venduto a Sist per 160 mila euro!!! (leggi)

Terza puntata

Per Salid il Jolly Hotel, o meglio il 20% del Crescent, “non era conveniente”!!! (leggi)

Quarta puntata

Crescent, Sist fa la guerra al Comune: chiesti 13 milioni di euro di danni (leggi)

Quinta puntata

Sist attacca il Comune perché obbligata alla “retrocessione” del bene Jolly (leggi)

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Savona, apre il Crescent: risolto il problema casa per 115 nababbi

Crescent Savona, foto Pugno (Secolo XIX)

Crescent Savona, foto Pugno (Secolo XIX)

Render Crescent Salerno

Rendering Crescent Salerno

L’immagine che vedete non è un rendering, né una simulazione grafica dove spesso non ci si rende conto delle reali proporzioni tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Questa che vedete è una foto del Crescent di Savona, sempre a firma di mastro Bofill, il grande clonatore, realizzata sabato scorso, 2 ottobre, giorno dell’inaugurazione dell’ecomostro ligure. Gli uomini, le donne ed i bambini presenti nella piazza sono veri, come è vera la muraglia che si erge alle loro spalle, uno schermo totale rispetto allo sfondo.

Non sappiamo di preciso cosa non vedranno più i cittadini di Savona, cosa è stato coperto da questo mega condominio per nababbi. Sappiamo però cosa non vedranno più i cittadini di Salerno se mai il Crescent sarà realizzato anche qui, sappiamo che da Piazza del Cemento in Libertà non si vedrà più il centro storico di Salerno a Nord, sappiamo che non si vedrà più il Lungomare in direzione Est e la Costiera Amalfitana a Ovest. E sappiamo che tutto questo è stato fatto, oltretutto devastando una spiaggia pubblica, per permettere a circa 180 “fortunati” (tanti quanti gli appartamenti che si realizzeranno)  la loro sospirata residenza “upper class”, con tanto di box auto e posto barca.

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Sul Crescent c’è lo Zampino del neo pensionato Soprintendente

zampino giuseppe

Giuseppe Zampino ex Soprintendente di Salerno

DAL PUA AL CRESCENT: COME NASCE UN SILENZIO ASSENSO

“Io vi ho fatto vedere cose che voi salernitani non potevate immaginare…

Platani secolari segati brutalmente per essere sostituiti da scopilli di palme…
E vi ho fatto vedere la Spiaggia di Santa Teresa martorizzata da colate e colate di cemento della Libertà….
E paesaggi storici oscurati dal muraglione Crescent

E tutti questi danni ambientali…causati dal mio silenzio assenso…
non andranno perduti come… lacrime… nella pioggia…

È tempo… di andare in pensione”.

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Stop Crescent, Italia Nostra: “Primo passo, aspettiamo verdetto nel merito”

Bop, Buono ordinario pullanghella

Bop, Buono ordinario pullanghella

L’associazione ambientalista ringrazia i Figli delle Chiancarelle: “Con i Bop hanno sostenuto i costi del ricorso”

Questa mattina il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare di sospensiva presentata da Italia Nostra contro la costruzione del Crescent, l’enorme complesso condominiale che il Comune di Salerno ha autorizzato a pochi metri dal Lungomare e dal centro storico, nell’area più pregiata della città. Una mezzaluna di cemento alta più di 30 metri e lunga oltre 280 che deturperebbe per sempre il paesaggio creando una barriera tra il mare e il centro antico. “Oggi si è fatto un primo passo per il bene della città – ha commentato Raffaella Di Leo, presidente di Italia Nostra Salerno – Il Crescent è una scelta che non condividiamo perché non va nella direzione della tutela del paesaggio e del territorio”.

La IV sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno di evitare che la prosecuzione dei lavori per la realizzazione di un edificio di cospicue dimensioni, in una situazione controversa, produca una trasformazione dello stato dei luoghi difficilmente reversibile e tale da determinare per la collettività un pregiudizio grave e irreparabile.

SEntenza“Il ricorso è stato un atto dovuto – chiarisce Raffaella Di Leo – successivo alla mancanza di un confronto proficuo con la Pubblica Amministrazione di Salerno sull’intervento che si è programmato e si sta realizzando nell’area di Santa Teresa, interessata inoltre dalla presenza di un vasto bacino idrogeologico e del torrente Fusandola, deviato nel suo corso per permettere l’edificazione del Crescent”.

L’opera, allo stato eseguita per la parte delle fondazioni solo in alcuni lotti, è da oggi bloccata. Il Consiglio di Stato ha disposto, in via cautelare, di “sospendere l’esecutività della sentenza impugnata” (quella del Tar, ndr) e di fermare il cantiere, rimettendone la riapertura alla pronuncia di una eventuale sentenza favorevole nel merito.
“Aspettiamo adesso di poter entrare nel merito della vicenda che presenta diverse irregolarità”, conclude Raffaella Di Leo che ringrazia, oltre allo staff dei legali, i tanti salernitani che hanno supportato l’associazione ambientalista in questa battaglia legale a difesa del paesaggio dall’aggressione violenta del cemento: “In particolar modo i Figli delle Chiancarelle che hanno sostenuto i costi del ricorso al Consiglio di Stato grazie alla raccolta di fondi effettuata con i Bop, i buoni ordinari delle pullanghelle. Senza il contributo dei Figli delle chiancarelle questo atto di difesa dell’identità di Salerno e del suo paesaggio non sarebbe stato possibile”.

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